Simon The Sorcerer Origins è un’avventura narrativa in terza persona, del sottogenere punta-e-clicca tanto famoso nella prima metà degli anni ’90. E’ sviluppato dallo studio italiano Smallthing Studios e pubblicato da Inin Games. E’ disponibile su PC, PlayStation, Xbox e Switch dal 28 ottobre 2025. Realizzo questo contenuto grazie alla gentile concessione del produttore.
1993: il punto più alto delle Avventure Grafiche

Nella prima metà degli anni ’90, le avventure grafiche erano certamente uno dei generi più in voga nel panorama dei videogiochi PC. Pietre miliari consegnate alla storia da LucasArts e Sierra Interactive hanno tracciato canoni, stilemi e un solco difficile da ignorare.
Titoli come The Secret of Monkey Island, King’s Quest e The Legend of Kyradia, Gabriel Knight, Indiana Jones and the Fate of Atlantis, Broken Sword, sono ben impressi nella memoria di giocatori over ’30 che amano (o amavano) questo genere.

In questo contesto e tra questi mostri sacri, emergeva nel 1993 Simon The Sorcerer. Si tratta di una proprietà intellettuale dei fratelli Mike e Simon Woodroffe, che fondarono lo studio Adventure Soft. e scrissero alcune delle più belle pagine delle avventure grafiche.
Trent’anni dopo il suo debutto su MS-DOS e Amiga, Simon torna a far parlare di sé. Ma non è un sequel, né un remake: Simon The Sorcerer Origins è un prequel che riscrive le regole del punta-e-clicca, con la stessa irriverenza che ha reso il maghetto britannico una leggenda cult.
Smallthing Studios e ININ ci invitano a varcare di nuovo la soglia del Mondo Magico, ma stavolta con uno stile visivo completamente disegnato a mano e una narrazione che affonda le radici nel passato di Simon, prima che diventasse… Simon.
Un adolescente, una porta chiusa, un destino da riscrivere

La storia comincia nel modo più banale possibile: un trasloco. Simon, ancora adolescente, si ritrova a sistemare le sue cose in una nuova casa, quando inciampa in una porta misteriosa. Da lì, il mondo cambia.
Un’antica profezia lo strappa alla sua routine di espulsioni scolastiche e sarcasmo compulsivo, catapultandolo in un universo popolato da maghi incompetenti, creature assurde e stufati disgustosi.
Il tono è quello di sempre: pungente, autoironico, a tratti surreale. Ma la scrittura non si limita a citare il passato: lo espande. Simon parla, commenta, sbuffa, e ogni sua battuta è una lama affilata contro la seriosità del fantasy tradizionale.
Puzzle, pozioni e pixel disegnati a mano

Il gameplay è un tributo alle meccaniche classiche del genere: si esplora, si raccoglie, si combina, si risolve. Ma Origins non si accontenta della nostalgia. Gli enigmi sono ben strutturati, con una varietà che spazia dall’alchimia all’interazione ambientale, e il ritmo è scandito da una regia che alterna momenti contemplativi a situazioni assurde.
Il comparto visivo è il vero incantesimo: ogni scena è illustrata a mano, con uno stile cartoon che richiama l’animazione europea degli anni ’90, ma con una fluidità moderna. Il character design è espressivo, le ambientazioni ricche di dettagli e citazioni, e l’interfaccia è pulita, intuitiva, rispettosa del genere.
Il team che ha risvegliato Simon

Smallthing Studios è uno studio di sviluppo di matrice italiana, con sedi in Italia (Genova, Gorizia) e San Jose (California). E’ il cuore creativo del progetto.
Il team ha curato ogni aspetto visivo con un approccio illustrativo disegnato a mano, dando vita a un mondo che sembra uscito da un libro animato. La loro esperienza in animazione, storytelling e design si riflette in ogni frame, con una cura maniacale per il dettaglio e il ritmo narrativo.

Chris Barrie, storico doppiatore di Simon, torna a dare voce al personaggio dopo oltre trent’anni. È un dettaglio che pesa, perché Simon The Sorcerer Origins non è solo un gioco: è un ponte tra generazioni.
Il sound design accompagna l’avventura con musiche originali che mescolano synth, orchestrazioni leggere e motivi umoristici, disponibili anche in bundle con artbook e DLC.
Il gioco è pensato per il single player, non manca il supporto a Steam Cloud, obiettivi e localizzazioni in undici lingue. L’accessibilità è curata, e il tono è adatto anche a un pubblico giovane, pur mantenendo quella vena caustica che ha reso Simon un’icona.
L’origine di un’icona

Simon The Sorcerer Origins è più di un prequel: è una dichiarazione d’intenti. Non cerca di modernizzare il punta-e-clicca, lo celebra. Non si limita a evocare il passato, lo reinventa con rispetto e ironia.
È un gioco che parla a chi ha vissuto l’epoca d’oro delle avventure grafiche, ma anche a chi vuole scoprire un mondo dove la magia non è potere, ma sarcasmo.
Per chi ama l’umorismo britannico, le avventure intelligenti e l’arte disegnata a mano. Se hai amato Return to Monkey Island, Thimbleweed Park e Broken Sword, allora Origins è un incantesimo da non lasciar svanire.






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