Era un pomeriggio qualunque del 2010. Dopo due anni sul servizio Splinder, avevo deciso di migrare altrove perché quello non mi convinceva molto. Cercavo un’alternativa semi-professionale per il mio personale progetto di divulgazione videoludica. Dopo un paio di chiacchierate con amici per aiutarmi nella scelta, approdavo qui su WordPress. Era il 28 novembre di quindici anni fa, ma mi piace ricordare che scrivo per La Decima Arte da diciassette anni, ormai.
Contenuti:
- Sporco, piccolo, fragile, vivo
- Perché è nato e perché si chiama così
- Ultimi sei anni e PSM
- Presente e Futuro
Sporco, piccolo, fragile, vivo

Chi segue questo blog o il canale YouTube omonimo lo sa bene: La Decima Arte – Art Final Frontier ha assunto le sembianze di un’astronave retrofuturistica, vissuta e resistente. Come la USS Enterprise di Star Trek si dedica all’esplorazione e alla scoperta; come il Millennium Falcon di Star Wars porta i segni di mille rattoppi; come la Serenity di Firefly appare fragile e minuta. Questo blog è un’astronave segnata dal tempo, che ha solcato rotte difficili e resistito agli alti e bassi, guidata da un capitano ormai quarantenne, non sempre impeccabile ma ancora determinato a tenere la rotta.
Molti anni sono trascorsi, sia per me che per questo blog, che ha visto il susseguirsi di tre generazioni di console e si avvia verso il completamento del diciassettesimo giro di ruota. Quando mi fermo a pensare e mi volto a guardare la strada percorsa, mi sorprende realizzare che quasi metà della mia vita sia stata condivisa con questo blog come compagno di viaggio.

Nonostante i periodi di trascuratezza — quando prestavo la mia penna agli amici di ilVideogioco, Cyberludus, WorldsFactory, VGNetwork, Indie Vault, e poi quasi del tutto durante il quinquennio 2013-2018, segnato da un’impresa commerciale rivelatasi una disfatta — io e il mio blog siamo rimasti qui.
In oltre tre lustri ho visto realtà editoriali nascere e morire, mentre un piccolo scoglio disperso nell’oceano di internet restava a galla. O, per dirla in termini fantascientifici: una piccola astronave continuava a solcare lo spazio, mentre intere flotte stellari si dissolvevano nel nulla.
Perché è nato e perché si chiama così

La Decima Arte nasce dall’unione di due mie grandi passioni: la scrittura e il videogioco. Dalla mia infanzia, intorno al 1992, fino ad oggi ho letto di videogiochi: non solo recensioni e anteprime, ma anche approfondimenti ed editoriali. A memoria ricordo di aver iniziato con K-Games, poi con The Games Machine e PC Zeta, che apprezzavo particolarmente per forma e contenuti. Dopo la chiusura di PC Zeta passai a Giochi per il Mio Computer, affiancato per qualche tempo da PSM e PsMania. Per un anno ho letto anche Xbox Magazine Ufficiale.
Dopo quindici anni trascorsi a seguire con passione le penne dei migliori redattori italiani, ho deciso di aprire un blog con un solo desiderio: contribuire alla divulgazione e trasmettere la bellezza di certi titoli, come avevano fatto con me quegli appassionati che leggevo con tanto interesse. Volevo raccoglierne l’eredità, mentre vedevo quelle riviste leggendarie scomparire sotto i colpi incessanti dei siti web prima, e di YouTube e Twitch poi.

Il nome “La Decima Arte” nasce dall’editoriale del numero di Natale 2001 di GMC, che ho parafrasato e reso il primo articolo del blog. In quell’editoriale si esploravano le nove arti precedenti al videogioco e si giungeva alla conclusione — per me assolutamente valida — che se il Cinema è considerato arte, non c’è motivo per cui il videogioco non debba essere riconosciuto come “Decima Arte”.
Il titolo del blog diventa così metafora del videogioco stesso e dichiara senza mezzi termini la sua ragion d’essere: celebrare i videogiochi. Fin dall’inizio ho scelto di non attribuire voti ai miei articoli, che da “recensioni” sono diventati “riflessioni personali”, perché questo sono e nulla di più.

Mentre il mondo si affannava — e ancora si affanna — a enumerare difetti e limiti di un videogioco per incoraggiare o scoraggiare l’acquisto, io mi sono fermato alla mia esperienza, alla mia percezione, alla mia chiave di lettura.
Da sempre spero di incuriosire abbastanza da spingere ad approfondire, a scoprire di più, a portare un videogioco ignorato o sottovalutato nel computer o nella console di qualcuno che, seguendo i canali più prestigiosi, non l’avrebbe mai considerato.
Se in diciassette anni almeno un lettore o spettatore ha scoperto e amato un videogioco grazie a ciò che faccio, allora ogni parola scritta è valsa la pena. E per altri diciassette anni sarò incoraggiato a scrivere e a condividere.
Ultimi sei anni e PSM

A metà del 2019 ho concluso la mia esperienza da commerciante: una decisione importante, una svolta che ha segnato profondamente la mia vita. Con un bagaglio di dieci anni di lavoro sulle spalle, sono tornato a studiare e, poco dopo, sono stato assunto come Project Manager informatico in una start-up della mia città. Quell’esperienza pregressa si è rivelata decisiva: senza di essa, non avrei avuto l’opportunità di essere scelto.
Questo nuovo ruolo mi ha permesso di gestire meglio tempo ed energie, rendendo più regolari le mie pubblicazioni su blog, YouTube e Twitch. Nel frattempo ho conosciuto nuovi creatori di contenuti — Gioco con lo scemo, Sharp Crossgen TV, Teste Pericolose, Quelcherestadelgioco, TheDaniele e Akira’s Collectibles, che con mio grande stupore ha persino espresso il desiderio di collaborare al blog.

Il 2024 resterà per me un anno simbolico: finalmente una redazione ha riconosciuto i miei sforzi e la mia passione. PlayStation Magazine (PSM), rinata grazie a Carlo Chericoni e Gabriel Galliani, ha riunito la vecchia guardia accanto a una nuova generazione di divulgatori. Tramite il mio blog, Galliani mi ha offerto l’onore di unirmi alla squadra: un invito che ho accolto con entusiasmo, dando il meglio di me in ogni uscita di quell’anno.
In un certo senso, il cerchio aperto dalle motivazioni che mi spinsero ad avviare il blog si era finalmente chiuso. Ero diventato la penna di quella stessa rivista che, da adolescente e giovane adulto, leggevo con passione. Trovarmi dall’altro lato della barricata è stato un effetto insieme sorprendente e gratificante.
Durante la mia breve ma intensa esperienza in PSM ho imparato moltissimo: i suggerimenti di Galliani e Chericoni si sono rivelati determinanti. I complimenti ricevuti sui social per le mie recensioni, uniti alla selezione per entrare in redazione, hanno rappresentato per me il riconoscimento più autentico e la gratificazione definitiva.
Presente e Futuro

Dal 2021 ho rilanciato con decisione le mie pubblicazioni su Twitch e YouTube. Oggi, mentre scrivo queste righe, il mio canale YouTube conta 366 iscritti, 677 video pubblicati e oltre 116.000 visualizzazioni raccolte in tre anni di attività costante. Numeri che, al di là delle statistiche, rappresentano una comunità che ha seguito con interesse e passione il mio percorso creativo.
Il blog conta oggi 745 articoli pubblicati e 125 lettori abbonati: una piccola ma fedele comunità raccolta attorno a un focolare che continua ad ardere, diffondendo calore e passione senza spegnersi.

Questi numeri potrebbero sembrare irrisori agli occhi dei creatori più affermati. Eppure, per me, rappresentano un invito a riflettere sul valore del tempo che ho dedicato, lungo tutta la mia vita, alla divulgazione e alla mia passione.
Non so cosa mi riserverà il futuro, ma una cosa è certa: smetterò di videogiocare solo quando smetterò di respirare. E questo significa che smetterò di scrivere qui soltanto quando smetterò di videogiocare, oppure quando WordPress cesserà di esistere. Non posso che augurare lunga vita a WordPress, perché augurare lunga vita a La Decima Arte significa augurare lunga vita a una parte essenziale di me stesso.
Concludo questa riflessione con due espressioni latine che incarnano la quintessenza di questo blog e la sua aspirazione:
- Sic Parvis Magna — la grandezza nasce dalle piccole cose.
- Per aspera ad astra — attraverso le difficoltà, fino alle stelle.






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