Empire – Total War

Europa, sec. XVIII, cinquanta nazioni sono pronte a gettare lo sguardo oltre il proprio confine e a conquistare le altre. Alcune godono di potenti mezzi economici, ma difettano nel numero e nella qualità delle milizie; altre, invece, pur godendo di tanti “figli della patria” da sacrificare, non hanno i mezzi di sostentamento sufficienti per sostenere una campagna di guerra. Una cosa è certa: sarà guerra totale!

Questo è, in parole povere, il background storico che troveremo nell’ultima fatica di Creative Assembly: Empire Total War (anche Empire: TW, ndr). Questi sviluppatori geniali sono già famosi per aver regalato alla storia del videogioco degli autentici capolavori, tutti facenti parte della serie Total War: Shogun, Medieval, Rome, Medieval 2.

 Un po’ Civilization, un po’ Risiko

Quello che distingue Empire -come ogni strategico “Total War”- da tutti gli altri esponenti del genere strategico, è il particolare approccio alle battaglie e la singolare gestione delle risorse che il giocatore è chiamato a intraprendere. In sostanza si dovrà gestire l’impero (o reame o repubblica) da una mappa geopolitica estremamente dettagliata, da cui si potranno muovere le armate e da dove si entrerà nella diretta gestione delle città, per decidere quali strutture erigere o quali forze militari addestrare.

In questa mappa il gioco prosegue a turni, come se si giocasse ad una moderna interpretazione di Risiko. Quando l’armata sotto il controllo del giocatore andrà a collidere con un esercito avversario si avrà la facoltà di lasciare al computer le sorti della battaglia oppure si potrà entrare nella modalità in tempo reale, dove si impartiranno personalmente gli ordini alle truppe e decidere, attivamente, le sorti di ogni battaglia. In questo caso si potrà godere pienamente di ciò che offre questo capolavoro di strategia.

Contrariamente a quanto accade nella mappa dei continenti, la gestione delle battaglie non avverrà a turni ma, come appena accennato, in tempo reale. Tutto questo, oltre a dare un deciso cambio di ritmo all’azione del gioco (tutto a vantaggio del divertimento, ndr) è supportato da un motore grafico che lascia davvero basiti per la qualità intrinseca: i campi di battaglia, come da buona tradizione, sono garanzia di ampiezza e meticolosa cura per i dettagli. Dello stesso grado d’attenzione godono le armate, perfettamente riprodotte a partire dalle uniformi e per concludere con le armi, siano queste moschetti, fucili o pezzi d’artiglieria. Non mancherà la possibilità di mettere in pausa durante la battaglia e, durante questa, impartire tutti gli ordini che abbiamo in mente, così da poter coordinare al meglio ogni parte del nostro esercito.

Il sonoro che accompagna le battaglie è sempre di altissimo livello, sia sul piano musicale (in cui ogni arrangiamento aiuta ad entrare nell’epicità degli scontri) sia sul piano degli effetti sonori, tutti ben riprodotti nel tentativo di avvicinarsi ad una perfezione ideale.

Nella mappa del mondo, si avranno a disposizione tre sezioni. La principale è quella dell’Europa, che conta il maggior numero di province e sarà il principale teatro delle battaglie. Altre sezioni, non per questo meno importanti, sono: le Indie Orientali, India, Madagascar, Costa d’Avorio e Brasile, che potranno essere usate come stazioni commerciali il cui ricavato sarà di prezioso aiuto per finanziare i nostri disegni bellici.

Battaglie navali, università, gentiluomini

C’è un elemento della mappa e del mondo che fino ad ora è sempre stato di disturbo per tutte le mire guerrafondaie dei giocatori, che rallentava considerevolmente la velocità dell’espansione territoriale: stiamo parlando del mare, questo amato e odiato, autentica muraglia per tutte quelle armate che non potevano affidarsi ad un semplice trireme o ad una piccola “cog” per passare pochi chilometri d’acqua salmastra. In Empire Total War, invece, si avrà la possibilità di emulare le famose gesta del capitan Drake o del famigerato ammiraglio Nelson. Venti unità navali, al massimo e a nostra disposizione, sfideranno vento e tempesta, sfrutteranno al meglio le correnti per mostrare il proprio fianco e per dare fuoco alle polveri.

Il controllo delle unità navali non è mai stato così semplice, e anche la loro intelligenza lascia un bel po’ di stupore: se infatti si ordinerà ad un vascello di attaccarne uno nemico, questo effettuerà la manovra giusta per mostrare i propri cannoni e per arrecare più danni possibili. I più esperti in battaglie navali sapranno già che esistono diverse tipologie di munizioni: ci sono le palle da cannone classiche, con l’unico scopo di danneggiare e affondare lo scafo; esistono anche le piccole palle “a mitraglia” che mirano ad uccidere numerosi membri dell’equipaggio avversario; esistono anche, infine, le “palle con la catena”, che hanno l’unico scopo di tranciare gli alberi della nave e renderla ingovernabile. Non mancherà, ovviamente, la possibilità di andare all’arrembaggio, nel tentativo di prendere possesso dei vascelli nemici e di aumentare “gratuitamente” le proprie forze navali.

Altre novità si trovano ancora sul mappamondo. Chi ha giocato almeno uno degli episodi precedenti lo sa: la mappa è divisa in territori e per ogni territorio si erge un “capoluogo”, una città che va difesa, gestita e ampliata con strutture di utilità economica e militare. Queste ultime servono a scalare il semplice albero tecnologico offerto dal gioco. Quello che risulterà gradevolmente nuovo, agli occhi dei veterani, è la presenza, in ciascun territorio, di strutture secondarie che faranno una bella differenza in ambito tecnologico, economico, militare: università, strutture produttive o caserme diventano, adesso, parte dello scenario e dovranno essere difese con le unghie e con i denti per non avvantaggiare gli avversari.

Sono sparite le figure dei diplomatici “speciali” o dei comandanti che fanno parte della “famiglia reale”, cioè le principesse e i principi. Al loro posto trovano spazio le figure dei “gentiluomini”, che potranno entrare in sinergia con strutture come le università, donando ulteriori bonus alla ricerca tecnologica.

Il progresso e le scoperte che colpiranno attivamente le unità militari (come, ad esempio, la scoperta del moschetto o della baionetta, ndr) non comporterà l’atto di congedare tutte le unità obsolete per addestrarne di nuove e migliori. Ogni esercito sotto il controllo di chi gioca godrà immediatamente delle scoperte della nazione e non è poco. Questa novità, tanto raffinata quanto funzionale, unita alle altre novità, discosta decisamente Empire dai suoi predecessori, donandogli una veste di completezza e di fedeltà storica ancora più marcata, mai vista prima.

In Empire il periodo preso in esame copre ben cento anni, per un totale di duecento turni giocabili e -grazie alla bontà di un “sistema tecnologico” ben bilanciato, unito al periodo storico relativamente breve- non si avrà la fastidiosa sensazione di affrontare truppe esageratamente obsolete.

Ultima chicca degna di essere avvalorata è il bellissimo sistema fisico che gestisce le collisioni di pallottole e palle di cannone, nonché i movimenti di tutte le unità. Ogni proiettile sparato, ogni palla di cannone, ogni colpo di artiglieria verrà calcolato in tempo reale, elevando notevolmente il realismo di ogni sessione di combattimento. Dovremo stare davvero molto attenti a dove punteremo i nostri fucili e i nostri cannoni, o vedremo la nostra cavalleria decimata da un letale “fuoco amico”.

Sembra che non ci sia altro da aggiungere, ad un gioco che è, sotto ogni aspetto, tutto quello che uno stratega fanatico e un amante dei giochi di guerra ha sempre desiderato. Purtroppo, si sa, nessun gioco è esente da difetti, ed Empire: TW non fa eccezione. Sebbene siano difetti assolutamente marginali, non vanno comunque trascurati. Prima di ogni cosa, a colpire il giocatore saranno i caricamenti notevolmente lunghi, specie in attesa che il computer gestisca tutte le fazioni rivali.

Va segnalata anche l’assenza di una modalità multiplayer della modalità campagna, a gran voce richiesta dai giocatori e dichiarata dagli sviluppatori: sembra che verrà implementata a pochi mesi dall’arrivo del gioco sugli scaffali grazie ad una patch di aggiornamento. E’ confermata invece la modalità multiplayer delle battaglie. Qualche ingenuità, infine, è da riscontrare nella gestione dell’intelligenza artificiale, niente di grave, comunque, e nulla che possa compromettere un’esperienza di gioco praticamente perfetta.

UNICO ED ECCEZIONALE

Migliorato un sistema di gioco collaudato e osannato da anni; periodo storico affascinante e piccole grandi novità a far da corollario ad un esperienza che si potrebbe definire semplicemente perfetta e appagante da ogni punto di vista. Della serie Total War, Empire è sicuramente il più completo e ottimizzato fino ad oggi, alla portata di tutti, anche di coloro che esordiscono da poco nel genere degli strategici e dei gestionali. Un po’ Civilization e un po’ Europa Universalis, ma tanto, sublime e geniale Total War, con il suo stile, il suo ritmo e le sue opzioni, che lo rendono un titolo unico e, per certi versi, insuperato nel suo genere.

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