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El Shaddai: Ascension of the Metatron

Approdato originariamente nel settembre del 2011 per il mercato europeo, El Shaddai: Ascension of the Metatron fu sviluppato da UTV Ignition Games, sviluppatore e produttore di videogiochi di stanza in India. E’ stato pubblicato per PS3 e Xbox 360, ma solo dallo scorso 2 settembre fa parte dell’offerta digitale di Steam. Videogioco d’azione, avventura e platform in terza persona, El Shaddai celebra con la platea PC il suo decimo anniversario.

Il Libro di Enoch

Enoch, bisnonno di Noè, è un personaggio della mitologia ebraica che ha scritto il (per noi) misconosciuto libro di Enoch. Si tratta di una narrazione apocalittica, giudicata dal Cristianesimo non canonica e assente dalla Bibbia cristiana. Nel libro di Enoch si narra di angeli caduti, di angeli che si uniscono agli esseri umani generando i Nephilim e di tutto quello che porta, l’umanità, all’inevitabile punizione divina: il Diluvio Universale.

Da queste premesse nasce El Shaddai: Ascension of the Metatron, che ci mette nei panni di Enoch. La sua missione e ritrovare i sette angeli caduti e riportarli a più miti consigli. In aiuto di Enoch ci saranno gli Arcangeli: Gabriele, Raffaele e Michele, affiancati da un altro “insospettabile” servitore di Dio: Lucifero.

Una gioia per gli occhi

El Shaddai: Ascension of the Metatron è mosso dal motore grafico Gamebryo. Forse non è blasonato quanto Unreal Engine e Unity, ma questo motore grafico pulsa anche sotto videogiochi storici quali Fallout 3 e New Vegas, Sid Meier’s Pirates, Civilization IV e tantissimi altri.

Il lavoro svolto dallo sviluppatore indiano per El Shaddai mi sembra prodigioso. Lo stile cartoon, la fluidità delle animazioni, la bellezza dei fondali, l’accompagnamento sonoro: nulla è lasciato al caso. Bastano pochi minuti per comprendere che si gioca ad un’opera che prescinde le regole del tempo. I videogiochi, soprattutto quelli poligonali, hanno (per molti) il difetto di invecchiare male. Non è certamente il caso di El Shaddai, che a distanza di dieci anni non sfigura neanche al fianco di produzioni più recenti e blasonate.

Picchia che ti passa

El Shaddai: Ascension of the Metatron alterna fasi di poca esplorazione e platform a quelle genuinamente d’azione. I combattimenti mi hanno ricordato quelli essenziali e spettacolari di God of War e Darksiders. La particolarità di questo gioco è la possibilità di disarmare i nemici ed impossessarsi delle loro armi. Le armi di gioco sono tre: un arco che Enoch usa come una spada, una futuristica arma a distanza e uno scudo che si può usare anche per offendere.

Le mosse sono uniche per ogni tipo di arma. Ed ogni strumento di offesa e difesa è valido più per un tipo di nemico che per un altro. Questo spinge noi giocatori a scegliere, di volta in volta, quale sia l’arma migliore da utilizzare in base al contesto.

L’età è solo un numero

El Shaddai: Ascension of the Metatron è un videogioco approdato nel settembre 2011 su PS3 e Xbox 360, per la gioia dei pochi che lo hanno scoperto. A distanza di dieci anni arriva su PC con un porting decisamente all’altezza delle aspettative e ad opera dello studio Crim. Non sarà forse un campione di vendite, né un videogioco di culto, ma (quasi) tutti quelli che lo giocano ne rimangono estasiati. E lo fanno a buon diritto.

E’ una piccola opera, dal cuore grande. Che emana una luce così forte da proiettare un’ombra gigantesca: qualcosa che non si può ignorare.

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