Eroi ed Anti-Eroi – Faith Connors

Ventiquattro anni di grinta e coraggio. Una vita sempre di corsa, sempre al limite, sempre sull’orlo di un precipizio. Canotta nera e pantaloni cargo bianchi, scarpe da running rosse, così come il suo guanto e un tatuaggio sull’occhio destro, che tanto ricorda Alex DeLarge di Arancia Meccanica.

Questa è Faith Connors, eroina creata dai designer di Digital Illusion CE (DICE) per Mirror’s Edge nel 2008 e per Mirror’s Edge: Catalyst del 2016. Una delle moderne eroine dei videogiochi, per molti una meteora ma per tanti altri l’icona e la rappresentante di un certo tipo di videogiochi: quelli che vanno fuori dal coro.

Mirror’s Edge, in fondo, è proprio un videogioco che è piombato nelle case del pubblico, che in quel periodo era super-concentrato su Call of Duty, Battlefield e altre decine di videogiochi in soggettiva dove si sparava praticamente a tutto o quasi. Erano gli anni di Dead Space, Left 4 Dead (il primo!) e Gears of War 2. Era il tempo di Call of Duty: World at War e Battlefield: Bad Company. E proprio dagli autori di quest’ultimo, da quelli che sono considerati maestri nel realizzare sparatutto in soggettiva, arriva Mirror’s Edge (prima) e Mirror’s Edge: Catalyst (dopo).

Canotta nera, pantaloni bianchi, guanto rosso e tatuaggio sull’occhio: inconfondibile Faith

Faith è una Runner. Un corriere che sfreccia sul tetto dei grattacieli di Glass City, unica “terra di nessuno” in una società distopica, in mano a mega-corporazioni che hanno schiacciato la libertà individuale di tutti i cittadini. Spietate multinazionali, che hanno annullato la privacy e anche la libertà di parola. Non si muove una foglia che una mega-corporazione non voglia ed in questo mondo, fatto di schiavi e padroni, corrono i Runners come Faith Connors.

I Runners sono gli unici spiriti liberi che sfidano le autorità e la morte per la caduta da un grattacielo, per smistare corrispondenza, materiale fragile o prezioso, informazioni di qualsiasi genere. Gli altri canali, controllatissimi dai servizi di sicurezza, non possono essere più sondati. L’unica possibilità sono i grattacieli delle metropoli. L’unico modo tramite cui veicolare la verità, la giustizia e la denuncia della tirannia imperante avviene tramite Runners e grattacieli.

La vita di Faith, come quella di ogni Runner, corre sempre sul filo di una lama

Faith è una dei migliori Runners della città. La sua fama la precede: fra tutti quelli del suo rango è la più abile, veloce ed agile nel parkour. Padroneggiare questa disciplina è motivo di sopravvivenza per ogni corridore che si rispetti, e Faith nel suo campo non ha molto da imparare ma tanto da insegnare.

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L’addestramento all’auto-difesa tramite basilari arti marziali permette a Faith di eludere le situazioni più estreme

Faith perde i suoi genitori proprio a causa di una di queste corporazioni spietate. Segnata fin dall’infanzia e presa sotto l’ala protettrice dei Runners della città, la bambina cresce in forza e destrezza, diviene maestra di parkour e viene introdotta alle arti di autodifesa, grazie alle quali può togliersi d’impiccio nelle rare situazioni in cui riescono ad accerchiarla. Non è addestrata all’uso delle armi, ma non disdegna di utilizzarle per qualche attimo, qualora la disperazione della situazione lo richiedesse.

Faith porta con sé due tatuaggi. Il più grande è impresso sul braccio destro. Si tratta di un codice informatico di grande importanza, la cui copia originale è andata perduta per sempre: ormai l’unica copia la detiene Faith. L’altro tatuaggio che la distingue dagli altri Runners se lo è donato intorno all’occhio destro: lo ha fatto per celebrare il suo primo incarico ufficiale della sua vita da Runner.

Un tatuaggio sul braccio e uno sull’occhio: dimenticarsi di Faith è impossibile

Faith non uccide per il piacere di farlo o per dovere, ma per estrema sopravvivenza: “mors tua vita mea”. Quando affronta i nemici, li mette k.o. con le arti marziali. Dedica ogni fibra del suo corpo ed ogni energia alla causa dei Runners, per la verità e la giustizia che (sembra) abbiano abbandonato per sempre la città di Glass.

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