Metaphor: ReFantazio è un videogioco di ruolo giapponese (JRPG) sviluppato da Studio Zero di Atlus, sotto la direzione di Katsura Hashino, famoso per il suo lavoro sulla serie Persona. Questo gioco immerge i giocatori in un mondo fantastico, ispirato all’Europa medievale, dove devono affrontare intricate sfide politiche, sociali e magiche. E’ disponibile dal 11 ottobre 2024 su PC, PlayStation e Xbox. Ringrazio Cosmocover per l’onore di poter divulgare ed immortalare qui questo titolo, provato nella sua versione Xbox.

Un principe da salvare

La trama segue un giovane Elda, il protagonista nonchè nostro alter ego, il cui mondo viene sconvolto dall’assassinio del re del regno di Euchronia. Dopo questo tragico evento, il protagonista scopre che il suo migliore amico, il principe, è stato vittima di una maledizione che lo fa apparire morto agli occhi di tutti. Deciso a salvare il principe e il regno, il protagonista intraprende un viaggio epico attraverso un mondo pieno di insidie e meraviglie.

Il regno di Euchronia è un mosaico di fazioni e razze, tra cui gli Elda, gli Ateran e i Clemar, ciascuna con la propria cultura, politica e magia. La diversità di queste fazioni si riflette nelle alleanze e nei conflitti che il protagonista deve gestire lungo il suo cammino. Le scelte del giocatore influenzeranno profondamente il corso della storia, con numerose diramazioni narrative e finali multipli.

Quello che mi ha colpito particolarmente, è proprio l’attenzione e la cura nell’ambientazione. Il mondo di gioco mi sembra pulsante di vita, vibrante di emozioni e passioni. Denso di tensioni razziali, culturali, religiose. Ci sono gli abitanti delle città e quelli delle periferie, ci sono le minoranze e le maggioranze, i pacifisti e i belligeranti.

Insomma, muovere i passi in Euchronia e interagire con i suoi abitanti non mi è mai sembrato banale oppure eccessivamente didascalico o paideutico. I personaggi mi sono sembrati ben caratterizzati, e fin dalle prime battute sembrano celare molto più di quello che colpisce la vista. Un aspetto che mi intriga sempre molto: è una delle cose che mi spinge ad andare avanti e saperne di più.

Un mondo da proteggere con gli Archetipi 

Il mondo di Metaphor: ReFantazio è ricco di dettagli e pieno di luoghi suggestivi da esplorare, dai maestosi castelli e villaggi medievali alle foreste incantate e agli antichi templi. Ogni area è caratterizzata da una storia e da missioni secondarie che arricchiscono l’esperienza di gioco, permettendo ai giocatori di immergersi completamente nell’universo di Euchronia.

Uno degli elementi distintivi di Metaphor: ReFantazio è il sistema “Archetype” o Archetipo. Questo sistema consente al protagonista di trasformarsi in diverse classi di combattimento, come cavalieri, maghi e guerrieri, ognuna dotata di abilità uniche che possono essere potenziate e personalizzate. Questo offre ai giocatori un’ampia gamma di strategie per affrontare le sfide del gioco.

Il sistema Archetype mi ha ricordato fortissimo White Knight Chronicles, quei cavalieri in armatura giganteschi che trasformavano i protagonisti e ribaltavano gli esiti delle battaglie. Trovo che il sistema di Metaphor sia veramente ben concepito, in quanto mi permette di scegliere “l’armatura” da assegnare al mio personaggio e ai suoi gregari, senza alcun vincolo tranne quello della mia mente e della mia strategia.

Per esempio, pur essendo affiancato da due guerrieri, all’inizio, ho scelto di affidare l’armatura di un guerriero ad un personaggio; l’altro, invece, è stato omaggiato dell’armatura di un mago, per garantire al gruppo una discreta varietà di approcci, che potessero tener testa ad un gran numero di nemici.

Una gioia per occhi e orecchie

La colonna sonora, composta da artisti rinomati quali Shoji Meguro e il Glory Chorus di Tokyo. Questa accompagna i giocatori attraverso le loro avventure, sottolineando i momenti epici e quelli più intimi con melodie evocative e coinvolgenti. Gli effetti visivi e la grafica sono all’avanguardia, con un’attenzione meticolosa ai dettagli che rende ogni scena del gioco visivamente impressionante.

Personalmente, apprezzo moltissimo lo stile di questo titolo e mi hanno colpito anche animazioni e doppiaggio. Qui, più che altrove, mi sono sentito “dentro” un anime giapponese e se non fosse stato per il dovere mettere mano al gamepad, mi sarei perso nel guardare ed ascoltare le scene. Anche le fasi di combattimento, rigorosamente a turni, sono state fatte con uno stile ed un ritmo che non mi stancano mai.

Metaphor: ReFantazio mi sembra concepito e accessibile per i veterani dei videogiochi di ruolo giapponesi che ai nuovi giocatori. Senza tralasciare chi, come me, ha affrontato e gioca pochi titoli di questo genere nel corso degli anni.

Le meccaniche di gioco sono intuitive, offrono una profondità strategica che premia la pianificazione e la creatività. La narrazione è coinvolgente e piena di colpi di scena, mantenendo i giocatori sempre sulle spine.

Erano anni che non mi divertivo e non venivo rapito e affascinato così, da un videogioco di ruolo di stampo orientale. Penso che sia il migliore degli ultimi quindici anni, con tutto il dovuto rispetto per i nomi più altisonanti, chiacchierati e pubblicizzati.

3 risposte a “Metaphor: ReFantazio, un JRPG che mi ha rapito”

  1. […] titoli che ho profondamente amato e felicemente completato. Mi hanno stregato anche il recente Metaphor: Re-Fantazio, che è ancora in backlog ma spero non ancora per molto, ed il “redivito” Tales of Grace f, di […]

  2. […] al gioco, che non ha assolutamente nulla da invidiare alle scene che ho apprezzato moltissimo in Metaphor: Re-Fantazio di recente […]

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