Mafia 2

Ispirandosi a lungometraggi indimenticabili quali Il Padrino o Gli Intoccabili, 2K Czech confeziona un capolavoro di narrazione e di tecnica grafica grazie agli sforzi dell’ormai defunta software house Illusion Softworks, che hanno ammainato la propria bandiera per lavorare sotto quella di 2K Games. Il risultato è Mafia 2, seguito del celebre Mafia, anche se con il capostipite condivide solo il titolo.

Vito Scaletta come Michael Corleone?

Eroe di guerra decorato, reduce del vittorioso sbarco in Sicilia del ’43 (Operazione Husky) e testimone della forza carismatica di un boss della Mafia siciliana che, da solo, ha costretto alla resa un intero reggimento fascista. Questo, a grandi linee, è Vito Scaletta, nato a San Martino di Sicilia, emigrato negli Stati Uniti fin da bambino e tornato in patria durante la seconda Guerra Mondiale.

Vito torna in America a causa di una ferita di guerra e si ricongiunge con il suo amico d’infanzia Joe Barbaro, che lo introduce nella malavita di Empire Bay, la fittizia città in cui è ambientato Mafia 2. Si comincia con un furto d’auto, ma sarà una costante escalation verso le vette della vita da gangster che Vito sceglie di intraprendere per non dover patire fame e degrado.

Al giocatore, manco a dirlo, è affidato il compito di guidare Vito nella sua drammatica avventura per le strade di Empire Bay, stando attendo a non farlo morire prima dei titoli di coda di quello che sembra, a tratti, un autentico film d’autore. Una cura per i dettagli come non l’abbiamo mai vista

L’avventura di Vito è divisa in episodi e copre quasi un ventennio: dal 1943, anno in cui Vito sbarca in Sicilia, alla fine degli anni ’50, in cui la storia si interrompe. Come già accennato, l’ambientazione in cui si svolge tutta l’avventura, se escludiamo il livello-tutorial ambientato in Sicilia, è Empire Bay, metropoli americana in realtà inesistente e costruita a regola d’arte, dagli sviluppatori, sulla base di mappe dell’epoca che riguardano New York, Los Angeles, Chicago e Detroit.

Il risultato è semplicemente impressionante, Empire Bay sembra una città autentica, pulsante di vita come in pochi videogiochi è capitato di notare. I salti temporali volutamente studiati per narrare le vicende di Vito e Joe, aiutano anche a notare le trasformazioni socio-economiche che interessano tanto Empire Bay quanto qualsiasi altra città esistente. Notiamo dunque che i modelli delle auto cambiano, come gli elettrodomestici, le mode e il vestiario.

L’ascesa al potere criminale di Vito e Joe, poi, si riflette tanto sul modo di vestire dei due quanto allo stile di vita e alle abitazioni in cui vanno a vivere. Al di là di questi virtuosismi estetico-narrativi, ciò che impressiona maggiormente è la cura minuziosa dei dettagli che definiscono personaggi (sia principali che non), vetture, marciapiedi, edifici, arredamenti, animazioni.

Un lavoro di cesello assolutamente encomiabile e tutto sommato privo di macroscopici difetti tecnici. Anche la fisica vuole la sua parte e possiamo spendere solo pareri positivi sul comportamento delle vetture sull’asfalto bagnato, asciutto o innevato. Non solo: le armi, le movenze dei personaggi e l’ambiente rispondono tutti, coerentemente, alle leggi della natura.

I “ferri” del mestiere

Mafia 2, sostanzialmente, ispira la sua offerta ludica e il modo di giocare all’intramontabile classico Grand Theft Auto (GTA per gli esperti). Troviamo, dunque, la telecamera posta dietro la schiena del protagonista, la prospettiva in terza persona che si tramanda, ormai, dal 1996 grazie a Tomb Raider.

Possiamo aggirarci liberamente nella vasta città preparata per noi e darci alla più pura anarchia: rubare macchine in sequenza, estrarre un’arma da fuoco e sparare ai passanti a bruciapelo, scatenare drammatici inseguimenti con la polizia che prova con ogni mezzo a neutralizzarci. Va da sé che sia GTA che Mafia 2 non fondano la loro offerta su un modo di giocare fine a sé stesso. La trama, specialmente in Mafia 2, è affidata ad una sceneggiatura, una regia e un doppiaggio di professionisti da fare invidia a certe produzioni hollywoodiane. Il ritmo della narrazione spinge a giocare tutti gli episodi del titolo senza perdere troppo tempo a fare altro. La scelta, ovviamente, è del giocatore che può perdere ore intere a seminare il caos e l’anarchia a Empire Bay oppure proseguire lungo il percorso narrativo scritto dagli sviluppatori.

Ad aiutare Vito nella sua scalata al potere malavitoso, oltre a Joe Barbaro, inseparabile compagno d’avventura, troviamo ben cinquanta modelli di autovetture d’epoca perfettamente riprodotti, anche nel comportamento fisico: ogni tipo di auto ha caratteristiche singolari e non replicabili. Macchine a parte, ogni gangster che si rispetti affronta la propria missione armato.

E così abbiamo a disposizione quasi tutte le armi da fuoco d’epoca, tra cui spiccano il leggendario Garand-M1 della guerra, con il caratteristico suono metallico che indica l’espulsione del caricatore ormai vuoto, il mitragliatore Thompson o il revolver Smith & Wesson.

Non solo un videogioco: un’esperienza, una storia da vivere e raccontare

Mafia 2 appartiene alla categoria di videogiochi “azione-avventura” in terza persona con un ambientazione vasta e liberamente esplorabile (in gergo: sandbox). Invece di disorientare o sfiancare il giocatore in lunghe peregrinazioni come accade – per esempio – in Oblivion, la trama, la narrazione e la scoperta delle vicende di Vito dominano la scena e spingo il giocatore a esitare poco e ad agire di più per il proseguimento dell’azione.

Tecnicamente, il titolo griffato 2K Czech, è sopraffino, gode di una cura maniacale per i dettagli e offre una delle più belle esperienze cinematografiche più convincenti. E’ anche per merito di capolavori come Mafia 2 che il mercato si arricchisce di interessanti thriller come L.A. Noire, Heavy Rain e giochi “sandbox” con una ricca, sfaccettata e coinvolgente storia da raccontare, come abbiamo notato in Assassin’s Creed 2, inFamous o Red Dead Redemption.

Per la qualità intrinseca, la magnifica regia, la struttura tecnica solida e l’esperienza che promette emozione e drammaticità, consigliamo Mafia 2 a tutti gli appassionati che cercano piccoli e grandi capolavori che non fanno rimpiangere un lungometraggio o un libro.

4 pensieri riguardo “Mafia 2

    1. Concordo. Questo secondo episodio mi ha lasciato un po’ combattuto: a fronte di una realizzazione tecnica invidiabile fa da contraltare una trama che, rispetto al primo, non è proprio il top.

      A parte questo, e chiudendo un occhio sulla breve avventura di Vito, Mafia 2 merita di essere giocato almeno una volta perché aiuta a comprendere – a suo modo – quanto labile sia diventato il confine che separa cinema e videogioco.

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