Rock of Ages

La vendetta di Sisifo che (s)travolge la Storia

Li avevamo lasciati nel 2009 alle prese con l’interessante Zeno Clash, un picchiaduro in prima persona che ha ricevuto molte lodi dalla stampa specializzata, pur non vantando vendite da capogiro. Stiamo parlando degli sviluppatori ACE Team, che a distanza di tre anni provano a tornare sotto i riflettori con Rock of Ages, uno strano Tower Defense che mescola molte carte e cerca di far breccia nei cuori degli appassionati come…un macigno che rotola a tutta velocità contro un bastione!

Sisifo contro il resto del mondo

 

La storiella che contorna le gesta del giocatore è presto spiegata: Sisifo, mitologico personaggio greco, stanco di spingere in cima ad una montagna un macigno che è eternamente destinato a rotolare giù, si ribella e scardina le porte degli inferi. Armato della sua fida roccia, il nostro eroe entra nella storia del mondo e sfida tutti i più leggendari condottieri nella maniera che gli riesce meglio: facendo rotolare giù da una collina l’enorme l’enorme suddetta per sbrecciare le porte di una fortezza e conseguentemente per schiacciare l’incauto condottiero avversario.

Da Agamennone a Napoleone rotolando, schiacciando e difendendo

 

Rock of Ages è un gioco ibrido tra un tower defense e qualcosa d’altro. In sintesi il gioco alterna due fasi: quella difensiva e quella offensiva. Nella prima fase bisogna impiegare le poche risorse monetarie a disposizione per l’edificazione o l’installazione di contro misure che possano rallentare o anche distruggere il macigno avversario. Nella fase offensiva, invece, prendiamo il diretto controllo della grande pietra e la dirigiamo giù dal pendio verso il bastione nemico.

Anche il nostro oppositore, come noi, dissemina il suo territorio di strutture difensive quali torri, animali, catapulte e altre trappole assortite nella speranza di vanificare i nostri rotolanti attacchi. Per ottenere i preziosi crediti, necessari alla costruzione delle difese, occorre schiacciare e distruggere quante più costruzioni possibili, tenendo d’occhio i “punti ferita” della nostra roccia e trovando anche il tempo di scagliarla contro la fortezza del malfattore di turno. E così, a partire dal leggendario Agamennone (condottiero greco nella conquista di Troia) a Napoleone e altri suoi coevi, siamo chiamati a prendere le difese di Sisifo, il controllo del suo macigno e di riscrivere la storia delle lunghe ere dell’umanità.

Buon impatto visivo, fisica ancora più eccezionale

 

Affidandosi ad un motore fisico d’eccellenza (il PhysX engine, ndr) la sensazione di avere il controllo di un macigno pesante qualche tonnellata è ben restituita. Fattori quali la velocità, la pendenza e i tentativi di “sterzare” sono ben gestiti. Al fattore prettamente visivo accorre il sempreverde Unreal Engine 3, qui sfruttato saggiamente per garantire un elevato livello di dettaglio a ciò che sta in primo piano (la grande pietra) a scapito di un fondale non proprio stupefacente.

Quello che qui bisogna mettere in evidenza è la riuscitissima scelta estetica che cambia al mutare dell’Era storica in cui giochiamo. Per intenderci: all’inizio del gioco l’ambientazione è l’Antica Grecia, quindi si fa largo spazio di quell’arte di dipingere vasi (la Ceramografia, ndr) che ritrae i personaggi in nero, su sfondo rosso o simile. Sul finire giochiamo nell’Era del Romanticismo: qui gli sviluppatori si sono decisamente ispirati ai celebri dipinti di Francisco Goya. E’ una scelta di stile che riteniamo assolutamente azzeccata, garantisce una bella varietà di ambientazioni e di citazioni illustri e qualcuno potrebbe essere spinto a documentarsi di più su qualche celebre stile o dipinto.

A proposito di citazioni, non mancano quelle inerenti al mondo del Cinema o del Videogioco e ne ricordiamo solo una a titolo d’esempio: quando si affronta Leonida, generale di Sparta, questi urla a Sisifo “Questa è Sparta!!!” e con un calcione lo scaglia via. Durante tutto il gioco, brevi e comiche scene di intermezzo come questa ci introducono ad ogni livello elevando il tasso di divertimento. Sul fronte del sonoro, sorvolando su un campionario di effetti di buon livello (non eccelso) bisogna ammettere che anche le musiche di sottofondo sono molte e varie, e cambiano – come lo stile grafico – al cambiare dell’Era in cui si gioca.

 Campagna di giocatore singolo stimolante, il multiplayer porta nuova linfa

 

Portare a compimento il gioco in solitaria è già da sé una bella sfida che richiederà più della proverbiale manciata d’ore per essere superata. La presenza di classici duelli, noti anche come “Boss Fight” e la possibilità di esplorare i pendii delle battaglie a caccia di qualche bonus, aumentano il tempo da impiegare per la risoluzione del gioco.

A parte questa modalità, troviamo l’immancabile modalità multigiocatore online che si divide in sfida classica, che è semplicemente una battaglia uno contro uno come quelle affrontate da soli, attacco al tempo e una modalità particolare in cui, controllando il macigno, dobbiamo riuscire a centrare dei bersagli disseminati lungo il percorso.

Purtroppo, come molti giochi indipendenti, anche Rock of Ages deve pagare una generale desolazione dei server di gioco che fanno ridurre tutta l’offerta alla modalità solitaria. Questa poteva essere ancora più piacevole con la presenza di un bell’editor di colline da battaglia e qualche extra in più, ma allo stato attuale, nel complesso, parliamo comunque di un signor gioco, molto divertente. Non un acquisto obbligato forse, di certo uno dei più interessanti giochi indipendenti che si possa sperare di giocare.

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