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Cosa aspettarsi dall’E3 2018

Se molti di noi, in base alle pubblicazioni degli ultimi 12 mesi nel mondo dei videogiochi, avessero avuto l’ardire di affermare che è stato un anno epocale (e ne abbiamo tutti i motivi), quest’anno riguardo al prossimo, o meglio, tra un anno di questi tempi cosa potremmo dire? Parliamo di fumo, chiaramente, perché tra l’annunciare un titolo in pompa magna e convincere le masse che sia un buon titolo passa un oceano di variabili (vero, No Man’s Sky?). Ma fermiamoci un attimo a pensare cosa ci attende il prossimo mese, all’E3 di Los Angeles.

Nintendo è pronta a consacrare Switch come indiscussa regina dell’intrattenimento eterodosso. Non tanto per la mole di remaster e porting in arrivo, ma per le grandi esclusive che possano affiancare The Legend of Zelda: Breath of the Wild alla lista delle killer application (Pokémon e Smash Bros. soprattutto).

Super Smash Bros ha tenuto in piedi Wii U praticamente da solo. Su Switch sarà la terza killer application di fianco a Breath of the Wild e un probabilissimo Pokémon

Microsoft, eterna inseguitrice dall’alba del 2013, da quando si è fatta nuocere da tutti. Soprattutto da coloro che non hanno mai intuito che stava solo seguendo la scia del colosso Valve, questo perché – sempre Microsoft – non è stata capace, per oltre un anno, di saper comunicare la bontà dei suoi servizi. Nel 2018 si gioca praticamente il tutto e per tutto nel suo suolo natio, gli Stati Uniti d’America. Ha dalla sua un paio di assi che nessuno, in Italia, tranne Ualone di Ign di tanto in tanto, ricorda: prima di tutto la Xbox One S è migliore di PlayStation 4 Slim. Fine della storia. Secondo punto, ma non meno importante, alla faccia di PlayStation 4 Pro, Microsoft Xbox One X si è ripresa lo scettro di console più potente della generazione, che aveva perso in quella passata, dimostrando comunque un’ottima gestione delle proprie potenzialità.

Microsoft avrebbe, dunque, le macchine migliori ma non le killer application. Tra squadre di sviluppo mobilitate per sfornare esclusive di rilievo, davvero pochi compromessi a cui scendere sul fronte hardware e veramente poco da perdere visto che il mondo si è schierato contro di lei, secondo me potremmo assistere ad una delle più belle conferenze di Microsoft, condite da videogiochi veri, autentici, in dirittura di arrivo e pronti a rimpolpare la softeca della grande X con interessantissime esclusive. Queste, a quanto pare, servono nonostante i campioni di vendite siano giochi Ea, Ubisoft e Activision: tutti multipiattaforma. Altro dettaglio che molti non contano è che quando Microsoft indica la data d’uscita è veramente quella giusta. Sony, invece, ci “abitua” a continui slittamenti, come fanno le terze parti.

La Microsoft ha il miglior hardware ma nessuna killer application

E infine c’è Sony, che l’anno scorso si è limitata a controllare il distacco dagli avversari senza roboanti annunci. Quest’anno, però, ci si aspettano delle autentiche bombe atomiche. Riguardo al 2018 tutti aspettano la data definitiva di Kingdom Hearts 3, gioco Square Enix (quindi NON più esclusivo PS4 se non in forma temporanea) che fu una delle esclusive di punta della PS2, ha saltato a piè pari la generazione PS3 e si appresta a mettere la chiosa finale dopo 12 anni dal secondo capitolo ufficiale. Si, ok, c’è stato il “final chapter prologue” ma…ok meglio chiudere qui.

Attendono una data certa (o quasi) gli estimatori di The Last of Us 2 e Days Gone. Di Spider-Man sappiamo già (ma non è uno studio interno a Sony a lavorarci). E tutti gli altri titoli? Fermatevi a pensare. Si, PENSATE: sono TUTTI multipiattaforma. I giochi From Software, Take 2, Ea, Ubisoft, Activision non sono esclusivi PS4. Molti lettori de La Decima Arte lo sanno bene ma lì fuori ci sono negozianti, sedicenti esperti, youtubers e sedicenti appassionati che pensano che il loro mondo finisca intorno alla propria PS4 o al loro PC. Oppure che sia ancora tutto come nel 2005, quando Capcom, Square Enix e Activision snobbavano Xbox e Gamecube perché la base installata di PS2 era nettamente dominante. I tempi sono cambiati e sono cambiati tantissimo anche quelli che giocano.

Il 2018 di PS4 è partito con il botto ma per il futuro solo tanto fumo e poche date certe

Sono proprio quelli che giocano, quelli che alla fine vinceranno. Noi videogiocatori, perché le major dell’industria stanno davvero facendo di tutto per alzare un’asticella della qualità che (secondo il mio modestissimo parere) a lungo è rimasta bassa e, solo di recente, qualche raro acuto riesce a smuovere.

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