Dead or Alive 6

Dead or Alive 6 è un picchiaduro di stampo classico griffato Koei Tecmo e sviluppato da Team Ninja.  Certamente risulta essere uno degli esponenti più sottovalutati del suo genere: Tekken 7 e Soulcalibur 6 sono più popolari, mentre Mortal Kombat e Injustice di Netherealm Studios mandano avanti la tradizione occidentale senza, di fatto, concorrenza. Tornando a Dead or Alive 6, è un vero peccato che il pubblico fatichi ad accettare un semplicissimo dato di fatto: è un picchiaduro ben fatto e divertente.

Semplice da apprendere ma difficile da padroneggiare: l’alchimia di Dead or Alive (intera serie) è tutta qui. Dead or Alive 6 non fa eccezione e, personalmente, trovo che siano stati presi degli accorgimenti per farlo risultare più intuitivo e veloce, come il mai dimenticato Dead or Alive 2, che ritengo ancora il migliore, per certi versi e di poco superiore al terzo capitolo, che ho pure giocato tanto.

Il nuovo motore grafico, finalmente, rende giustizia alla serie che si adagiava sui fasti e sugli allori di Dead or Alive 5 (originariamente pubblicato su PS3 e Xbox 360 e poi in versione remaster su console di attuale generazione). Illuminazione, effetti speciali assortiti e definizione dei personaggi spostano l’asticella della qualità un po’ più in là verso vette di migliorie, senza stravolgere l’impatto. I lottatori sudano, si feriscono e rendono meglio l’idea di darsi autentici colpi di arti marziali, lasciando alle vecchie installazioni quella versione “patinata” di loro stessi che li rendevano, in un certo senso “invulnerabili”.

Sul fronte giocoso segnalo, soprattutto, la presenza sempre più invadente di colpi speciali (a mia memoria, e potrebbe fare cilecca, non ricordo di colpi speciali così frequenti nella serie Dead or Alive) che lo avvicinano più a Street Fighter, Dragon Ball Fighterz e Soulcalibur 6 di quanto potessi sperare. Nella speranza di rendere il gioco più appetibile, la mia sensazione è quella di snaturare un titolo che poteva puntare di più – e meglio – su aspetti di arti marziali come nessun altro concorrente. Purtroppo si è deciso così, oltre a spingere sempre di più verso il fanservice più spietato.

 

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