Assassin’s Creed II

Dalla Terrasanta all’Italia, da un bellissimo gioco ad un capolavoro assoluto…

Il primo Assassin’s Creed, si sa, ha lasciato un enorme strascico di critiche negative per via della sua pochezza ludica, che faceva da contraltare ad un comparto tecnico d’avanguardia. Noi de La Decima Arte ci siamo già espressi in merito, promuovendo lo sforzo di Ubisoft quasi a pieni voti. Questo perché, con tutti i suoi difetti, il gioco è veramente ben fatto e ha poco da invidiare alla concorrenza: brilla di luce propria.

A distanza di due anni dal primo esperimento, Ubisoft rilascia Assassin’s Creed 2 e consegna alla storia uno dei più bei giochi mai realizzati a memoria di videogiocatore. Scopriamo insieme il perché.

Sono Ezio Auditore da Firenze…e sono un Assassino

Desmond Miles è ormai famoso per essere il “soggetto 17” rapito dalla corporazione Abtergo:una casa farmaceutica che in realtà è una potente multinazionale in mano ai Templari. Grazie a lui sono state fatte molte e preziose indagini sulla memoria genetica residua, specie riguardo al conflitto tra Assassini e Templari, al “Frutto dell’Eden” e ai poteri che racchiude. Gli Assassini, che Desmond ha conosciuto durante le lunghe sedute a contatto con la macchina avveniristica di nome “Animus” non sono più influenti come ai tempi della Terza Crociata, ma esistono ancora e lo aiutano a scappare dai freddi e terribili laboratori dei Templari.

E’ solo l’inizio di una nuova, avvincente, indagine che scaturisce sempre dalle sedute che Desmond esegue con la “macchina del tempo”. Questa volta, però, si abbandona la Terrasanta a favore dell’Italia di fine ‘400. A quanto pare l’eterna lotta tra Assassini e Templari si sposta nella regione vicina allo stato sovrano più potente d’Europa nel Rinascimento: il Vaticano.

Il protagonista suo malgrado, delle indagini perpetrate da Desmond e dagli Assassini, è un certo Ezio, figlio di Giovanni Auditore da Firenze. Senza troppo rivelare della trama ai pochi che non hanno ancora giocato Assassin’s Creed 2, basti sapere che Ezio sarà, analogamente ad Al-Taìr, un personaggio molto importante nello scacchiere storico del proprio tempo e nella lotta contro i Templari. Contrariamente ad Al-Taìr, però, Ezio non è un Assassino navigato, ma sarà costretto a diventarlo e ad apprenderne le letali tecniche.

Da Firenze alla Serenissima Repubblica di Venezia passando da altre parti

Lo sfondo storico e di gioco è quello dell’Italia centro-settentrionale. Siamo in pieno Rinascimento ed Ezio muove i suoi primi passi da Assassino nella sua città natale: Firenze, che grazie a personaggi di spicco come Leonardo da Vinci e Lorenzo de’ Medici può essere considerata tranquillamente uno dei più importanti centri culturali ed economici del mondo allora conosciuto. Non mancherà occasione di visitare Monteriggioni – luogo della dimora della famiglia di Ezio: Villa Auditore – e San Gimignano, la mitica cittadella che oggi è anche dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Le vicissitudini del novello Assassino lo porteranno fino ai calli della Serenissima Repubblica di Venezia, in una paludosa Forlì e, solo sul finire del gioco, si potrà godere di un piccolo scorcio di Roma. Quest’ultima è la città protagonista indiscussa di Assassin’s Creed Brotherood, che recensiremo in futuro.

Da Firenze a Roma, passando per le altre città, quello che lascia stupefatto chi gioca è l’elevatissimo livello di dettaglio, la ricostruzione urbanistica e la riproduzione digitale delle città medievali italiane. Incredibile e certosino sono gli unici due vocaboli che ci vengono in mente. Certo: le dimensioni dei monumenti e delle cattedrali sembrano leggermente diverse dalle controparti reali, infatti sembrano lievemente più piccole, come se fossero in scala. Tuttavia Ubisoft ha strappato applausi e riconoscimenti da molti esperti urbanisti e studiosi medievali, per la precisione e l’accuratezza storica.

L’Italia, insomma, con le sue città più rappresentative del Rinascimento europeo, è stata riprodotta fedelmente e con alta maestria. E’ un motivo d’orgoglio, ma anche la prova che con i tempi e le risorse giuste, uno studio di sviluppo serio può produrre qualcosa di culturalmente e artisticamente indiscutibile.

Dettaglio molto importante: non ci si annoia MAI

La vera e propria piaga che ha distinto il primo Assassin’s Creed è la cosiddetta “noia”, che prende il giocatore più impaziente e disinteressato dopo un paio d’ore di gioco. Al di là della trama estremamente interessante, dunque, molti hanno rinunciato a giocare a causa del pesante sbilanciamento che intercorre tra la bellezza visiva e quanto c’è da giocare. In Assassin’s Creed 2 tutte le critiche negative sono state raccolte ed è stato realizzato, semplicemente, il miglior gioco mai approdato sugli scaffali. Non ci si annoia mai e vi sono centinaia di cose da fare.

Andiamo con ordine e partiamo dalle poche conferme di gameplay: le scalate sui punti panoramici seguite agli spettacolari “salti della fede” per raggiungere in pochi istanti la base delle “torri” della città. Per il resto vi è solo aria di novità: armi e armature non vengono più ricevute di missione in missione, ma vanno acquistate e riparate presso i fabbri. Si può (e bisogna) strappare i manifesti che ritraggono il nostro volto incappucciato per non attirare troppo l’attenzione delle guardie, possiamo assassinare e/o corrompere i funzionari cittadini per il medesimo scopo. Possiamo acquistare opere d’arte, veleno per la lama celata, piombo per una pistola rudimentale, coltelli da lancio classici.

Anche Villa Auditore in quel di Monteriggioni, nonché la cittadella stessa, andranno restaurate e riportate all’antico splendore. Tutto questo si può fare grazie alle ricompense di fine missione, oppure attendendo gli introiti fiscali che arrivano nel forziere della famiglia Auditore dal momento in cui cominciamo i restauri.

Oltre alle azioni funzionali alla missione di Ezio, c’è anche la possibilità di visitare l’interno dei monumenti più rappresentativi di ogni città presente nel gioco, alla ricerca di manufatti che vanno riportati alla villa. Il ritrovamento di tutti i manufatti genera lo sblocco di un potente artefatto appartenuto allo stesso Al-Taìr: un’armatura forgiata dal Frutto dell’Eden.

Infine, ovviamente, vi sono le missioni. Vi sono quelle di secondaria importanza, che servono ad approfondire le indagini, ad aiutare i nostri alleati e a rimpinguare le nostre tasche. Poi vi sono gli incarichi principali, quelli che portano all’uccisione di una delle più importante personalità del Rinascimento italiano: dalla famiglia dei Pazzi a Cesare Borgia, molti passeranno dalle lame celate di Ezio Auditore.

Il miglior gioco d’azione-avventura degli ultimi anni

Poche storie: Assassin’s Creed 2 prende quando di buono offriva il predecessore, cioè il comparto tecnico d’avanguardia, migliora unicamente là dove mostrava il fianco alle critiche, ovvero la varietà di situazioni giocabili, e racchiude il tutto in una cornice storica di altissimo livello. Sembra strano a dirsi, ma l’unico difetto che ci viene in mente è che a qualcuno può non piacere il genere. Per tutto il resto, la fatica griffata Ubisoft è a tutti gli effetti un capolavoro assoluto, una summa videoludica, un monumentale affresco rinascimentale italiano unito ad una trama degna dei migliori thriller in salsa storico-religioca (qualcuno ha detto Dan Brown?).

Realizzato a regola d’arte, divertentissimo, esente da macroscopici difetti di programmazione e, soprattutto, vario e coinvolgente come pochi nel suo genere. Assassin’s Creed 2 è un gioco che rasenta la perfezione e lo consigliamo a tutti coloro che cercano l’arte nei videgiochi, una trama degna di un film o un ottimo romanzo, un’esperienza culturale e formativa non indifferente.

Un pensiero riguardo “Assassin’s Creed II

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