Assassin’s Creed

Il passato è sempre presente

Nel XXI secolo una multinazionale conduce degli strani esperimenti che hanno a che fare con il genoma umano. Grazie ad una macchina avveniristica, gli scienziati sono in grado di risalire lungo la memoria genetica residua di un individuo permettendo di rivivere il passato dal punto di vista dei propri avi. In virtù di questo potente strumento, il giovane Desmond Miles viene sottoposto ad un costante intervento che lo porta ad indossare i panni del suo antenato Altair, famoso membro della setta degli Assassini. Questa potente gilda, che darà il nome a tutti coloro che tolgono la vita alle persone, vide l’apice della sua gloria durante il periodo delle Crociate. Ed è proprio lì che saremo chiamati a rivivere la storia di uno dei più famosi assassini. Il nostro compito sarà quello di raccogliere informazioni e suggerimenti per meglio colpire l’obbiettivo della nostra missione: una personalità storica molto influente sulla politica del Vicino Oriente.

Il Regno dei Cieli

Assassin’s Creed è ambientato al tempo della terza Crociata. L’equilibrio politico della Terra Santa è appeso ad un filo, la tregua tra Riccardo Cuor di Leone e Saladino è mantenuta tramite deboli equilibri garantiti dai vassalli dei due sovrani.

In questo contesto siamo chiamati ad agire, per ordine del nostro Maestro di gilda, per espiare una nostra colpa e per disegnare, assassinio dopo assassinio, una trama che non ci sarà chiara tanto presto. La prima cosa che salta all’occhio di chi assiste ad una partita di Assassin’s Creed (da ora in poi AC) è l’incredibile dettaglio grafico che garantisce una profondità di campo davvero notevole, dei personaggi altamente dettagliati e una ricostruzione incantevole dei paesaggi desertici o costieri della Terra Santa. Il secondo dettaglio che salta all’occhio è l’eccezionale ricostruzione delle città che saremo chiamati a visitare: Damasco, Gerusalemme, Acri. Come è lecito aspettarsi, di fronte a tanta magnificenza grafica, dovremmo essere dotati di un computer davvero all’avanguardia. Per i fanatici della fluidità del gioco è stata garantita la compatibilità con le librerie grafiche integrate in Windows Vista (le directX 10) che vengono in aiuto rendendo il gioco più fluido, ma nessuna miglioria grafica evidente.

Rispetto alla controparte uscita in precedenza per console, la versione PC del gioco offre piccoli miglioramenti, degni di qualsiasi altra conversione. Rendering grafico migliore, missioni aggiuntive e maggiore elasticità nel gameplay. Proprio così, i programmatori hanno accolto le critiche e hanno provveduto a integrare nel gioco un comodissimo sistema che velocizza gli spostamenti tra una locazione e l’altra (un po’ come avviene per Oblivion). Questa piccola aggiunta non era presente nella versione per console e costringeva i giocatori a incamminarsi per tanto tempo lungo la strada che da un luogo conduceva alla meta, suscitando nei giocatori meno pazienti non poche lamentele.

Altra chicca degna di nota è la ricostruzione certosina delle città a disposizione degli avventurieri. Le città sono liberamente percorribili in ogni loro strada oppure dalla cima dei tetti, emulando gli odierni “Yamakazi” e velocizzando gli spostamenti da un punto all’altro. Nella fase di esplorazione/spostamento saremo in grado di decidere la linea di condotta da adottare: un approccio più discreto che permetta di confondersi tra la folla o un atteggiamento più aggressivo e plateale che attirerà parecchio l’attenzione.

Ed è proprio la folla che riempie e anima la città che caratterizza l’ennesima peculiarità di questo titolo: mendicanti, mercanti, soldati, eremiti, viandanti, li troveremo tutti impegnati nelle loro mansioni, tutti che interagiscono tra loro e con noi. Nessuno resterà impassibile alle nostre azioni, specie quando saremo pizzicati in atteggiamenti innaturali o sospetti (come ad esempio, cominciare a spintonare a destra e a manca oppure inerpicarsi lungo il fianco di un edificio senza l’aiuto delle scale).

I soldati, poi, saranno decisamente molto attenti e guardinghi. Rispetto alle controparti su console, saranno più difficili da depistare e venderanno cara la pelle. Le sessioni di azione che coinvolgono Al-Tair sono estremamente semplificate, basterà prendere confidenza con il sistema di controllo per uscire quasi indenni da ogni scontro armato (e a proposito del sistema di controllo raccomandiamo caldamente l’utilizzo di un joypad, meglio se quello della Xbox 360). Graficamente parlando ed entrando nello specifico sarà davvero una gioia per gli occhi ammirare le armature, le lame e la luce infrangersi su esse. E’ molto coinvolgente la resa delle espressioni facciali che cambieranno in relazione al momento. Per esempio un soldato disarmato sgranerà gli occhi e farà una smorfia di dolore all’impatto con la nostra lama; discorso analogo per il protagonista che non risparmierà smorfie di rabbia dopo alcuni colpi di grazia o dopo alcune botte ricevute. Le collisioni tra spade e armature sono tra le più verosimili mai viste in un videogioco.

Il comparto sonoro si attesta su livelli discreti. Le musiche sono ben orchestrate e si adattano alla situazione, il cozzare di spade, scudi e armature è ben reso ma niente lascia gridare al miracolo. Degno di nota invece il doppiaggio in italiano, spesso davvero ben reso e coinvolgente.

Il salto della Fede

Tra le ultime chicche ricordiamo la possibilità di scalare le pareti apparentemente lisce degli edifici più alti delle città. I primi tempi saremo davvero deliziati dalle evoluzioni di Al-Tair, autentico pioniere del free-climbing. Il vero colpo di genio nasce proprio in cima a queste monumentali “torri”, dal momento che ci verrà data la possibilità di discendere quelle centinaia di metri scalate con tanta fatica in maniera rapidissima e spettacolare. Stiamo parlando del cosiddetto “salto della fede”, un’autentica prodezza in cui si cimenterà spesso il nostro assassino, saltando a peso morto su mucchi di fieno situati in maniera “strategica”. Comodità e spettacolarità al servizio del giocatore.

Ma nulla è esente da difetti e AC non fa eccezione. Alla lunga la maestosità grafica e le finezze artistiche potrebbero stancare i giocatori più esigenti che gradirebbero un ritmo di gioco più intenso. Se non fosse per quella opzione che consente di velocizzare gli spostamenti, molti potrebbero scoraggiarsi soltanto al pensiero di dover impiegare da mezz’ora a un’ora di gioco solo per partire dalla base e raggiungere la città dove risiede la nostra missione corrente. Altri vengono scoraggiati dal pensiero che andando avanti nel gioco si viene pervasi da un senso di monotonia dettata dalle sotto-missioni da compiere sempre identiche tra loro.

Infine – ma non per ordine di importanza – la pesantezza di tutto il programma, che richiede requisiti hardware davvero all’avanguardia e che potrebbero per questo far desistere anche i più coraggiosi. Difetti, tutto sommato, sopportabili, nemmeno lontanamente paragonabili ad autentici errori di programmazione tali da compromettere ogni esperienza di gioco. In definitiva Assassin’s Creed è un gioco bellissimo sotto ogni punto di vista. Bellissimo da vedere, con una trama degna di un film, facile da giocare e mai frustrante. L’unica punta di frustrazione potrebbe scaturire dalla monotonia, ma ricordiamo che è tutto nelle mani dei giocatori.

In fondo, siamo liberissimi di non completare il gioco al cento per cento per permettere alla trama di delinearsi senza che i tempi diventino biblici e si perda di vista l’obbiettivo principale. Per la bellezza stilistica, la solida e a tratti impressionante intelligenza artificiale, il tema storico proposto e l’assenza quasi totale di difetti macroscopici di programmazione Assassin’s Creed è divenuto sicuramente un punto di riferimento nel panorama dei giochi d’azione, esplorazione e infiltrazione.

2 pensieri riguardo “Assassin’s Creed

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