Marvel’s Avengers

 

Annunciato tre anni fa con un teaser trailer d’effetto, mostrato in azione l’anno scorso e finalmente approdato su PC, PS4, Xbox One e Stadia, Marvel’s Avengers irrompe nelle case degli appassionati con un’offerta doppia che, di questi tempi, è tanto rara. Titolo d’azione, picchiaduro di scorrimento, elementi da gioco di ruolo d’azione, una storia tutta da scoprire (prima) e Game as Service (GaaS) fatto e finito, votato alla cooperazione e al potenziamento estremo dei personaggi per fronteggiare le sfide più ardue.

Arriva su questo blog per merito di 505 Games che ha concesso onore ed onere di poterne curare la recensione e immortalarlo per sempre in queste pagine.

Questa non sarà una recensione ordinaria, la focalizzerò sulla modalità singolo giocatore (che poi, a ben vedere, tanto solitaria non è). Toccherò anche i punti tecnici e le immancabili impressioni personali. Non parlerò qui della modalità multigiocatore perché lì, Marvel’s Avengers diventa l’autentico GaaS che promette di accompagnarci per anni, cambierà nel corso del tempo e si espanderà costantemente. Ritengo più opportuno dedicargli un articolo a parte (spero, in un vicino futuro, di dedicargli video su Twitch).

Tutto inizia nel giorno più lungo degli Avengers, l’A-Day passato alla storia come il momento in cui San Francisco, colma di folle festanti per i supereroi, è stata presa di mira da un attacco terroristico ad opera di Taskmaster. Il suo obbiettivo è quello di fare passare un messaggio preciso: il mondo non è al sicuro con gli Avengers.

Hulk, Thor, Iron Man, Black Widow e Captain America fanno quadrato intorno ad una nuova forma di energia per evitare che questa possa cadere nelle mani di Taskmaster, che attacca con tecnologia Stark rubata. Ma qualcosa va storto e il nucleo energetico esplode. Muore sul colpo uno dei nostri eroi, centinaia di persone vengono investite dalle radiazioni e diventano Inumani (esseri umani con super-poteri incontrollabili). Gli Avengers vengono indicati come minaccia per l’umanità e sciolti. La Stark Industries viene demolita perché le sue tecnologie cadono in mano dei terroristi.

E’ la fine degli Avengers ma anche l’inizio del gioco di cui sto per parlarti.

Kamala Khan, una giovanissima sopravvissuta all’A-Day e colpita irrimediabilmente dalle radiazioni che l’hanno resa Inumana, impiega le sue nuove capacità a fin di bene. Kamala scopre di poter allungare e ingrandire i propri arti, analogamente a quanto fa Mr. Fantastic dei Fantastici 4. Ma gode anche di super-forza che la rende temibile nel corpo a corpo, quasi quanto Hulk.

Prima che le cose possano precipitare e volgere al peggio, Kamala riesce a sfuggire alla cattura da parte di forze dell’ordine che hanno il compito di imprigionare gli Inumani in libertà. Il suo unico scopo diventa ritrovare gli Avengers, radunarli e riportarli alla gloria di un tempo. Perché il mondo ha bisogno di loro più che mai.

Marvel’s Avengers sviluppa una trama degna dell’universo cinematografico, degna dei migliori fumetti Marvel, degna dei migliori cartoni animati passati in televisione. I temi trattati, la sceneggiatura, la fotografia, gli effetti speciali, tutto concorre ad offrire agli appassionati dei supereroi un’esperienza massimamente appagante.

Il lavoro svolto da Crystal Dynamics ha del prodigioso. Su PC è possibile spingere la qualità grafica a livelli di autentica next-gen fin da adesso. A patto di avere l’hardware giusto (processore Intel e scheda grafica RTX di Nvidia) si assiste ad un opera di cesello non indifferenze.

Per essere un titolo cross-gen, destinato anche a Xbox One e PS4, è certamente impressionante. Fondali, interazione e distruzione ambientale, effetti speciali, animazioni, doppiaggio (notevole anche in italiano), tutto viene spinto per regalare la massima qualità possibile. In altre parole: una gioia per gli occhi.

Sul versante giocato, Marvel’s Avengers mi ha colpito tantissimo per la sua capacità di sviluppare, evolvere, dipanare la storia senza risparmiare colpi di scena, momenti epici e momenti emozionanti o commoventi. Qui si entra anche nel personale, perché è veramente impossibile per me non trattenere le lacrime quando si cita Captain America in una delle sue celebri frasi, “Quando la massa o il mondo intero ti dicono di spostarti, il tuo compito è quello di piantarti come un albero accanto al fiume della verità e dire al mondo: no, spostati tu!”.

Come ogni GaaS/Action Rpg in terza persona (ai quali Marvel’s Avengers deve molto delle sue ragion d’essere), sostanzialmente tutta l’esperienza si divide in due fasi: fase strategica e fase d’azione. Nella prima fase, il più delle volte, si è al quartier generale. Questo all’inizio e in stato di abbandono e fatiscente. Con il proseguire degli eventi lo vedremo ripulirsi, ingrandirsi, evolversi, migliorarsi esattamente come un personaggio, solo che non è giocante.

Non di meno, sempre al quartier generale possiamo interagire con gli altri eroi e Png, espandendo le conoscenze di trama, di “lore” (come piace chiamarla ai più giovani), inspessendo il carattere di tutti i personaggi. Dal QG possiamo potenziare e migliorare aspetti che ci aiuteranno nella fase d’azione.

La fase d’azione è quella che ci impegna più tempo. E’ una sequenza di missioni/raid/spedizioni in cui un team di almeno due eroi (il più delle volte) coopera per il raggiungimento di un obbiettivo. La cooperazione può essere fatta con amici collegati alla nostra partita oppure aprendo le porte del matchmaking ad appassionati sconosciuti.

Questo tipo di missioni è del tutto analogo a quello che ci accompagna dopo i titoli di coda: l’Iniziativa Avengers, cioè la modalità multigiocatore (almeno teoricamente) immortale.

Pian piano potremo selezionare tutti gli eroi proposti da Marvel’s Avengers. Quel che ho gradito di più è che ogni eroe ha un modo di essere giocato diverso dagli altri. C’è davvero tantissima differenza fra giocare a spaccare tutto con Hulk e affrontare ogni cosa con la fragile (rispetto a Hulk) Black Widow. Così come passa la differenza tra impersonare Iron Man e Thor o Ms. Marvel (da non confondere con Captain Marvel).

Durante le missioni troviamo mappe chiuse ma estese, che favoriscono e premiano l’esplorazione. I premi sono ritrovamenti, ricompense, loot in gergo. Questi sono potenziamenti per l’eroe che stiamo utilizzando, che possiamo equipaggiare, migliorare e combinare per rendere il personaggio sotto il nostro controllo sempre più efficiente.

Trovo l’offerta Marvel’s Avengers assolutamente impareggiabile. Qui si è andati oltre il format promosso da Destiny, Warframe, Warface, Division e (fallimentare) Anthem. Solo per il prezzo d’acquisto, la campagna solitaria, lunga il giusto e appassionante, vale ogni centesimo speso anche in forza della presentazione tecnica.

Il versante multigiocatore online, vero e proprio calderone di infinite ore di divertimento, promette di reinventarsi e di presentare novità e contenuti sempre freschi, che possano tenere sempre vivo l’interesse degli appassionati.

Ti spaventa la ripetitività di fondo? Non hai capito niente dei GaaS, dei “loot games” e dei videogiochi in generale. Cambia genere (oppure hobby).

Un pensiero riguardo “Marvel’s Avengers

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