Marvel Cosmic Invasion è un picchiaduro a scorrimento laterale dal cuore retrò e dall’anima spiccatamente fumettistica. E’ sviluppato da Tribute Games e pubblicato da Dotemu. Uscito il 1° dicembre 2025 su Linux, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PlayStation 4, PlayStation 5, Windows e Xbox Series X/S, non si presenta come un semplice omaggio, ma un atto d’amore verso un immaginario che ha definito generazioni.

Il ritmo del pugno, la poesia del pixel

Ci sono giochi che non si limitano a intrattenere: cercano un dialogo, un ponte tra linguaggi. Tribute Games non è nuova a questo tipo di operazioni: dopo TMNT: Shredder’s Revenge, il team dimostra ancora una volta di saper trasformare la grammatica del picchiaduro a scorrimento in un linguaggio moderno, leggibile, quasi musicale.

L’art direction, ispirata ai lavori di Jim Lee, John Byrne e Jack Kirby, non si limita a replicare: interpreta. Ogni sprite è una vignetta che pulsa di energia, ogni animazione un tratto di matita che prende vita. Il risultato è un’estetica che, inevitabilmente, mi restituisce nostalgia, ma al tempo stesso continuità.

Una galassia da difendere, una squadra da costruire

La trama riprende l’epopea dell’Annihilation Wave, una scelta narrativa intelligente perché ancora poco esplorata nei videogiochi, da che ho memoria.

L’invasione di Annihilus è il pretesto per un viaggio che attraversa New York, Xandar e la Zona Negativa, con un ritmo serrato e una varietà di scenari che mantiene sempre alta la tensione.

Il roster iniziale di 15 eroi – da Spider-Man a Storm, da Rocket Raccoon a Beta Ray Bill – è un equilibrio riuscito tra icone e volti meno noti.

La possibilità di selezionare due personaggi e alternarli in tempo reale introduce una dimensione tattica che arricchisce il genere senza snaturarlo. Le mosse combinate, poi, sono il vero cuore pulsante del sistema: piccole coreografie di potere e personalità.

Cooperazione come atto di fiducia

Il multiplayer, sia locale che online, è costruito con una cura che raramente si vede nel genere. Il drop-in/drop-out immediato permette di condividere l’avventura senza frizioni, trasformando ogni partita in un piccolo rito collettivo.

Quel rito che, chi ha giocato tra gli anni ’80 e ’90 nelle sale giochi con i cabinati, conosce molto bene.

È qui che Marvel Cosmic Invasion mostra la sua natura più autentica: un gioco pensato per essere vissuto insieme, per creare momenti, per far scattare quella scintilla di complicità che solo i beat ’em up migliori sanno generare.

Un equilibrio tra accessibilità e profondità

Il combat system è immediato, facile da apprendere, ma sorprendentemente stratificato. Ogni eroe ha un’identità precisa, un ritmo, un peso e quando l’ho scoperto, sono rimasto a bocca aperta.

La gestione del “focus”, necessario per le mosse speciali, introduce una micro-strategia che premia la precisione più che la frenesia.

Qualche picco di difficoltà mi ha messo seriamente alla prova, ricordandomi quanto sia poco bravo in questo genere. Qualcuno potrebbe lamentarsi di una certa ripetitività di fondo, anche se non condivido in pieno.

Al di là di queste doverose segnalazioni, non ricordo parti critiche che hanno incrinato la solidità dell’esperienza.

Un atto d’amore che funziona

Marvel Cosmic Invasion è un’opera che conosce il proprio pubblico, ma non si accontenta di compiacerlo. È un gioco che vuole dialogare, reinterpretare, proporre. Un beat ’em up che non vive di nostalgia, ma di identità.

Tribute Games e Dotemu firmano un titolo che riesce a essere accessibile e raffinato, leggero e denso, immediato e stratificato. Un gioco che, nel suo piccolo, ricorda perché il medium videoludico può essere ancora un luogo di meraviglia.

Un altro tassello prezioso per chi crede che il videogioco, quando vuole, sappia essere arte che contiene le altre arti, come il cinema.

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