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Diplomacy is Not an Option

Diplomacy is Not an Option è uno strategico in tempo reale, con grafica poligonale “low poly”, sviluppato da Door 407 e disponibile su Steam ed Epic Games Store nella sua versione finale. Il gioco, infatti, è stato in accesso anticipato per qualche tempo.

Inevitabile, giocando a Diplomacy is Not an Option, tornare ai tempi di Stronghold e Castles. Tempi – videoludicamente parlando – antichi, ma mai del tutto dimenticati, soprattutto dalle vecchie cariatidi del videogioco come me.

Per il re!

Il gioco si affida ad una grafica poligonale “low poly”. Questo significa aderire ai canoni di una presentazione visiva essenziale, senza orpelli grafici ricercati né fronzoli vari. Ma sotto la scorza, apparentemente, grezza ci ritroviamo a fare i conti con una fluidità straordinaria, reattività ai comandi, ottime musiche d’accompagnamento. Un po’ come già visto nello splendido Star Drift Evolution.

E poi c’è il pretesto narrativo, che trovo particolarmente azzeccato. Questo sembra prendere qualcosina in prestito dalla campagna solitaria di Stronghold, qui lo stile non è serioso ma leggero, ironico.

Il nostro alter-ego è un feudatario la cui vita è diventata estremamente monotona, priva di mordente, dispendiosa. Ma la noia e la monotonia finiscono quando il consigliere di corte annuncia che i contadini si rifiutano di pagare le tasse. La rivolta è travolgente, il feudatario riesce a stento a ricacciare le orde inferocite di forconi, torce e picconi. Non c’è molto tempo da perdere: occorre avvisare il re e gli altri feudatari.

Per il popolo!

La campagna solitaria è una sequenza di missioni a difficoltà crescente, in cui siamo chiamati a prendere il controllo di un lembo di terra, farlo prosperare e spendere le risorse faticosamente raccolte per l’edificazione e la difesa di una fortezza.

A cadenza regolare, fiumi di contadini sempre più agguerriti si abbattono sui nostri bastioni sempre più veementemente. Il loro scopo è quello di fare a pezzo noi e tutto quello che rappresentiamo. La diplomazia non serve. Loro vogliono il sangue, il nostro. E noi dobbiamo difenderci ad ogni costo.

Altro dettaglio non di poco conto, è che all’inizio di certe missioni dobbiamo compiere una scelta morale. All’inizio del gioco, per esempio, dobbiamo scegliere se schierarci dalla parte del re oppure del popolo. Schierarsi per il volgo provoca le ire del re, che si opporrà a noi con milizie regolari. Difendere la bandiera del re attirerà contadini infuriati da ogni parte del regno.

Come ogni strategico in tempo reale che si rispetti, dobbiamo agire velocemente. Sulle prime battute bisogna procacciare le risorse primarie: cibo e legno. Poi occorre dedicarsi alla raccolta delle risorse secondarie: pietra e ferro, che permettono di arrivare a tecnologie e difese più efficaci, quali armature metalliche, armi migliori, fortificazioni in pietra.

Per la sanità mentale!

La difficoltà standard di Diplomacy is Not an Option l’ho trovata decisamente tarata verso l’alto. Questo non lo trovo un difetto, ma certamente non rende lo strategico di Door 407 un videogioco alla portata di tutti. La velocità richiesta, per esegiore le azioni da compiere durante ogni partita, è molto alta. I giocatori più lenti rischiano di venire sopraffatti anzitempo dalle ondate di contadini inferociti che si abbattono, ad intervalli regolari, sulle nostre città.

Quello che mi ha colpito positivamente è che la mappa di gioco cambia ogni volta che la partita viene riavviata. Questo offre un grado di sfida sempre alto, perché non possiamo affidarci alla conoscenza del territorio ma di volta in volta dobbiamo pianificare bene il tutto.

Diplomacy is Not an Option è uno strategico in tempo reale che, sotto la grafica semplice, cela un cuore di complessità e difficoltà che solo gli amanti del genere apprezzeranno oltremodo. Tutti gli altri giocatori della domenica possono passare oltre: in questo gioco si fa sul serio.

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