The Last of Us: Parte 2 è un gioco d’azione e avventura in terza persona, disponibile esclusivamente per PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro (confermata la compatibilità con PlayStation 5). E’ l’ultima fatica di Naughty Dog, che segue a distanza di sette anni quel The Last of Us che ha lasciato un segno ben profondo nella storia dei videogiochi, che piaccia oppure no.

Sono passati tre anni dall’ultima apparizione in pubblico di questo studio di sviluppo che lavora sotto bandiera Sony: era il 2017, infatti, quando arrivava il buonissimo Uncharted: The Lost Legacy, a sua volta staccatosi solo di un anno da Uncharted 4: A Thief’s End.

Dal momento che, da prima che approdasse su monitor e TV degli appassionati, The Last of Us: Parte 2 ha fatto un gran parlare di sé e continua a farlo per i motivi sbagliati, in questa sede, straordinariamente, leggerai solo quello che riguarda il gioco giocato e le mie impressioni personali relative al gioco, non ai temi trattati. E senza pericolo di spoiler! Pazzesco, vero? Che vuoi farci? Sono un tipo all’antica.

Ambientato cinque anni dopo gli eventi conclusi nella prima parte / prequel, The Last of Us: Parte 2 questa volta ci mette nei panni di Ellie in una trama spinta in avanti dal tema della vendetta. La piccola e apparentemente fragile ragazzina del primo episodio lascia spazio ad una teen-ager molto coraggiosa e che non si dà mai per vinta, capace di badare a se stessa senza il bisogno di farsi coprire le spalle.

Graficamente parlando ci sarebbe tantissimo da dire ma cercherò di essere il più sintetico possibile. The Last of Us: Parte 2 non è il miglior esponente visivo disponibile su PlayStation 4 secondo il mio modesto parere e il perché è presto spiegato. Da un lato assistiamo ad maniacale ricerca di dettagli, sapientemente sbattuti ai nostri occhi come fumo d’incenso: i tessuti dei vestiti, le animazioni (soprattutto quelle facciali), il design dei livelli, la meticolosità degli ambienti, delle armi, un po’ ovunque, insomma, si resta a bocca aperta per quel tocco di fino che ti aspetti solo da Naughty Dog e pochissimi altri.

Tuttavia non si può non notare occasionale e fastidioso sfarfallio delle ombre, pop-up di texture o di oggetti in lontananza, caricamenti texture che ci accompagnano dalla precedente generazione. L’effetto pellicola, furbamente inserito e impossibile da disinnescare, maschera benissimo la coperta corta del pur eccellente lavoro svolto dagli sviluppatori. A mio modesto modo di vedere le cose, hanno lavorato meglio per il risultato finale Horizon: Zero Dawn, Spider-Man e God of War. Senza andare a scomodare terze parti estremamente ben fatte come Red Dead Redemption 2, tanto per citare un “mostro di grafica”.

Il lato sonoro è quello che ritengo, al contrario, veramente insuperabile. The Last of Us: Parte 2 sposta lo standard minimo di eccellenza un po’ più in là per le orecchie, non per gli occhi. Oltre al già rodato accompagnamento musicale di Gustavo Santaolalla, sempre magistrale, è sul versante degli effetti sonori e dei suoni che accompagnano le gesta di noi giocatori che sono rimasto a bocca aperta.

Personalmente, mai mi è capitato di ascoltare un rumore sempre più intenso, che sfocia in un suono deciso e che innesca un sottofondo musicale praticamente perfetto per immortalare gli scontri (spesso e volentieri evitabili) con esseri umani e infetti da pandemia da cordiceps (pandemia di cui ho parlato bene all’epoca del primo episodio). E questo è solo un esempio. Agire durante un nubifragio fa sentire freddo, così come muoversi nella neve. Quasi si può percepire la brezza che spazza le ambientazioni di mare o di montagna e tutto questo grazie al lavoro sul fronte sonoro, decisamente insuperabile al momento.

Joypad alla mano non ho percepito sostanziali differenze dal primo The Last of Us, ma un generale miglioramento e ottima rifinitura della già godibile base di partenza. Ellie è spesso in inferiorità numerica, con poche munizioni e accerchiata e affrontare tutto e tutti armi in pugno è, praticamente mai, la scelta migliore. La sensazione restituita dalle armi usate è resa benissimo nei momenti prettamente d’azione, che ne guadagnano in coinvolgimento e spettacolarità. Non sono da meno i preponderanti momenti di infiltrazione, conosciuti ai più come fasi stealth.

Ti faccio notare che ho scritto “momenti di azione e di infiltrazione” non a caso: il gioco di Naughty Dog non è diviso in livelli in cui bisogna solo stare zitti o in cui bisogna solo sparare a tutto quello che si muove. La fluidità con cui si passa da infiltrazione a dar fuoco alle polveri è di quella più unica che rara, che rende l’esperienza di gioco (scusa se mi ripeto) fluida, spontanea, praticamente mai foriera di caricamenti dal check-point. Possiamo improvvisare ogni istante, oppure studiare un po’ l’ambiente e usarlo a nostro vantaggio: ogni livello può essere affrontato e superato in maniere sempre diverse e ogni partita è diversa dalla precedente.

Arrivato ai titoli di coda di The Last of Us: Parte 2, il mio giudizio è controverso. Da un lato sarebbe da ipocriti e da finti ciechi sconsigliarne l’esperienza: The Last of Us: Parte 2 è il classico videogioco imperdibile, da giocare almeno una volta nella vita.

Nell’insieme delle parti garantisce una somma che ti fa dire “vale ogni centesimo speso” ma se lo setacci con la lente di ingrandimento ti accorgi che non è l’assoluta perfezione che molti vogliono fare credere. E’ anche possibile che, alla fine dei titoli di coda, ti abbia più annoiato che esaltato e nessuno potrebbe fartene una colpa.

A titolo personale, infine, mi ha molto deluso la difficoltà tarata verso il basso (ho giocato a difficoltà standard e i nemici umani sono veramente stupidi e miopi come talpe). Mi ha deluso anche il fronte narrativo, che non significa che io avrei scritto qualcosa di meglio oppure che avessi la pretesa che la storia andasse diversamente: voglio dire che alla fine del gioco non mi sono sentito appagato da tutta la fatica spesa a sopravvivere, e l’epilogo mi ha lasciato tanto amaro in bocca come se si fosse sprecata l’occasione di consegnare alla storia qualcosa di veramente memorabile.

Il primo The Last of Us, in quel senso, è stata tutt’altra storia e tutt’altra sensazione. Secondo me, il vero capolavoro assoluto di Naughty Dog, ad oggi, è la parte numero uno.

4 risposte a “The Last of Us: Parte 2 – La Mia Esperienza di Gioco”

  1. Ciao Aurenar! Scusa in anticipo per il commentone che magari ti lascerò. xD Sono particolarmente legata a The Last of Us, sopratutto al primo. Ho tanti bei ricordi legati alle prime volte che affrontavo il primo capitolo. Con gli anni l’ho più volte ripreso e rigiocato. Tanto da volerlo giocare ad ogni difficoltà. In attesa di un possibile seguito, seguito che finalmente è arrivato. Ero veramente emozionata a giocare a questo secondo capitolo. Un po’ perché non ci credevo che finalmente stavo giocando ad un seguito. Ho adorato anche questa seconda parte (tra tante lacrime). Anche se tante cose non mi sono piaciute ma queste riguardano ai temi trattati ma che non voglio esporre. Arrivata alla fine ero veramente molto soddisfatta del viaggio intrapreso nel gioco. Arrivata ad un certo punto pensavo fosse finito e invece mi ha regalato ancora tante ore di gioco. Mi è piaciuto perché mentre giocavo mi ha fatta pensare a tante cose. Sia del gioco che nella vita reale. Pensavo ma se fossi stata io Ellie avrei agito così? Proverei pure io così tanta rabbia? Mi ha immedesimata in una maniera diversa dai soliti giochi. Perché in questo caso io odio Ellie, mi sta proprio antipatica. (fa ridere questa cosa visto che è uno dei miei giochi preferiti) xD ma non mi ha dato fastidio perché mi ha permesso di pensare a me stessa. A ciò che avrei fatto io. Ero completamente immersa. Ma poi ho dovuto fare i conti con chi (come te ) il gioco non è piaciuto poi così tanto, sono stata bombardata da difetti che magari non avevo notato. Mi chiedevo se fossi io sbagliata a non aver capito un c… xd del gioco. Ma ora so che questi commenti non mi fanno più nulla. (mi fa sempre piacere ascoltarli, non pensar male xd) Li lascio semplicemente fuori da “casa” mia. Cerco di analizzarli dal fuori e di imparare qualcosa di nuovo, ma non mi farò più condizionare o cambiare la mia opinione. Ma per me alla fine rimarrà per sempre un piccolo capolavoro. Perché solo io so cosa si cela dietro di esso. Scusami se mi sono permessa di condividere il mio pensiero, la mia storia su questo gioco… ma più che altro su The Last of Us in generale. Per me è sempre un piacere leggerti. Imparo veramente tantissimo. Anche in questo caso in cui ho avuto un opinione , un vissuto completamente diverso mi piace poterne parlare. Tu hai sviscerato il gioco in una maniera più tecnica, cosa che io non riesco a fare. A volte chi lo definisce la perfezione forse dietro ad esso può nascondersi qualcosa di più personale. Come nel mio caso. Ma io sono completamente ingenua. Parlo con il cuore in mano. Per me è perfetto così. Anche se potevano fare meglio. Anche se potevano fare diversamente. Anche se la grafica poteva essere meglio. Anche se… a questo punto il gioco è meglio farselo da noi. xd E mi viene in mente un’ultima cosa. Per me è perfetto in una maniera che non è la stessa di chi dice che è perfetto, che è un giocone. Non mi sento parte di quel pensiero. Perché magari elogiano cose che a me frega poco. Frega poco che sia sony o chissà quale altra menata xd Solo per difendere qualcosa. Io difendo le emozioni che il gioco mi ha regalato. Il momento in cui l’ho giocato. Le persone che magari erano vicine a me in quel periodo. Ora la finisco qui ahahah scusami per questo lunghissimo commento. Ma ogni tuo scritto mi ispira qualcosa. Spero che non ti senta offeso per ciò che ho detto. Non voglio difendere The Last of Us. Anzi mi piace scoprire perché un gioco non è piaciuto. Magari sapere com’era la vita in quel periodo che si è giocato quel gioco. Questo ci aiuta a crescere, rispettarci e a volerci bene. Senza fare inutili guerre su chi ce l’ha più grande. Scusa per il gioco di parole xD Ciaoooo

    1. Ciao Marta!
      Prima di ogni cosa ti ringrazio infinitamente per il bellissimo commento che hai condiviso.

      Riguardo a The Last of Us 2, cerco di rispondere punto per punto. Il primo capitolo mi è piaciuto tantissimo! Non sono il tipo che si spertica in lodi ecclesiali e nemmeno quello che sta lì a dire “è brutto perché lo dico io”. Io penso che sia un gioco che possano apprezzare tanti, ma non tutti i videogiocatori. Il secondo capitolo è ancor più così. Che questa serie sia noiosa per alcuni videogiocatori non lo dico io, basta chiedere e leggere in giro. Ma è un discorso che vale, esattamente, per qualsiasi tipo di videogioco!

      Quel che leggi tra le righe (oppure esplicitamente) qui e nella recensione del primo, è che questi videogiochi sono dei bellissimi videogiochi e anche ben fatti, ma non sono il “madonnagesumessiadio” arrivato sulla Terra a miracol mostrare come tanti, troppo, evangelizzano nemmeno si trattasse di una religiose. È questo comportamento di videogiocatori e sedicenti esperti che mi risulta stucchevole a dir poco.

      Personalmente ho apprezzato di più il primo che il secondo, ma non riesco ad idolatrarli come ho visto fare in questi dieci anni.
      Tu, per esempio, ne parli un gran bene e ami/sei grata delle esperienze che ti hanno regalato: è questo che vorrei sempre leggere, non di profeti e sacerdoti che devono diffondere il verbo a pagani decerebrati che se non annuiscono allora sono sbagliati ed eretici ^^

      Tu scrivi “A volte chi lo definisce la perfezione forse dietro ad esso può nascondersi qualcosa di più personale” ed io non lo metto in dubbio. Quel che metto in dubbio è l’incapacità di argomentare questa perfezione. Se uno mi scrive “è perfetto perché lo dico io”, mi fa inarcare un sopracciglio e la tentazione di chiamare la neuropsichiatia è forte XD

      Quando commento la grafica nella recensione di The Last of Us 2, mi pare di dire una cosa molto soggettiva. Cito testualmente: “A mio modesto modo di vedere le cose, hanno lavorato meglio per il risultato finale Horizon: Zero Dawn, Spider-Man e God of War. Senza andare a scomodare terze parti estremamente ben fatte come Red Dead Redemption 2”.
      Che non significa che se il gioco l’avessi fatto io, sarebbe stato meglio: io non so fare videogiochi ^^

      Se leggi una recensione qui, significa che il gioco mi è piaciuto e merita di essere immortalato nelle mie pagine personali. Però mi piace parlare del gioco in sé e delle mie impressioni personali. Non ho approfondito la parte emozionale, lo ammetto e lo riconosco, ma perché inevitabilmente avrei dovuto motivare le affermazioni spoilerando parti di un gioco che desidero che venga giocato senza pregiudizi e senza preconcetti.

      Ho solo cercato di esporre il gioco “per quello che è” e quali impressioni personali mi ha dato ai livelli che saltano agli occhi. Tutto il resto è molto più personale, soggettivo, legato alle sensibilità ed esperienze personali.

      Tu, per esempio, hai commentato qui facendomi un immenso piacere, perché hai colto il senso di volermi condividere perché per te è “perfetto”.
      Non ti ringrazierò mai abbastanza per le letture, i commenti e gli spunti di riflessioni che condividi. Non preoccuparti di offendermi…vorrei che tutti mi offendessero come fai tu ^^U

      Grazie ancora!

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