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Wonder Boy: Asha in Monster World

Correva l’anno 1986, e Wonder Boy di Westone Bit Entertainment arrivava in sala giochi, console SEGA e computer casalinghi. Trentacinque anni dopo, ecco arrivare Monster Boy and the Cursed Kingdom (prima) e Wonder Boy: Asha in Monster World quest’anno. Lo scorso 29 giugno per l’esattezza, su Steam, PlayStation 4 e Switch.
Mi hanno onorato di un codice da recensire per il blog, quindi eccomi qui, a scoprire questo remake che viene dal passato.

Dai mitici anni ’90

Molti non lo sanno, forse sono ben informati i cultori del retrogaming e gli appassionati di console SEGA. Monster World IV è un episodio appartenente alla celebre saga Wonder Boy/Monster World e risale al 1994. Erano gli ultimi anni (forse addirittura mesi) di SEGA Mega Drive, una console leggendaria che ha avuto il solo difetto di competere contro mostri sacri quali Super Nintendo, prima e il lancio pirotecnico di PlayStation dopo. A nulla è valsa l’eredità del pur ottimo SEGA Saturn a rivaleggiare con la prima console Sony della storia o con il Nintendo 64 suo coevo.

Monster Boy IV, dunque, nasce e muore su lidi SEGA, giocato e apprezzato largamente da una parte di pubblico fedelissima al marchio nipponico del porcospino blu. Questo non ha impedito, ai creatori, di riunirsi ancora una volta e di realizzare un autentico remake, chiamato questa volta Wonder Boy: Asha in Monster World.

Ai giapponesi non piacciono i pixel

Da qualche anno a questa parte, le produzioni giapponesi che rilanciano i grandissimi classici sotto forma di remake, hanno un minimo comune dettaglio: si abolisce la pixel art a favore dei poligoni.

Nel caso di Wonder Boy: Asha in Monster World, troviamo cel-shading prestato ad un platform d’altri tempi, con elementi di combattimento e pochissime velleità esplorative.

Il risultato finale non è malvagio e le animazioni sono pure ben realizzate. Le musiche si rifanno ai motivi originali, quindi sono ottime e di buona compagnia. I più giovani potrebbero additarle come corte e ripetitive, ma negli anni ’90 ti entravano dentro e non le dimenticavi più, proprio per questo.

Asha non combatte da sola

Ad un certo punto dell’avventura, Asha viene affiancata dalla creatura Pepelogoo. Questa è un preziosissimo alleato, che permette alla protagonista di arrivare in fondo alla faccenda che minaccia il Monster World. Da un lato la aiuta con le fasi esplorative e di puro platform. Dall’altro si scopre essere un valido supporto durante le fasi di combattimento un po’ più complesse del normale.

La reattività ai comandi è sempre ottima, la fluidità massima. La difficoltà è generalmente tarata verso il basso, ponendo Asha in Monster World alla portata dei giovanissimi videogiocatori in cerca delle loro prime avventure, lontano da Super Mario e Sonic.

Un gioco per tutti, apprezzato da pochi

Lo staff originale della precedente e mitologica Westone Bit Entertainment si è riunito per consegnare, di nuovo, alla storia e alle nuove generazioni la versione migliore di quel Monster Boy IV che in pochi, purtroppo, hanno giocato su Mega Drive.

Se ti piacessero i platform, la mai troppo lodata “vecchia scuola” ed un modo di realizzare i videogiochi tipicamente anni ’90, Wonder Boy: Asha in Monster World non ti deluderà mai e si farà rigiocare sempre con piacere.

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