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Fifa 13

Si può sempre vincere, nel calcio. L’importante è non essere ostili ai cambiamenti (Valentino Mazzola)

La storia dei videogiochi di calcio si divide in due ideali correnti: quella della simulazione manageriale (dove Football Manager oggi regna e Pc-Calcio e The Manager ieri la facevano da padrone) e quella della simulazione del calcio giocato, che decine e decine di esponenti ha visto fino alla fine degli anni ’90 e i primi anni del XXI secolo. A partire dal 2006 due grandi produzioni annuali, Fifa Soccer di Electronic Arts e Pro Evolution Soccer di Konami, sono rimaste praticamente da sole sul mercato, a dividersi l’utenza e rinnovando, anno dopo anno, la “guerra” del calcio.

E’ opinione diffusa che dal 2009, Fifa Soccer sia riuscito ad imporre un’offerta grafica e giocosa più al passo con i tempi, con le console di gioco e con il realismo del calcio che si può vedere in Tv. Pro Evolution Soccer, invece, puntava e punta tutto su una forte vena conservativa, che tende a far somigliare ogni pubblicazione a quella precedente, peccando sul fronte dell’originalità ma godendo di un approccio meno serioso, meno realistico, preferendo una curva d’apprendimento più dolce, situazioni di gioco divertenti ma non attinenti al reale. Fifa 13 è arrivato nei negozi da qualche giorno, lo abbiamo provato a fondo e il risultato finale ci è sembrato…molto interessante!

La folla – unita ebbrezza – par trabocchi nel campo (Umberto Saba)

 

Fifa 13 si presenta ai nastri di partenza con lo stesso motore grafico che è stato realizzato da Ea Sports (la divisione di Electronic Arts dedita ai videogiochi sportivi) nel lontano 2006 per Xbox 360 e Playstation 3. Questo motore è stato continuamente levigato, migliorato ed ottimizzato nel corso degli anni, fino al risultato attuale: il prodotto visivo gode di buoni modelli poligonali (non eccelsi), ottime animazioni, una fisica dei corpi abbastanza convincente e tanti elementi di contorno che sfruttano a dovere l’hardware della corrente generazione di console, specie quelle di alta definizione e i computer.

Sei anni di pressoché totale stasi grafica, da un lato, ha permesso ai tecnici di portare il motore grafico alla sua massima espressione possibile; dall’altro si avverte, alle soglie del 2013, la sensazione di giocare (visivamente, lo ribadiamo) lo stesso gioco di quattro o cinque anni fa. L’altra, bella, faccia della medaglia è che al di sotto di una carrozzeria che comincia ad avvertire il peso degli anni, si trova un’intelligenza artificiale avveniristica ed un impianto di gioco mai banale e scontato, di cui parleremo nel paragrafo seguente. Questa è la sede per soffermarsi sulla fisica del pallone, ancora sensibilmente migliorata e quindi più convincente. Ogni tiro, passaggio, cross non è mai uguale a quello che lo ha preceduto, tanto nell’esecuzione quanto nel risultato e un discorso analogo può essere fatto sulla “versione 2.0” dell’Impact Engine, già visto in azione in Fifa 12.

 

Per chi non lo sapesse, l’Impact Engine è un motore grafico/fisico che gestisce la collisione dei corpi dei calciatori tra di loro e con il pallone, limitando (alle soglie dell’azzeramento) i fastidiosi ed annosi effetti clipping (compenetrazione fra poligoni) ed aumentando il realismo offerto. L’anno scorso, nonostante un giudizio generalmente positivo, l’Impact Engine ha lasciato perplesso più di un addetto ai lavori e diversi appassionati. Quest’anno gli errori fisici e visivi generati sono molto prossimi allo zero, e dopo diverse partite non abbiamo mai avuto l’onere di dover segnalare qualche errore sul piano delle collisioni o delle animazioni.

Una nota a parte meritano proprio le animazioni dedicate alle movenze, tanto dei calciatori quanto dei portieri, sempre alle soglie del fotorealismo. Fa piacere notare un incremento degli “orpelli” ai bordi del campo, storicamente trascurati nelle produzioni Ea Sports. Adesso, mentre si gioca, si possono notare i giocatori che si riscaldano a bordo del campo o gli allenatori che si sbracciano nell’area tecnica vicino alla panchina. Piccole chicche che aiutano ad immergere chi gioca nel clima da “partita televisiva”.

Se la palla l’abbiamo noi, gli altri non possono segnare (Nils Liedholm)

Joypad alla mano, Fifa 13 riprende fedelmente quanto di buono aveva portato in dote il suo predecessore, con l’accortezza di migliorare e levigare tutto quello che ancora non andava. L’altra implementazione “grave” di Fifa 12, oltre al già citato Impact Engine, è la Difesa Tattica, che ha sortito una sorta di rivoluzione nell’impianto di gioco. Fino a Fifa 11 e in ogni Pes che si rispetti, infatti, l’unico modo di togliere il pallone dai piedi dell’avversario era quello di tener pressato un pulsante per fare pressing ed entrare in contrasto.

Per anni questo modo di difendere è stato lo standard, anche se diverse persone gridavano alla pochezza realistica visto che – potenzialmente – le partite potevano concludersi con tante irregolarità quante sono le dita di una mano, quasi mai un’ammonizione e poche – pochissime – scivolate. La Difesa Tattica è giunta a destabilizzare anni ed anni di “Difesa Tradizionale”, relegando alla pressione del tasto un semplice contenimento e delegando al giocatore l’intera abilità nel pressare e nell’eseguire il tackle. Questo, se effettuato senza tempismo, porta inevitabilmente a rovinose entrate tardive, sgambettate o peggio: contrasti a vuoto che regalano tempo e spazio all’attaccante.

Ebbene, la Difesa Tattica di Fifa 13 è la naturale evoluzione di quella del prequel, che unita ad un migliore Impact Engine e ad una libertà di movimento ancora più accentuata, aiuta a far sentire le differenze fra un giocatore molto bravo a difendere, da uno che non lo è. Tutto ciò allontana Fifa 13 dal rango di gioco per divertirsi a quello di gioco dove si fa sul serio, dove i risultati migliori – specialmente nell’ottimo versante social/online di cui parleremo a breve – premiano i giocatori migliori e quelli più capaci nel giocare. Il pallone, come si suole dire, è rotondo, la fortuna aiuta, ma non è una componente che può fare la netta differenza ad alti livelli.

Il sistema di tiri non sembra aver subito forti scossoni da un anno a questa parte. Quello dei passaggi, invece, è stato ulteriormente riveduto e corretto per spingere il gioco sui binari del realismo ad ogni costo. La prima conseguenza di ciò è una generale difficoltà tarata verso l’alto per tutti i passaggi e gli appoggi rasoterra che intendiamo fare: l’indicazione della levetta analogica sinistra svolge un ruolo fondamentale e bastano pochi millimetri mal calibrati per trasformare un innocuo passaggio in un terribile assist per gli avversari. Discorso analogo può essere fatto per passaggi filtranti bassi, alti e cross.

Adesso ogni giocatore – quindi anche il difensore – deve fare i conti con una nuova implementazione: il Tocco di Prima: che si sia in possesso di palla oppure in fase difensiva, bisogna fare estrema attenzione a questa interessante novità che rende il controllo di palla ancora più ragionato. Basta un passaggio troppo forte, un cross troppo tagliato o un filtrante dosato male per innescare un controllo di palla difettoso, difficoltoso o assolutamente inefficace.

Questo aiuta a donare, alle partite, un alone di imprevedibilità molto realistico e tanto in attacco, quanto in difesa, occorre ponderare bene ogni mossa, lasciare che le manovre più difficili vengano imbastite da un Pirlo o uno Sneijder, piuttosto che da altri.

  

Sono un calciatore normale che ogni tanto fa cose eccezionali (Marco Van Basten)

Fifa 13 pone sul piatto dell’offerta ludica una grande quantità di modalità online e sociali, oltre al consueto menu di esperienza in solitaria. Per partire proprio con questa, bisogna segnalare che la solida e stimolante modalità carriera e “supporto del club” sono adesso affiancate dalla “Partita del giorno” che permette di rivivere le emozioni di un derby da poco giocato o una partita molto importante. Chi vi scrive ha provato a ribaltare le sorti del derby brasiliano Flamengo – Fluminense del 30 settembre 2012, per esempio, portando alla vittoria i rossoneri di Vagner Love.

Ma quello che più ci ha impressionato è il restyling della modalità carriera da calciatore consumato, adesso molto più stimolante e divertente che in passato, specie perché le prove di abilità e le “missioni da compiere” durante le partite o le stagioni ci sono sembrate più alla portata di tutti. Il calciatore che andiamo ad impersonare, specialmente se è il nostro alter-ego virtuale, può essere poi portato nelle arene online, per partecipare a vibranti partite 11 contro 11 dove ciascuno assume un ruolo da giocare, portiere compreso. Quel che ci ha più impressionato è che gli aspetti sociale e multigiocatore della modalità “Pro-Player” sono stati largamente ridisegnati creando un imponente calcio-mercato in cui ciascun utente è un calciatore, e i club fanno offerte e fidelizzano i propri campioni per la conquista di tornei online e classifiche. Entrare nel mondo del calcio di Fifa 13, insomma, non sarà esattamente identico a quello reale ma qualche emozione e la sensazione di far parte di un mondo calcistico vivo e pulsante c’è e l’abbiamo avvertita.

Oltre al consueto stuolo di trenta campionati di tutto il mondo, tutti su licenza, non manca la presenza del Fifa Ultimate Team, dall’anno scorso sempre presente nel gioco base (in passato era un DLC a pagamento, NdR) e che possiamo felicemente riassumere come “la Master League secondo Ea Sports”. Infatti, analogamente alla modalità tanto osannata di Pro Evolution Soccer, Ultimate Team mette l’utente nei panni dell’allenatore/manager di una squadra che, grazie ai risultati ottenuti sul campo, accumula capitali da poter investire per comprare all’asta giocatori più capaci, stadi di proprietà, allenatori, membri dello staff tecnico, divise e altro ancora. Un vero e proprio gioco nel gioco, fonte di ore ed ore di divertimento anch’esso ridisegnato qui e lì per incoraggiare gli utenti all’incontro e allo scontro (agonistico).  

Meglio far correre la palla: lei non suda (Roberto Baggio)

Fifa 13 è un videogioco di calcio decisamente votato alla simulazione, al realismo delle situazioni replicate su schermo e chiede al giocatore una certa dedizione per padroneggiare un sistema di controllo ostico – in principio – ma fonte di tante soddisfazioni una volta presa la mano. Visivamente non gode di una fattura da definire ottima, ma al di là dell’aspetto meramente visivo non si può non riconoscere che tutto il comparto tecnico concorre a definire il gioco di Ea Sports come il migliore sulla piazza.

Prende quanto di buono offriva Fifa 12 e cerca di restituirlo epurato dai difetti più macroscopici con un risultato che accontenta in tanti, forse non tutti. Si porta dietro ancora qualche neo, come sessioni online spesso afflitte da alta latenza (Lag, in gergo) e da una risposta ai comandi (sempre in modalità online) tardiva e quindi, alla lunga, snervante. Nulla che si possa risolvere in sede di aggiornamento software, ma così come è adesso, l’esperienza multiplayer ci è risultata tutt’altro che spensierata.

Fifa 13 è già difficile da padroneggiare, aumentare la difficoltà base per problemi tecnici non è fonte di sorriso. Al di là di questi difetti, riscontrati – ribadiamo – a livello di gioco online, stiamo comunque parlando di un simulatore di calcio a trecentosessanta gradi, che consigliamo a tutti quelli che amano il calcio e amano emulare le gesta dei propri beniamini con un pad alla mano. Tutti gli altri possono tranquillamente ignorarlo ed ignorarne la nostra spassionata valutazione.

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