E’ arrivato quel momento dell’anno in cui devo tirare le somme. Rispetto al 2024 ho giocato relativamente pochi titoli, costretto da contingenze quali problematiche in famiglia e lavoro a tempo pieno lontano da qui. Ma non voglio tediarti con questo. Il 2025 volge al termine ed eccomi qui a dirti quali sono i migliori videogiochi che ho affrontato nel corso di quest’anno.

Tra vecchio backlog e nuove uscite

Nel 2024 ho completato 33 titoli. Nel corso di quest’anno, invece, la metà: 16 titoli. Una bella battuta d’arresto, durante la quale ho anche cercato di fare più selezione, offrire più qualità e meno quantità, anche per far fronte alla riduzione di tempo a disposizione.

Di conseguenza, questa lista di migliori giochi da segnalare, seguirà le seguenti regole. Non vogliatemene. Il fine di questi articoli di fine anno è sempre quello di fare scoprire o riscoprire titoli vecchi e nuovi, che penso che meritino attenzione.

Criteri di selezione

  • Non è una classifica! Tutti i giochi presenti qui hanno uguale valore e non esiste uno migliore dell’altro. Per me ci sono troppi aspetti da considerare: i miei gusti personali e i tuoi, che mi stai leggendo sono uno dei grandi esempi.
  • Troverai titoli che ho giocato a fondo ma non ho ancora ultimato. Dato l’esiguo numero di titoli di cui ho visto i titoli di coda e volendo offrire almeno 10 opzioni, scriverò qui anche di giochi che non ho completato almeno una volta ma di cui so parlare bene.
  • NON solo giochi del 2025. Potrei valutare l’inserimento di titoli del passato (più o meno recente), che ho recuperato, completato e finito solo quest’anno.
  • NON sorprenderti se NON vedi giochi ultra-blasonati come Clair Obscur: Expedition 33 e Silksong: quei titoli sono conosciuti pure dalla pietre. Sono generalmente apprezzati dalla maggioranza e trovo inutile dare visibilità a chi ce l’ha già.
  • Credo che sia tutto. Buona lettura!

La Decima Arte Awards 2025

Bionic Bay

Bionic Bay è un manifesto ad un modo di concepire e fare videogiochi, che mi ricorda quanto bella, affascinante ed entusiasmante possa essere questa forma d’arte.

Pur appartenendo ad un genere lontano dai riflettori, dalle chiacchiere e dal “tam tam” mediatico in mano ad appassionati fossilizzati su pochi e reiterati generi, Bionic Bay lascia un profondo segno nel suo genere.

Ad oggi mi risulta uno dei platform migliori del suo sottogenere e, quindi, consigliatissimo ad occhi chiusi agli appassionati.

Assassin’s Creed: Mirage

Assassin’s Creed: Mirage è una delle sorprese del 2025. Per motivi a me sconosciuti ha ricevuto un DLC di espansione alla storia, che prova ad approfondire ancora di più alcuni aspetti del già iconico Basim: uno degli assoluti motori della storia della serie fin dai tempi di Assassin’s Creed: Valhalla.

Quel suo ritorno alle origini, il gameplay che si rifà al primissimo capitolo della serie senza lasciare del tutto i punti buoni delle recenti uscite mi fa ben sperare in un remake del primo capitolo, quello con Altair, al passo con i tempi che corrono. Magari in arrivo in tempo per il ventesimo anniversario della serie.

South of Midnight

South of Midnight è uno schiaffo ai detrattori di Unreal Engine, che credono di avere la verità in tasca e di affermare che “quel motore grafico fa fare giochi tutti uguali tra loro”. Ebbene: non è così. E al di là di una presentazione visiva assolutamente eccezionale, avvalorata dalla tecnica dello stop-motion, può vantare una colonna sonora fantastica.

E’ un platform cinematografico in 3D. Chiunque si aspetti un combat system degno del miglior Devil May Cry, ha decisamente sbagliato approdo. Qui si vuole raccontare una storia, non si vuole combattere in una boss-rush come (purtroppo) i più sono abituati a fare.

Lost in Random: The Eternal Die

Al tempo della stesura dell’articolo scrivevo:

Lost in Random: The Eternal Die, per la qualità e la quantità, per la cura dei dettagli e la pulizia del gameplay, anche e soprattutto rapportato al prezzo di vendita, si candida come miglior roguelite di quest’anno, tra quei (pochi) che fino ad ora ho provato. Consigliatissimo a chi ha amato Hades.

Sicuramente, per me, resta l’esperienza più vicina a Hades in questo 2025 e stra-consigliata.

Eriksholm: The Stolen Dream

Eriksholm: The Stolen Dream, in definitiva, è un videogioco lineare, estremamente ben fatto e curato in ogni sua parte. Anche la colonna sonora risulta ispiratissima e l’ambientazione ottocentesca, che richiama le città scandinave, chiude il cerchio di un’offerta più unica che rara nel panorama videoludico del 2025.

Mafia: The Old Country

La faccio breve: poteva essere il migliore della sua serie. Si deve accontentare della seconda piazza per un paio di scelte narrative che mi hanno fatto storcere il naso. E, di solito, mi faccio andare bene le peggiori castronerie.

Mafia: The Old Country, resta un gioco story-driven, una sorta di “serie TV” da non perdere, se ti piace il genere. Il doppiaggio affidato a veri siciliani e ad attori professionisti, è il valore aggiunto che lo rende unico.

Keeper

L’ultimo gioco completato nel 2025, per me. Un’esperienza tanto breve quanto intensa. Una direzione artistica che non teme rivali, bellissime musiche d’accompagnamento e rarissimo esempio di racconto affidato a tutto, meno che a fiumi di parole e spiegoni interminabili, tanto cari agli otaku e ai videogiocatori più smaliziati di questo secolo.

Se fosse stato firmato da Fumito Ueda, a quest’ora sarebbe sulla bocca di tutti.

Absolum

Mi cito dall’articolo,

Un titolo che non si limita a rievocare il passato: lo reinventa. È un beat ’em up che parla di potere, di emarginazione, di resistenza.

È un roguelite che non teme la ripetizione, ma la trasforma in rito. È un gioco che, come i suoi protagonisti, non chiede il permesso per esistere: lo conquista, a suon di fendenti e incantesimi.

Per chi cerca un’esperienza arcade con un’anima, Absolum è un viaggio da intraprendere. Non per nostalgia, ma per ricordare che anche tra le macerie può nascere qualcosa di nuovo. E ribelle.

Cronos: The New Dawn

Direttamente dall’articolo:

Cronos: The New Dawn rappresenta ciò che avrei voluto vedere nel survival horror già anni fa: un vero passo avanti nella narrativa, capace di trasformare il gioco in un’esperienza di emozioni e introspezioni.

Al contrario, i grandi blockbuster del genere hanno virato verso la dimensione dello sparatutto: scelta redditizia e perfetta per attrarre nuove generazioni di giocatori, ma deleteria per un genere che dovrebbe restare fedele alla sua essenza di ‘horror di sopravvivenza’.

Echoes of the End

Cito dall’articolo:

La prima fatica di Myrkur Games è grasso che cola per tutti coloro che sono alla ricerca di un videogioco più diretto ed essenziale, più focalizzato e centrato, più coeso. Dalla trama da scoprire e anche divertentissimo da giocare.

In un mondo che da troppi lustri ha virato agli “open world” da 50-100-1000 ore di gioco, ben vengano piccole perle intense e memorabili come Echoes of the End.

Adesso è stato aggiornato alla sua versione definitiva: la Enhanced Edition, che smussa i pochi angoli che avrebbero potuto deludere i giocatori più esigenti e approfondisce le meccaniche di gameplay, che per me erano già più che soddisfacenti. Una perla rara.

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