Sanctum

Gli alieni minacciano la nostra casa e solo noi possiamo respingerli

Un po’ tower defense, un po’ sparatutto in soggettiva: questo è Sanctum, parto creativo di Coffee Stain Studios, sviluppatore indipendente che cerca di sbarcare il lunario offrendo un gioco ibrido e decisamente sopra le righe. Affidandosi al celeberrimo Unreal Engine (il cuore pulsante di giochi del calibro di Gears of War e Mass Effect) questi talentuosi programmatori hanno confezionato questo curioso incrocio tra uno strategico e uno sparatutto. Scopriamo insieme cosa, Sanctum, è capace di fare.

Fase di costruzione e fase di sterminio

 

Per chi non fosse a conoscenza del sottogenere di giochi strategici definito “Tower Defense” basti sapere che è un tipo di giochi in cui dobbiamo attingere dalle nostre abilità strategiche il modo di posizionare delle torrette di difesa per impedire al nemico di turno di raggiungere il suo obbiettivo. Vi sono diversi tipi di torrette difensive e altrettanti tipi di nemici: armati alla leggera, pesantemente corazzati, volanti oppure molto veloci. Ad ogni tipo di avversario corrisponde una torretta specializzata alla sua eliminazione, che dobbiamo edificare nel punto giusto senza trascurare il costo di costruzione. La gestione oculata delle risorse, infatti, è di vitale importanza in qualsiasi “tower defense” che si rispetti.

 

Sanctum, come tutti i giochi del suo genere, prevede una preliminare fase di costruzione delle torrette. Prima di edificarle bisogna documentarsi sul tipo di nemico che si appresta ad attaccare la nostra base e quindi edificare difese più adatte. La prospettiva, contrariamente ai grandi classici di questo genere, è in prima persona e l’unica licenza concessa è quella di premere un tasto per vedere dall’alto una visione d’insieme della mappa. Il da farsi, però, avviene esclusivamente dal punto di vista del giocatore, che quindi si muove nel campo di battaglia. Se da un lato questo permette una maggiore immedesimazione nel nostro alter-ego (una ragazza, un soldato d’élite di nome Skye) dall’altro risulta leggermente difficoltoso puntare il punto esatto in cui edificare le difese, perché spesso, in mezzo, si trovano ostacoli fisici alla visuale.

Dopo aver costruito le difese con le poche risorse a disposizione si può attivare la fase di sterminio. In questa fase non possiamo più operare nel ruolo di costruttore ma possiamo impugnare un’arma di tre a nostra scelta – un mitragliatore, un fucile di precisione e una pistola congelante – per aiutare le nostre torri a sterminare l’assalto nemico. Gli avversari non attaccano le difese, ma cercano soltanto di sopravvivere ai colpi che infliggiamo e raggiungere il nucleo vitale della base. Se riescono in questo scopo, l’energia del nucleo subirà una diminuzione e se dovesse raggiungere lo zero sarà, inevitabilmente, game over.

Compravendita di torrette difensive e “upgrade” delle armi

 

Ogni ondata e ogni nemico respinto frutta, alla fine della battaglia, un ammontare di risorse da investire nel potenziamento (upgrade) delle torrette già edificate o nella costruzione di nuove difese. Oltre a questo, Sanctum ci da la possibilità di potenziare le armi in nostro possesso e qui risiede il grande pregio di questo gioco indipendente: al giocatore è concessa, in sostanza, la scelta se rendere Sanctum un gioco spiccatamente spara-tutto (Fps, in gergo) oppure un “Tower Defense” nudo e crudo.

I livelli di gioco si dividono propriamente in “ondate” e respingerle tutte è veramente una sfida impegnativa che spinge ognuno di noi a elaborare delle difese sempre più articolate ed efficaci, per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo economico. La difficoltà è decisamente tarata verso l’alto, stimolante al punto giusto per essere da sprone per una gestione ottimale delle risorse: gli errore, in sostanza, verranno severamente puniti, d’altro canto una buona gestione della base garantisce grandi soddisfazioni.

E’ facile intuire, dunque, che Sanctum può essere goduto appieno da utenti di un certo livello e abbastanza “navigati” con i generi sparatutto e strategia. Per i giocatori occasionali e quelli molto giovani, il gioco griffato Coffee Stain Studios può essere fonte di tanto divertimento quanta di frustrazione.

L’unione fa la forza

 

In un mondo videoludico in cui la modalità multiplayer viene implementata nella quasi totalità dei titoli, Sanctum non poteva fare eccezione e per il particolare tipo di gioco non è affatto un difetto. La possibilità di far fronte comune, insieme ad un amico, per respingere ondate di alieni sempre più numerosi e agguerriti è la classica ciliegina su una torta ben fatta e sicuramente gustosa. Ad accrescere l’interesse verso tale modalità è il fatto di non potersi aspettare gli stessi alieni e lo stesso tipo di ondate a cui siamo abituati nella modalità di gioco singolo.

Tutto questo si ripercuote nella giocabilità, studiata appositamente per mettere in comune le proprie risorse (oltre alle abilità balistiche personali) per ottenere i migliori risultati. Dobbiamo segnalare, tra le poche note dolenti riscontrate durante la prova del gioco, una generale difficoltà nel partecipare alla modalità cooperativa e una sostanziale inesistenza di intelligenza artificiale. Questa può, in qualche modo, essere giustificata dal fatto che non stiamo parlando di un emule di Half Life o di Duke Nukem, ma di un tower defense vestito da Fps. Al di là delle giustificazioni, quel che interessa è analizzare il prodotto finale e in questo senso, Sanctum manca di qualcosa e ci si chiede se l’obbligo di giocare in prima persona fosse così pressante.

Tirando le somme

 

Al prezzo budget a cui è venduto, dunque, stiamo parlando sicuramente di un gioco completo, realizzato piuttosto bene, che non ha la pretesa di raggiungere “l’Olimpo” dei migliori giochi di sempre ma vuole divertire nella massima misura possibile, e su questo fronte, Sanctum, è un clamoroso successo. Graficamente si difende piuttosto bene, merito anche all’Unreal Engine e ad una buona dose di talento nel disegnare un gioco che sia distinguibile dalla massa. Il comparto sonoro è appena sufficiente ma nulla vieta di mettere una bella colonna sonora di sotto-fondo mentre sforacchiamo l’alieno di turno.

Non è un titolo imperdibile, ma se cercate un gioco ibrido, estremamente singolare, ben fatto, longevo e divertente come pochi, allora Sanctum potrebbe essere la vostra isola felice.

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