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Call of Duty: Infinite Warfare

Ho da poco portato a termine la campagna solitaria di Call of Duty: Infinite Warfare con quasi due anni di ritardo. Non ne ho vergogna, anzi, sono contento di aver recuperato questo titolo in un periodo – per me – relativamente tranquillo e soprattutto lontano dal tam-tam di quel pubblico che non riesce a fare altro che screditare il lavoro altrui al momento della sua uscita. Qui scriverò, dunque, della campagna del giocatore singolo, non del gioco nel suo complesso. La modalità multiplayer l’ho soltanto sfiorata, in locale, a casa di amici e quindi non ne parlerò nemmeno.

Pubblicato alla fine del 2016 da Activision, al fianco di un Battlefield 1 che (probabilmente sul versante online) ha convinto molto di più, Call of Duty: Infinite Warfare è una piccola perla sottovalutata, evitata da tutti solo perché all’E3 di Los Angeles e alle fiere di settore di quell’anno hanno mostrato quello che di Call of Duty era il meno: le battaglie nello spazio, fuori o dentro un aereo-astronave. L’idea che tutti ci siamo fatti non poteva essere peggiore e includo pure me stesso, tra quelli che avevano storto il naso.

Partiamo subito dallo sconfessare tutte le malelingue: le fasi nello spazio, senza velivolo, sono brevissime, una manciata di minuti, come se fossimo dei futuristici sommozzatori e dovessimo “nuotare” per infiltrarci in navi (si, ovvio, astronavi in questo caso). Le fasi a bordo dei caccia Jackal sono semplici, pirotecniche, divertenti e richiedono una minima dose di accortezza per evitare di soccombere sotto i missili nemici e di surriscaldare le proprie armi.

Detto ciò, graficamente parlando siamo di fronte ad uno dei migliori lavori di Infinity Ward per Call of Duty. Sono massimamente onesto: visivamente World War 2 mi ha impressionato di più e in una probabile recensione di quello, spiegherò il perché. Ma questo non toglie che se contestualizzassimo il tutto al 2016, ci troveremmo di fronte ad un lavoro semplicemente da applaudire.

Pollici in su per la colonna sonora, una delle più belle di sempre e sicuramente una di quelle tracce farà capolino nella rubrica Original Soundtracks di queste pagine. Devo solo capire quale scegliere, perché non è facile.

Joypad alla mano parliamo di un classico sparatutto in prima persona, con armi futuristiche ma non esagerate. Anche il jetpack è assolutamente ridimensionato, ben lontano dal (per me!) terribile bisogno di dare fondo ai propulsori come avveniva in Advanced Warfare e Black Ops III.

Call of Duty: Infinite Warfare è stato ingiustamente sottovalutato da critica e pubblico. Chi gioca la campagna non può che apprezzare, specialmente se vi piace un contesto fantascientifico, unito a dei ritmi incalzanti che non sfigurerebbero nemmeno in un serial tv.

Alcuni momenti della campagna sono davvero impressionati e drammatici, resi ancor migliori da un gruppo di personaggi che gravitano intorno al protagonista, che sono davvero ben fatti e ci si affeziona tantissimo a loro. Call of Duty: Infinity Warfare è uno dei più soddisfacenti, impressionanti e memorabili Call of Duty di sempre.

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