A Tale of Paper

A Tale of Paper è un videogioco platform, di produzione indipendente, sviluppato dal piccolo studio spagnolo Open House Games in esclusiva temporale PlayStation 4. E’ arrivato sulla console Sony lo scorso 21 ottobre e approderà su Steam nel 2021. Grazie allo sviluppatore, che mi ha gentilmente concesso un codice PS4 per la recensione, eccomi a parlare di uno dei titoli indie più interessanti del 2020/2021. A Tale of Paper è un gioco che trae in inganno, perché sembra semplice e banale a primo impatto. Invece ci accompagna fino ai titoli di coda con uno stile più unico che raro.

Non è questa la sede per parlare della storia. Chi legge questo blog da tanto lo sa: non sono il tipo a cui piace fare spoiler, ma adora incuriosire e lasciare che la sorpresa e la scoperta arrivino a colpire chi gioca le opere che suggerisco. A Tale of Paper ci mette nei panni di un origami di forma antropomorfa, che prende vita ed è dotato di poteri speciali. Chi o cosa sia, da dove viene e dove va, questo lo deve scoprire il giocatore più attento.

Il gioco fa lo stretto indispensabile per guidare chi gioca: ci sono immagini che offrono suggerimenti sparse per i livelli, mentre il nostro vagare è accompagnato da una colonna sonora elegantissima e mai banale. I livelli mettono alla prova le nostre capacità di platform per non precipitare di sotto. La possibilità di cambiare forma all’origami ci permette di superare ostacoli e minacce altrimenti impossibili da evitare.

Tecnicamente parlando, A Tale of Paper si fonda su Unreal Engine di ultima generazione. Tutto quello che vediamo, dalle texture all’illuminazione, fino alla fisica, è gestito dal famoso motore grafico di Unreal. Questo permette a Open House Games di esprimere tutto il proprio potenziale creativo. Hanno realizzato livelli ben concepiti e congegnati, puzzle ambientali ispirati e mai frustranti. Le texture non sono il top di categoria e non vinceranno ai game awards ma, nel complesso, A Tale of Paper lascia a bocca aperta il giocatore-spettatore.

Joypad alla mano, il gioco si fa godere tranquillamente. Non ho avuto problemi di alcun tipo e gli errori nelle fasi di platform sono stati sempre da imputare a mie imprecisioni, mai a qualche difetto di gioco. Se di difetti dovessi necessariamente parlare, riguardano un paio di situazioni fuori dal mio controllo. In sostanza: il gioco è diviso in livelli, e mi è capitato di arrivare ad una nuova area “in caduta”. Sono cascato in un precipizio solo perché non sapevo cosa mi aspettasse. Infatti il checkpoint, posizionato all’inizio della nuova area, ha permesso di ricominciare senza chiamare in causa i miei riflessi, per evitare una nuova caduta.

A Tale of Paper è una piccola grande produzione, temporaneo appannaggio degli appassionati PlayStation 4, presto arriverà su Steam. Ricorda moltissimo Little Nightmares come impostazione di gioco, ma è ben lontano dall’essere un gioco orrorifico e raccapricciante come quello di Tarsier Studios. Qui il tema dominante è “il viaggio”, rafforzato da una scelta dei livelli non casuale, veicolato da messaggi quasi nascosti nello scenario di gioco e che sfocia in un’introspezione che non lascia indifferenti. A Tale of Paper è un piccolo capolavoro.

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