The Lift è un videogioco in prima persona che fonde fantascienza e simulazione di addetto alla manutenzione. E’ sviluppato da Fantastic Signals sotto bandiera tinyBuild e dal 16 settembre 2025 si può richiedere la partecipazione ad un play test via Steam, alla pagina del negozio dedicata al titolo.
Ringrazio tinyBuild, Cosmocover e Fantastic Signal per avermi concesso l’opportunità di partecipare all’evento a “porte chiuse”, seppur in remoto, e per la concessione all’accesso anticipato del gioco.
Dove suoni e silenzi raccontano

In The Lift, il tempo sembra essersi fermato, ma qualcosa continua a muoversi sotto la superficie. Il giocatore si risveglia in un istituto scientifico abbandonato, dove l’unico mezzo per esplorare è un ascensore che collega piani dimenticati, ciascuno con le proprie regole, rovine e segreti.
Il gioco non si limita a proporre una simulazione tecnica: è un viaggio nella memoria di un luogo che ha smesso di essere solo fisico, diventando quasi metafisico. Ogni piano è una storia, ogni guasto una traccia, ogni riparazione un atto di resistenza contro l’oblio.

The Lift non urla, sussurra. E nei suoi silenzi, tra luci al neon tremolanti e corridoi invasi da anomalie, si insinua una tensione che non ha bisogno di mostri per farsi sentire.
L’estetica brutalista e la colonna sonora rarefatta contribuiscono a costruire un’atmosfera sospesa, dove il giocatore è chiamato non solo a sistemare, ma a comprendere. Non c’è salvezza, forse, ma c’è ancora qualcosa da salvare. E in quel gesto, piccolo e ostinato, The Lift trova la sua voce.
Ricorda Prey e Half-Life

The Lift mi ha ricordato moltissimo le atmosfere di Prey, quello del 2017, misto ad altri omaggi di pietre miliari di questo genere. Mentre giocavo, i ricordi delle ore passate su System Shock, Half-Life, la trilogia di BioShock sono tornati vividi.
Il lavoro di Fantastic Signals mi sembra avere le premesse per trarre insegnamento e offrire omaggio ai giganti del passato, portando al contempo un carattere tutto suo, un’eccezionalità che manca da tanto tempo.






Lascia un commento