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Eroi ed Anti-Eroi – Geralt di Rivia

Doverosa premessa del 22.08.2018: Questo articolo è datato 30 maggio 2011. L’ho scritto dopo aver finito il primo The Witcher e avevo iniziato da poco il secondo videogioco.

E’ ovvio che sia strapieno di inesattezze e carente di dettagli che sono emersi solo alla fine del secondo gioco, alla fine del terzo ma – soprattutto – dopo che tutti gli italiani avessero potuto leggere dei racconti del Witcher in seguito alla traduzione italiana (partita proprio nel 2011 con la pubblicazione de “Il Guardiano degli Innocenti”).

Dopo più di sette anni ho letto tutti i libri di Sapkowski, giocato tutti i videogiochi di CDP RED e parlato con tanti altri appassionati. Rileggere questo articolo, ovviamente, mi strappa solo un sorriso al pensiero di quanto ne sapessi poco di Geralt.

Dunque evitate di fare i saccenti di fronte ad un articolo evidentemente scritto con poche basi letterarie dietro, mille buone intenzioni e tanta voglia di parlare di un anti-eroe tanto affascinante.

Lettori esageratamente saccenti avvisati.

Odiato da tutti ma invocato come un salvatore. Maltrattato da ogni persona eppure considerato uno dei pochi di cui fidarsi. Se c’è un problema che abbia a che fare con una maledizione o un mostro apparentemente imbattibile, lui è lì e risolverà la situazione con o senza un lauto compenso finale. Parliamo di Geralt di Rivia, il Witcher che in italiano chiamano “Strigo”, e che possiamo per comodità indicare come una sorta di cacciatore di mostri, stregone e alchimista.

Di età ignota, famoso in tutte le terre conosciute, è conosciuto anche come Lupo Bianco, forse a causa della sua capigliatura albina. In realtà, Geralt non ha avuto sempre i capelli bianchi, ma questi sono il risultato di una traumatica mutazione genetica. Ogni Witcher, infatti, deve passare una selezione dolorosa e una mutazione estremamente sgradevole.

Gli occhi di Geralt ricordano quelli di un felino


Queste mutazioni da un lato perfezionano i cinque sensi, potenziano la resistenza fisica a urti, veleni e malattie, accrescono la percezione delle cose e la velocità dei movimenti. Dall’altro, però, quando un novizio non muore fra atroci sofferenze, resta irrimediabilmente colpito nello spirito e nel corpo: gli occhi divengono simili a quelli di un gatto e, soprattutto, la fase finale della mutazione in Witcher porta irreparabilmente alla sterilità.

Geralt non teme rivali in battaglia ma soffre di sterilità

Né umani, né mostri, questi cacciatori dedicano la loro vita al migliore offerente e liberano il mondo da maledizioni, aberrazioni e – talvolta – malavitosi. Geralt è rinomato per aver spezzato la maledizione che gravava sulla principessa Adda, figlia di re Foltest, considerata una “missione impossibile”. Oltre a questo, la sua fama di sciupafemmine lo precede ovunque egli vada sebbene due donne in particolare ne hanno ghermito le corde più profonde del cuore, due streghe: Yennefer di Vengerberg e Triss Merigold.

Triss Merigold è uno dei più grandi amori di Geralt

 

E’ il protagonista di The Witcher e The Witcher 2, videogiochi di ruolo sviluppati da CD Project Red per computer, autentica nuova icona dell’intrattenimento videoludico d’eccellenza.

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