Nobody Wants to Die è un videogioco in prima persona di avventura narrativa, a base di indagini e deduzioni. E’ realizzato da Critical Hit Games sotto bandiera Plaion e si tratta del titolo d’esordio di questo sviluppatore emergente. E’ giocabile dal 17 luglio 2024 su PlayStation, Xbox e PC.
New York, 2329

Nobody Wants to Die narra le vicende del detective James Karra, che è anche l’alter-ego di chi gioca. E’ ambientato a New York nel 2329, in un mondo non troppo diverso da quello che abbiamo visto al cinema o in TV, tramite il lungometraggio Blade Runner oppure la serie Altered Carbon.
Quel che mi ha tanto colpito della New York del 2329, immaginata da Critical Hit Games, è un senso di inquietante ucronia nella quale ci ritroviamo ad avere a che fare con un ambiente che ammicca agli anni ‘30 del Ventesimo secolo, invece che esplorare un futuro più tendente al classico Cyberpunk.
Ne viene così un raffinatissimo stile “Decopunk”, declinazione del Cyberpunk che si riferisce all’Art Deco tipicamente americana. Nel mondo dei videogiochi, il Decopunk è quello che abbiamo conosciuto e in molti apprezzato nella serie BioShock.

Al di là dell’aspetto retrofuturistico, le tecnologie e le capacità scientifiche sono decisamente avveniristiche, e queste entrano in gioco nel semplificare le indagini del protagonista, immerso fino al collo in un caso altamente confidenziale.
Non si tralascia qualche influenza “Biopunk”: nel 2329, chi può permetterselo, quando muore viene trasferito tramite processi biotecnologici da un corpo all’altro. Questo garantisce una fattuale immortalità dell’anima tramite la presenza della Icorite: un corpo tecnologico estraneo, innestato nel cervello e dove viene salvata la coscienza umana.
Quando questa immortalità viene minacciata, diventa oggetto di speculazione oppure avvengono casi di mortalità che coinvolgono la perdita irrimediabile della icorite, arrivano le forze di ordine e indagine a risolvere la matassa di interrogativi sul misfatto.
Il tempo conosce ogni risposta

Come detto in apertura, James Karra è il personaggio che interpretiamo. Un detective sempre ad un passo dal licenziamento, dai modi rudi e reso cinico da una vita dura, condita da traumi importanti.
Grazie all’aiuto di tecnologie avanzate quali: un guanto in grado di riavvolgere eventi passati e mostrarli agli occhi dell’utilizzatore, una lampada ad ultravioletti per l’identificazione di macchie di sangue e tracce non visibili all’occhio umano, una pistola a raggi-X per scrutare attraverso le pareti, il detective Karra deve fare luce su dei casi di omicidio per unire tutti i punti di una trama molto intrigante.
Le parti che mi sono piaciute di più e mi hanno convinto in positivo, sono proprio quelle in cui si raggiunge la scena del crimine e occorre ricostruire l’accaduto. Ci vuole tempo, pazienza, occorre lasciare che il detective raccolga gli indizi e ricostruisca l’accaduto.

Con l’aiuto di un’assistente da remoto, di nome Sara Kai, il detective ricostruisce le scene del crimine ed il crimine stesso, che alla fine dell’indagine viene riprodotto davanti ai nostri stessi occhi, per merito del “crono-guanto”.
Una volta tornato alla base, si traggono le conclusioni sul caso, scartando indizi ininfluenti e utilizzando quelli validi, per avvalorare le tesi e trovare una soluzione all’indagine: smascherare movente e colpevole.
Le ore passano piacevolmente, inframezzate da scene interattive in cui dobbiamo muovere il personaggio da un punto all’altro, ascoltare i dialoghi che ci aiutano nella scoperta delle soluzioni, rispondere con una minima libertà di interpretazione.
Buona la prima

Proprio la libertà di interpretazione è l’aspetto di gameplay che non mi aspettavo minimamente. La libertà di scelta, condisce di bivi narrativi ed di un epilogo coerente con quanto detto e fatto nel corso del gioco tutta la trama di Nobody Wants to Die.
Ad onor del vero, il peso delle nostre scelte morali, di dialogo e di azione non mi è sembrato così evidente e segnante, quando ho raggiunto i titoli di coda. Ho solo notato una generale coerenza nei comportamenti di un paio di personaggi, che alla fine si ricordavano cosa ho fatto all’inizio della storia.

Per apprezzare il bel lavoro di scrittura di una storia che si evolve coerentemente con le scelte che facciamo, viene incoraggiato il rigiocare almeno una seconda volta, facendo scelte diverse e vivendo sulla pelle del protagonista il famoso e narrativo “cosa sarebbe successo se…?”
Nobody Wants to Die è un titolo di avventura narrativa che ha indubbiamente un proprio stile, che lo rende più unico che raro. La presenza di scelte narrative affidate al giocatore lo rende piacevolmente vario e rigiocabile. Chiude il cerchio un rapporto costo/valore di tutto rispetto un prezzo di vendita davvero budget.
Evitalo come la peste se in prima persona giochi solo roba frenetica tipo Call of Duty o Doom. Gustalo senza fretta e godendoti ogni singola cura per i dettagli in caso contrario, non te ne pentirai. A patto di apprezzare il Decopunk, il Noir e ritmi narrativi rilassati.






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