Verses of Enchantment è un videogioco di deck building, cioè di costruzione mazzi di carte collezionabili come i già conosciuti Hearthstone: Heroes of WarCraft e Magic The Gathering: Arena. Ha richiami di roguelite e per gli stessi autori è un videogioco di narrazione e avventura. È sviluppato da Nachtvlam ed è disponibile su Steam dal 1 agosto 2023, si fa subito notare per due dettagli: lo stile artistico Neoclassico e l’affidamento ad un’intelligenza artificiale, per scrivere poesie in base alle carte di gioco utilizzate.
Una gioia per gli occhi

Verses of Enchantment si presenta con delle schermate che sono delle tavole artistiche sapientemente concepite. Tutto rimanda all’arte pittorica dei secoli XVIII e XIX, soprattutto al Neoclassicismo o al tardo barocco.
Se, giocando, gli occhi cadessero in dettagli di opere quali Il Giuramento degli Orazi di Jacque-Luis David o Angelo Caduto di Alexandre Cabanel, non dovremmo sorprenderci. È tutto, piacevolmente, voluto.
L’ascesa dello stregone

Accompagnati da una colonna sonora d’atmosfera, rilassante e mai banale, impersoniamo un novello stregone che si avventura in un mondo di fantasia. Lo scopo del giovane è quello di sfidare altri stregoni a duello, a suon di incantesimi, recitati tramite poesia.
Ogni incantesimo equivale ad una carta che compone il grimorio dello stregone. Come tante pergamene, queste carte vengono impilare nel cosiddetto “deck” e pescate ad ogni turno. Lo scopo di ogni battaglia è quello di portare a zero i punti ferita dell’avversario, prima che questi azzeri i nostri punti.

Ogni carta appartiene ad una scuola di magia, può avere un effetto offensivo, difensivo, debilitante il nemico o fortificante il possessore della carta. Il saggio uso e la combinazione di tutte le carte a disposizione e delle scuole di magia, rendono profondità e varietà ad ogni partita.
Semplicità e qualità

Verses of Enchantment si gioca con il mouse, ha pochi input da ricevere ed è quasi sempre chiaro dove cliccare, cosa e quando.
Dico “quasi”, perché sono stato messo in difficoltà dal fatto di gestire la fase di acquisto di razioni per il viaggio, che non prevede un pulsante di “conferma”. A parte questo, la mia esperienza è stata sempre indiscutibilmente positiva.
Intendiamoci: di videogiochi “deck-building” che ti chiamano a costruire un mazzo di carte per sfidare il computer o un altro giocatore è pieno il mondo. Ma Verses of Enchantment è sicuramente il più originale e meglio realizzato di quelli che ho provato nel corso degli anni.
Vere opere del Neoclassicismo

Due punti di forza torno ad evidenziare: le carte sono tutte avvalorate da grafiche che riportano dettagli di opere del ‘700 e dell’800 di veri autori, come il già citato Alexandre Cabanel.
L’altro punto di forza è che c’è un’intelligenza artificiale che, sulla base delle carte giocate in un turno, produce una poesia. Spesso anche di grande effetto. Sulla base delle parole utilizzate, quella poesia potrà potenziare oppure indebolire le magie giocate in seguito alla stesura.
L’unico punto debole di tutta la faccenda è che, se non si conosce un minimo di lingua inglese, tutto il fascino di queste poesie artificiali non viene colto, così come i testi che accompagnano le avventure e i dialoghi del nostro giovane alter-ego.






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