Uno dei migliori videogiochi mai approdati su nostri schermi. Semplice e vero: è Indiana Jones and the Fate of Atlantis (traducibile semplicemente in “il Destino di Atlantide”). Il capolavoro degli studi LucasArts, datato 1992 e approdato sui più famosi home computer del tempo, è certamente una delle più belle produzioni che si possano ricordare a memoria di videogiocatore.
Appartenente al genere delle avventure grafiche “punta-e-clicca” – di cui LucasArts fu maestra per un decennio – questo titolo è, a detta di molti, la summa videoludica del suo genere e resta a tratti insuperato. Dal comparto grafico al sonoro, passando da animazioni e risoluzione di enigmi sopraffine, non c’è niente che in questo gioco non vada. Al di là di pochi e veniali difetti, è veramente un pezzo di storia, una pietra miliare, un gioco praticamente perfetto.
L’introduzione non è in computer grafica ma è fatta con il motore di gioco. Sulle note della mitica colonna sonora dell’archeologo più famoso del mondo, il giocatore è chiamato a interagire durante la intro (cosa mai vista prima o vista molto raramente). La missione di Indiana Jones lo porterà a scoprire il segreto e il destino della mitica civiltà di Atlantide, immancabilmente minacciata dal Terzo Reich.
Per la complessità del titolo e per la profondità di temi, molti pensavano che presto ne avrebbero fatto una edizione cinematografica. Ma a quanto pare questo è solo un miraggio, e solo chi è appassionato di videogiochi può godersi questo autentico kolossal, comodamente seduto a casa, armato di mouse, logica e pazienza.






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