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Global Agenda

Fallout 3 incontra Guild Wars e il risultato è estremamente interessante!

In un panorama affollatissimo come quello dei giochi online di massa, ritagliarsi una fetta di pubblico e di attenzione è sempre arduo. Hi-Rez Studios c’è riuscita al primo colpo e al suo primissimo progetto: Global Agenda. Fondere insieme il genere dei Mmorpg a quello degli sparatutto in terza persona non è facile, ma forse oggi ci ritroviamo di fronte ad un interessante ibrido. Cosa si può chiedere di più? Che sia esente da canone mensile? Detto e fatto!

Pianeta Terra: ventiduesimo secolo

Dopo l’ennesima guerra mondiale, l’inquinamento ambientale e cataclismi di ogni natura e dimensione, la Terra versa in uno stato pietoso e deprimente. La popolazione si è drasticamente ridotta ad un miliardo di individui. Da poco tempo le pochissime risorse a disposizione sono state prese con la forza dal cosiddetto “Commonwealth”, che di fatto manda avanti una dittatura planetaria senza scrupoli.

Questo è, in poche righe, lo sfondo di gioco in cui siamo chiamati ad agire in Global Agenda. Dopo aver creato il personaggio bisogna fuggire da una zona controllata dai cattivi del gioco e arrivare a Dome City, vero e proprio punto di partenza per le nostre avventure.

La nostra fuga servirà da tutorial per apprendere tutti i comandi base, ed è giusto notare che la mappatura dei tasti è decisamente intuitiva e non fine a se stessa. Il primo impatto con il gioco, dunque, a prescindere dagli aspetti tecnici – di cui ci occuperemo di seguito – è decisamente positivo e le prime ore scorrono piacevolmente.

L’ Unreal Engine 3 regna nel presente e nel futuro

Tutto ciò che riguarda gli aspetti tecnici di Global Agenda è affidato all’ormai famoso Unreal Engine 3 che ha segnato il successo di alcuni dei migliori sparatutto (sia in prima che in terza persona) di questa generazione di videogiochi. Se ne deduce un alto livello di dettaglio, specie per quello che concerne i modelli dei personaggi, sia quelli secondari che quello sotto il nostro controllo.

Qualche perplessità viene suscitata dalla scelta di alcune texture delle locazioni che esploreremo, decisamente poco ispirate, che stonano con l’eccellenza generale. Alcune configurazioni datate potrebbero soffrire il massimo livello di impostazioni grafiche, ma basta scendere a qualche compromesso per poter godere del gioco di Hi-Rez Studios.

Bisogna segnalare anche un’intelligenza artificiale per niente competitiva, ma stiamo pur sempre parlando di un gioco che fa della cooperazione e la competizione online, tra giocatori in carne ed ossa, il suo punto di forza. Ordinaria amministrazione, invece, per quel che riguarda il comparto sonoro: non passerà alla storia come il più completo, immersivo e indimenticabile di sempre.

Stimolante in compagnia, da evitare in solitaria

I giochi online di massa più famosi sono soliti offrire, in egual misura due esperienze: la prima è definita “Player versus Environment” (o PvE) un’esperienza cooperativa convincente contro l’ambiente, i nemici gestiti dall’intelligenza artificiale e la storia di fondo; la seconda è definita “Player versus Player” (o PvP), un’esperienza votata alla formazione di gruppi (in gergo “gilde”) per la competizione massiva contro altri giocatori veri. Global Agenda tenta di offrire entrambe le tipologie di gioco ma non riesce ad esprimere la stessa qualità in entrambe.

Nella modalità PvE, alla lunga, le missioni tendono a diventare ripetitive oppure noiose e il gioco rischia di essere abbandonato per il poco interesse che suscita la storia principale. Tuttavia la situazione viene completamente ribaltata da una modalità PvP estremamente curata e garante di infinite ore di divertimento. Tutti i giocatori possono scegliere se creare una “Agenzia”, entrare a far parte di una esistente o vivere come libero mercenario alle dipendenze del miglior offerente.

Dove stanno le novità interessanti? Ebbene: le Agenzie, pur avendo come nemico comune il Commonwealth, dovranno darsi battaglia senza esclusioni di colpi per prendere il controllo delle poche risorse a disposizione. In una mappa divisa ad esagoni – che ricorda tanto i vecchi strategici SSI – si gestisce il movimento dei nostri soldati e si difende o conquista il settore di nostro interesse. Vi è anche la presenza di basi o avamposti, che rientrano sotto il controllo della propria fazione appena si conquistano sei esagoni adiacenti. Se c’è dunque una modalità estremamente coinvolgente e ben organizzata, quella è sicuramente la “PvP”.

I quattro cavalieri dell’Apocalisse? Quasi!

In fase di creazione del nostro personaggio, siamo posti di fronte a quattro alternative, tutte ben caratterizzate da punti di forza e punti deboli.

Il personaggio “Assault” è il classico carro armato tutto muscoli e poco cervello. E’ quello più pesantemente armato e non disdegna una poderosa ascia per le situazioni intricate.

Il “Medic”, come suggerisce il nome, è il personaggio dedicato alla cura degli alleati e all’avvelenamento degli avversari. Paga qualcosa rinunciando alle armi pesanti ma sopperisce alla mancanza con un insuperabile versatilità tattica.

Il “Recon” è l’esploratore del gruppo, non indossa corazze pesanti e preferisce passare inosservato. Ha innate abilità di sabotatore e un fido fucile di precisione per tenere tutte le minacce a debita distanza.

Il “Robotic”, infine, è l’esperto ingegnere, colui che si difende costruendo in pochi secondi delle formidabili torrette difensive, guida da posti sicuri i droni da combattimento, oppure erige strutture che potenziano le capacità degli alleati.

La scelta, insomma, è discretamente ampia e varia, e l’evoluzione dei personaggi non è univoca: ogni giocatore può attingere da quattro diversi alberi di abilità per la massima personalizzazione possibile. L’ultima chicca riguarda la presenza di un jetpack, in dotazione a tutti i personaggi di gioco, che spalanca le porte a nuove profondità ludiche che strizzano l’occhio ad un altro titolo fantascientifico: Dark Void.

Conclusioni

Per essere il primo esperimento di una software house esordiente, non può che considerarsi un clamoroso successo. Global Agenda sorprende su ogni fronte, a partire da quello grafico e per finire a quello giocoso. Ad un classico Mmorgp si unisce l’azione e l’esplosività di un ordinario sparatutto in terza persona.

La visuale à la Tomb Raider aiuta egregiamente ma non abbiamo approfondito troppo le meccaniche da sparatutto perché sono estremamente nella norma: si punta e si spara; si può cambiare arma o lanciare una granata: fine.

Se avessero dedicato ancora più attenzione al versante Tps, aggiungendo come ciliegina sulla torta un riconoscimento dei danni più raffinato (un colpo alla testa infligge lo stesso danno di un colpo alla gamba) forse avremmo parlato di un piccolo capolavoro. Tutto sommato, comunque, non possiamo chiedere troppo da questo gioco esente da canone mensile e venduto a prezzo stracciato.

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