Dofus Battles – iPhone

Da un famoso Mmorpg ad un tower defense singolare

Chiunque sia un appassionato di giochi di ruolo massivi online (Mmorpg in gergo) sa bene che Dofus è un titolo come i tantissimi che animano il web, con la particolarità di essere totalmente basato sulla tecnologia “Flash” e di aver mietuto, a suo tempo, molti consensi da critica e pubblico.

Dofus Battles è un autentico spin-off approdato su piattaforme portatili Apple e con il genitore condivide solo il nome e il background geografico/narrativo. Scopriamo insieme cosa ha da offrire – e quanto vale – questo Tower Defense con visuale isometrica, sviluppato da programmatori francesi.

Il mondo è in pericolo

 

In pieno rispetto di ogni canone che un GdR o uno strategico a stampo fantasy deve garantire, la trama che ruota intorno a Dofus Battles non è certamente la più originale della storia. Il mondo, per come lo conoscono i nostri amici ed eroi, è minacciato dalle forze del male e spetta a noi porre rimedio ai guai provocati da qualcun altro. E’ un semplice pretesto per metterci al comando di stregoni, guerrieri, maghi e ranger elfici e ogni altra curiosa razza fantasiosa.

Tecnicamente valido, ludicamente stimolante

 

Dofus Battles si presenta piuttosto bene, la grafica è affidata ad un 2D di stampo nipponico e ad una visuale isometrica tipica di molti giochi strategici degli anni ’90. I personaggi, gli sfondi e i nemici sono ben disegnati, molto colorati e abbastanza dettagliati. Le animazioni che li contraddistinguono non fanno avanguardia tecnologica ma sono molto convincenti.

Il giocatore deve superare una sequenza di livelli, ponendo sul campo di battaglia e nel posto strategicamente più idoneo, uno tra dodici personaggi estremamente singolari, che rispondono agli stereotipi di ogni GdR che si rispetti. I campi di battaglia si suddividono in quadrati, ogni eroe prende posto su un quadrato specifico e non li allontana mai dalla propria postazione. Ciascuno, però, ha un area di effetto che può coinvolgere tanto le creature nemiche quanto gli alleati.

Troviamo personaggi che si prestano specialmente al ruolo di “tank”, ovvero fanno da prima linea combattendo fisicamente le minacce, ma ci sono anche personaggi che fanno il loro dovere dalle retrovie: il chierico che cura le ferite, il mago che evoca un difensore, l’assassino che avvelena i nemici nelle vicinanze.

Affinché la vittoria sopraggiunga abbiamo due possibilità: la prima è quella di impedire ai nemici di avanzare fino alla linea che indica il limite del campo di battaglia, pena il fallimento della missione; la seconda possibilità è quella di trattenerli lontano dal limite indicato oltre un tempo limite. Dobbiamo dunque creare una forza di difesa che fermi il nemico almeno a metà strada.

Le uniche risorse forniteci per ingaggiare altri eroi sono dei cristalli, che i mostri uccisi abbandonano sul campo di battaglia. Raccoglierne cinque ci garantisce il dazio da pagare per portare nello scontro uno dei dodici personaggi a nostra disposizione.

Insolite finezze strategiche, componente GdR ben inserita

 

Dofus Battles non è un Tower Defense ordinario, chi vi scrive ne ha già provato diversi e non si è mai trovato a giocare qualcosa di simile al lavoro creativo di Ankama. La visuale isometrica è già abbastanza insolita, la suddivisione del campo di battaglia in quadrati non è una novità assoluta e restituisce un ottimo sistema di valutazione delle proprie forze e delle capacità effettive di quelle.

A rendere il tutto ancora più interessante è la componente GdR che un gioco come Dofus non poteva certamente tralasciare. Qui, diversamente che nei giochi della concorrenza, non dobbiamo investire le risorse faticosamente sottratte al nemico per potenziare le nostre “torri”. I personaggi, missione dopo missione, guadagnano punti esperienza e dunque sviluppano gradualmente le loro capacità.

Anche se sostanzialmente diversi, i cosiddetti “power up” li troviamo ancora, ma qui vengono chiamati equipaggiamenti e spaziano dalle spade del guerriero alle verghe dello stregone, passando tra anelli, cappe, stivali, armature e cinture magiche. Ogni oggetto è diverso dall’altro, ha un potere particolare e se i personaggi non sono sufficientemente potenti non possono utilizzare gli oggetti più interessanti.

In un tempo in cui molti, moltissimi, giochi fanno di tutto per rendere la vita del giocatore la più dolce possibile, Dofus Battles, impietosamente, fa pagare ogni leggerezza strategica con un prematuro game over (ma per fortuna abbiamo illimitate possibilità di provare a vincere le battaglie). Trovare la giusta formazione di eroi e posizionarli nel modo più idoneo possibile per impedire al nemico di sconfinare è una sfida sempre stimolante, anche al livello di difficoltà più basso, e vi ritroverete a giocare anche per ore intere, alla ricerca della più adatta strategia difensiva.

Ultime considerazioni

 

Dofus Battles è un Tower Defense a tutti gli effetti: ci sono le ondate, ci sono le “torri” che in questo particolare caso sono dei personaggi, degli eroi su misura di gioco di ruolo, ci sono i cristalli, cioè le risorse che devono essere accumulate per ingaggiare altri personaggi. Proprio come in un gioco di ruolo troviamo la presenza di punti esperienza, denaro, armi, armature e oggetti vari, che vanno scoperti, comprati, venduti e sicuramente equipaggiati, per rendere ancora più letali le nostre forze di difesa.

La presenza di mini-giochi quali “la ruota della fortuna” e “acchiapparello”, che sfruttano il touch (il primo) e l’accelerometro (il secondo) sono il corollario di un’offerta, ci teniamo a precisarlo, che non ha molti eguali in tutto l’App Store. La longevità si attesta su ottimi livelli: occorrono più di quattro ore per arrivare ai titoli di coda e, considerando che stiamo parlando di un gioco per piccoli dispositivi portatili, è un vero capitale, una longevità che fa concorrenza ai videogiochi più blasonati che si giocano sulle console casalinghe.

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