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Magicka: Vietnam

 

 

E’ bello (ri)sentire l’odore di napalm al mattino…!

Il 25 gennaio 2011 gli sforzi di Arrowhead Studios e la fiducia di un publisher rispettabile come Paradox Interactive, hanno consegnato alla storia del nostro mezzo di divertimento preferito quella piccola perla conosciuta come Magicka. Stiamo parlando di un gioco che a prima vista appare come un clone di Diablo e si presenta come la parodia più comica e raffinata che si possa giocare con la classica ma sempre convincente visuale isometrica dall’alto. A un paio di mesi di distanza, senza tradire lo spirito parodistico che lo distingue, Magicka propone un succoso Dlc a prezzo basso per la gioia di tutti gli appassionati: Magicka Vietnam, per prendere in giro il quasi omonimo Battlefield un po’ tutto il genere di sparatutto in prima persona a sfondo bellico.

Un po’ Diablo, un po’ Cannon Fodder ma tanto Magicka

 

A dispetto del celebre hack’n’ slash di Blizzard (Diablo, ndr) Magicka non concede punti esperienza, passaggi di livello e potenziamenti graduali per flagellare i nemici che ci corrono incontro. Un po’ come accadeva tanti anni fa, su Amiga, giocando Cannon Fodder, al giocatore spetta il non semplice compito di farsi strada tra livelli, nemici e boss senza farsi ammazzare.

Nel gioco di Arrowhead Studios bisogna sfruttare sempre meglio il comodo sistema di evocazione magica, affidato alla parte sinistra della tastiera. Inevitabilmente, come ogni buon mago che si rispetti, preferiremo un tipo di incantesimi piuttosto che un’altro, per esempio magie della sfera elementale dell’acqua invece che del fuoco o viceversa. Per aver ragione di nemici più coriacei o semplicemente più resistenti a certi elementi – sempre da bravi maghi quali dovremmo essere – bisogna attingere da magie meno basilari o di elementi naturali diversi per neutralizzare le minacce più serie.

Pochi spiccioli per tantissima qualità

 

In Magicka Vietnam, al costo di pochi euro, il gioco base verrà arricchito dalla presenza di due modalità di gioco inedite, entrambe ambientate – come il titolo indica – in Vietnam, precisamente negli anni ’70: un triste periodo per l’America e per il mondo intero, ricordato, criticato o celebrato da libri, lungometraggi e ormai, immancabilmente, da alcuni videogiochi. Ovviamente in Magicka Vietnam non troviamo tragicità, pathos, sofferenza o messaggi pacifisti ma più semplicemente un pretesto per catapultare il mago sotto il nostro controllo in una giungla da mettere a ferro e fuoco con una vasta gamma di armi che spaziano dal classico mitragliatore M60 ad un bazooka d’altri tempi.

La popolazione “indigena” è costituita da Viet-Goblin, Viet-Troll e tutta una serie di creature fantastico-mitologiche equipaggiate di fucili Kalashnikov, da cecchino, mitragliatrici, elmetti da guerra asiatici e corpetti anti-proiettili. Come si può facilmente intuire, a differenza del gioco base, in cui potevamo imbracciare il fucile M60 e aver ragione di quegli stolti pelle-verde armati di spade e forconi senza timore, qui il nemico è a dir poco soverchiante di numero e, soprattutto, armato fino ai denti, pronto a crivellarci con ogni genere di pallottola, razzo o granata. Va da sé che la giocabilità subisce un drastico cambio di direzione e lanciarsi a testa bassa in mezzo ad un inferno di proiettili sarà la via più veloce per arrivare al game over.

Qui bisogna adottare una tattica “mordi e fuggi” e soprattutto studiare bene la posizione degli avversari, valutare la distruzione di una caserma di “respawn” piuttosto che una carneficina, studiare se sia meglio evocare magiche rune-trappola per sorprendere una pattuglia o invocare l’aiuto di un inedito bombardamento al napalm per far piazza pulita.

Solo due missioni, peccato

 

Chi si aspettava un Dlc pieno di missioni da fare, oggetti, armature, armi e chissà cos’altro può frenare immediatamente l’entusiasmo: Magicka Vietnam consiste nell’aggiunta, tra le modalità di gioco, di due mappe di diversa estensione. La prima è un semplice survival in cui siamo posti al centro di una piccola mappa e dobbiamo sopravvivere a ondate di nemici sempre più numerosi, agguerriti e soprattutto armati fino ai denti.

Chi ha giocato alla modalità “Last Stand” di Dawn of War 2, che citiamo a titolo d’esempio, ma è solo uno dei tanti, si farà immediatamente un’idea del tipo di gioco da affrontare. L’unica motivazione che ci farà riprendere questa mappa è quella di unire le nostre forze con i nostri amici (fino a quattro giocatori collegati in rete, via Steam) per scalare la classifica mondiale di punteggio massimo. La seconda modalità di gioco è, a nostro parere, il vero fulcro di questa piccola espansione: ci riferiamo alla vera e propria missione giocabile di Magicka Vietnam, in cui l’incarico principale è quello di recupeare dei prigionieri di guerra, ma di fatto ci sono così tante cose da fare in aggiunta, così tanto da esplorare e – soprattutto – così tanta carne da macello che gli ostaggi saranno il nostro ultimo pensiero.

Tutto quello che abbiamo riassunto più sopra, in termini di novità di gameplay e profondità tattica aggiunta, si risolve proprio in questa missione giocabile che, vogliamo ribadirlo, è lunga, articolata e soprattutto estremamente difficile, specie in solitaria. Di pane duro per giocatori tosti ce n’è a sufficienza. Altro dettaglio da non tralasciare è che per portare a termine la missione abbiamo un solo tentativo: se restiamo uccisi in combattimento prima di finire il nostro compito principale veniamo impietosamente accolto dalla schermata di missione fallita e dobbiamo ricominciare tutto dall’inizio.

E’ un ottimo modo per garantire il giusto grado di sfida, per aumentare la tensione del nostro compito, per incrementare il realismo dell’offerta (in una vera guerra non abbiamo vite extra o checkpoint, ndr) e per portare le velleità tattiche al massimo grado che Magicka può offrire, noi la stimiamo come una scelta di gameplay assolutamente azzeccata.

In definitiva…

 

Magicka Vietnam è un Dlc che costa cinque euro, aggiunge due modalità di gioco a quelle classiche e non è un campione di longevità o quantità di contenuti. A parte questo stiamo parlando di un’espansione di gioco assolutamente divertente, ben fatta come ce ne sono poche al mondo, dedita all’humor “parodistico” che vuol prendege in giro le produzioni più seriose (Diablo prima, Battlefield adesso). Graficamente parlando non ci sono differenze macroscopiche dal gioco base, ovviamente cambiano l’ambientazione, i nemici, le armi a disposizione e in generale tra bombardamenti al napalm, granate e barilotti esplosivi gli effetti “infuocati” si sprecano e sono ben fatti.

Tutto questo ridefinisce il gameplay e le tattiche di combattimento in quanto le armi da mischia sono praticamente sparite. Il sonoro è affidato, negli effetti, al sempre valido motore del gioco originale: molto convicenti ci sono sembrati gli effetti delle esplosioni, delle armi da fuoco e dei proiettili che sibilano; la parte musicale è affidata a grandi classici pop e rock degli anni ’70 e garantisce il giusto accompagnamento alle sessioni di gioco. Visivamente parlando ci attestiamo su livelli di assoluta eccellenza e anche a livelli di dettaglio bassi, giocando in “modalità finestra” il gioco resta incredibilmente piacevole alla vista e non abbiamo mai risconstrato difetti di programmazione.

Se c’è un Dlc che consiglieremmo ad occhi chiusi, di certo sarebbe Magicka Vietnam.

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