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Away: The Survival Saga

Away: The Survival Saga è un videogioco d’avventura in terza persona, sviluppato da Breaking Wall. È un piccolo studio di sviluppo con base a Montreal, formato da una manciata di veterani dell’industria che hanno contribuito alla creazione di titoli quali Assassin’s Creed, Prince of Persia e Far Cry.

L’alter-ego del giocatore è un petauro dello zucchero, volgarmente chiamato “scoiattolo volante”, che deve difendersi (anche letteralmente) con unghie e denti dalla selvaggia e spietata Madre Natura. In questa sua lotta alla sopravvivenza, deve anche salvaguardare la sua amata famiglia.

Una prospettiva insolita

Away: The Survival Saga permette di affrontare una grande isola dominata dalla natura, a seguito di un cataclisma che ha decretato la fine del “mondo di cemento” creato dall’uomo e la rinascita di un ambiente del tutto orfano della mano dell’uomo.

La prospettiva in terza persona permette di tenere sempre d’occhio quello che circonda il petauro che noi impersoniamo. Quel che mi ha fatto più impressione è la cura con cui ambiente, proporzioni, luci, colori e suoni sono stato sapientemente amalgamati. La musica è orchestrata da Mike Raznick, famoso per aver prestato il suo talento per documentari quali BBC’s Life e Planet Earth II.

Originale come pochi al mondo

Away: The Survival Saga offre un’esperienza narrativa che oscilla tra le cinque e le otto ore di gioco. Queste dipendono dalla dedizione che il giocatore impegna nel superare anche le missioni secondarie, che sono diverse ma non grandi di numero. Qualità al posto della quantità sembra essere una parola d’ordine ricorrente. Nulla appare lasciato al caso, tutto concepito e posizionato per una ragione precisa.

Quello che mi ha convinto di meno è il sistema di controllo. Che si presenta impeccabile ma poi mostra il fianco ad un po’ di imprecisione quando ci si arrampica sulle superfici verticali. A proposito di “verticalità”, il gioco non risparmia si salti vertiginosi e le lunghe planate per sfruttare la particolarità essenziale del petauro dello zucchero: la planata dopo un salto per prolungare la distanza di planata.

Chiude l’offerta un misto tra fasi puramente stealth e fasi in cui dobbiamo combattere contro creature predatorie più grandi di noi. In entrambi i casi, funziona tutto bene e l’esperienza complessiva ne trae solo giovamento.

Più unico che raro

Away: The Survival Saga è un videogioco più unico che raro. Un’avventura in terza persona che fa dell’originalità e della qualità i suoi punti di forza. Per essere un titolo sviluppato da meno di dieci persone, si presenta tecnicamente senza infamia, con alcuni virtuosismi niente male, un sistema di controllo – tutto sommato – efficace e una varietà di situazioni soddisfacente. Chiude il tutto una narrazione affidata ad una voce fuori campo, che sembra farci diventare parte interattiva di uno dei più singolari documentari della storia.

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