Shadow of the Ninja – Reborn è il remake di quel Shadow of the Ninja pubblicato su Nintendo NES tra il 1990 ed il 1991. Si tratta di un picchiaduro a scorrimento orizzontale come i famosi Ninja Gaiden, Shadow Dancer e Shinobi. Sviluppato da NatsumeAtari per Inin Games, Edigger e United Games Entertainment, il remake è disponibile dal 29 agosto 2024 su PC, Xbox, PlayStation e Switch.
Trent’anni e non sentirli

Sono passati quasi esattamente trentatre anni da quando Shadow of the Ninja era approdato nei salotti degli intenditori, tramite cartuccia del NES. Pubblicato in America e Giappone nel 1990 e solo l’anno dopo in Europa, Shadow of the Ninja si distingueva per la presenza della modalità cooperativa, per quei tempi molto rara.
Messo in totale ombra dal ben più pubblicizzato Ninja Gaiden, Shadow of the Ninja è stato poi, silenziosamente, ripubblicato per Virtual Console Wii e successivamente su Switch. Questo autentico, storico, remake dopo un’attesa lunga oltre trent’anni è sicuramente un piccolo evento dal grande significato.
Al di là dei più recenti ritrovati tecnici e grafici, i tempi odierni sono perfetti per rilanciare e fare apprezzare un picchiaduro a scorrimento laterale che si affida ad una splendida pixel art e ottime animazioni.
Il ninja porpora e la kunoichi arancione

Gli inconfondibili colori di cui si vestono i protagonisti, li rendono indimenticabili e facilmente riconoscibili. Hayate è il ninja che, commercialmente parlando, divenne poi Hayabusa dei primi Ninja Gaiden. Il pubblico, spesso, si ricorda di quest’ultimo a scapito del protagonista di Shadows of the Ninja.
Hayate è armato di katana, ma non si nega il piacere di attingere a mannaie, falcioni, seghe, cunei, shuriken e kusarigama.
Kaede è la bella e letale kunoichi (nome giapponese che identifica la donna che pratica ninjutsu), che non è mai da meno al suo compagno d’avventura in termini di letalità e abilità di usare armi e strumenti trovati sul campo.
Effetto nostalgia

L’aspetto più bello di Shadow of the Ninja – Reborn è la possibilità di giocarlo in cooperativa sullo stesso schermo. Ed è possibile inviare le proprie statistiche di punteggio alle classifiche online, come se facessimo parte di una grande, globale, sala giochi degli anni ’90.
L’effetto nostalgia è assicurato e di sicuro impatto. Il gioco scorre fluido e piacevolmente. L’ho trovato in linea con gli standard di difficoltà di trent’anni fa. Si muore spesso, più o meno volentieri, bisogna fare pratica e conoscere le mosse avversarie ma non è tutto: come ogni buon gioco che si rispetti, l’abilità del giocatore fa tutta la differenza e bisogna imparare a difendersi, schivare ed attaccare per bene.
I giochi veramente ostici

Shadow of the Ninja – Reborn mi ha fatto subito pensare a quanto sia cambiata la percezione di difficoltà, nel mondo dei videogiochi da parte dei videogiocatori. Il gioco di NatsumeAtari mi ricorda piacevolmente che i videogiochi che sono realmente difficili sono questi e non quelli dell’ultimo decennio.
Giochi come Shadow of the Ninja – Reborn e suoi coevi, unitamente ai recenti che a quelli si ispirano, mettono a dura prova la resistenza, i nervi e l’abilità di chi gioca. Senza mai dimenticare un fattore importantissimo: divertire e soddisfare.
Incorniciato da una pixel art che trovo pressoché inattaccabile, condito da suoni e musiche da sala-giochi anni ’90, affidato ad un sistema di controllo che deve solo essere appreso e sfruttato nella sua interezza: Shadow of the Ninja – Reborn è tutto quello che i grandi nostalgici dei picchiaduro a scorrimento del passato stavano cercando.






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