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Vesper

Prendi il meglio di Another World e Flashback. Aggiungi le parti migliori di Heart of Darkness e Oddworld: Abe’s Odyssey. Amalgama sapientemente con una presentazione grafica impareggiabile e unisci il tutto ad una profondità narrativa più unica che rara. Vesper è servito. E’ il platform cinematografico, con elementi puzzle e stealth, dello studio di sviluppo Cordens Interactive. Parliamo di una squadra tutta italiana, tutta composta da sviluppatori al di sotto dei trent’anni d’età, che sotto etichetta Deck 13 ha pubblicato su Steam e GOG.

Dai diamanti non nasce niente

Nel corso degli ultimi 18 mesi, i problemi legati alla situazione pandemica hanno colpito tutto il mondo e tutti i settori lavorativi, non solo quello del videogioco. Nostro malgrado ci troviamo a vivere una svolta storica anche nel nostro passatempo preferito. Cambiamenti ed evoluzioni inevitabili hanno ricevuto una spinta non indifferente, talvolta per (de)merito del modo di lavorare, ormai rivoluzionato per sempre. Talvolta per merito di social network sempre più imperiosi, divisivi ma anche provvidenziali.

Nonostante molti lamentino di una sostanziale inerzia, a me il mondo del videogioco risulta sempre più turbinante, veloce, entropico, apatico e amnesico. E’ anche avvolto da esalazioni nocive e tossiche, provocate da un pubblico sempre più analfabetizzato e diseducato da una stampa di settore, eufemisticamente, incapace di fare cultura.

In un momento storico così delicato, in un ambiente così maleodorante, tuttavia, arriva Vesper. Aveva ragione Fabrizio De Andrè: “dai diamanti non nasce niente”, e Cyberpunk docet in questo caso. “Dal letame nascono i fiori” ed è proprio dal letamaio che è diventato gran parte del mondo del videogioco, in concerto con i sedicenti esperti di settore, arriva Vesper. Quel fiore di bellezza più unica che rara, che mi fa ricordare la magia, il fascino, la bellezza, la passione e la semplicità tipica degli anni ‘90. Quella che ho visto in due tra i più cari videogiochi che porto dentro di me: Flashback e Another World di Delphine Software, già citati in apertura.

Non chiamatelo metroidvania

Vesper si presenta come un platform cinematografico. Questo lo distanzia nettamente dal marasma di sedicenti o presunti “Metroidvania”, e da tutti quei giochi che a quel macro-genere ammiccano senza nasconderlo. Dimenticatevi Ori and the Blind Forest, oppure Dead Cells. Qui siamo più dalle parti di Limbo e Inside di Playdead, le stesse parti di Little Nightmares e A Tale of Paper. Le medesime sponde su cui riposa Trine con i suoi sequel.

Precisato questo, occorre anche fare notare che la componente stealth è presente ma non è superiore a quella dei puzzle ambientali. Non manca una piccola percentuale d’esplorazione, nonostante l’assoluta distanza dal dedalo tipico di chi ammicca a Metroid e Castlevania. L’esplorazione non è neanche fine a se stessa, dal momento che può influire sull’epilogo di una trama che non mi va neanche di accennare (per lasciarti il piacere di scoprirla da solo).

Qui voglio solo dire che si parla di un protocollo “Vesper”, il cui esito dipende solo da Seven: un androide tanto fragile quanto coraggioso, che deve farsi strada fra pericoli ambientali e cibernetici, per arrivare al compimento della sua missione.

Una gioia per gli occhi

Di videogiochi, davanti ai miei occhi, ne sono passati tantissimi. Purtroppo devo ammettere che videogioco da più di trent’anni e i titoli, che mi hanno lasciato a bocca aperta e con il fiato sospeso dall’inizio alla fine, sono pochi. Vesper è uno di questi.

Visivamente è una gioia per gli occhi. Mi appare netto il distacco dal pur celebre (e sempre bellissimo da vedere) Ori and the Blind Forest o sequel. Saranno i colori più saturi, sarà la cura per i dettagli che ho notato più qui che lì, sarà per merito di una struttura di gioco più ragionata e meno “stressante” di quella di Moon Studios. Ma se mi chiedeste di scegliere il migliore videogioco platform, a vedersi, premierei Vesper senza esitare.
Sonoramente parlando, il gioco di Cordens Interactive non mi ha lasciato deluso né insoddisfatto. L’alternarsi di fasi di assoluto silenzio, interrotto solo dagli effetti sonori saggiamente implementati, a momenti di accompagnamento musicale assolutamente azzeccato, non hanno deluso neanche una volta.

Vesper è bello da giocare, soddisfacente. Sotto la scorza cinematografica, sotto la bella storia tutta da scoprire, pulsa il cuore di un puzzle game. Bisogna fare i conti con il “trial & error” tipico del suo genere. Sbagliare è inevitabile, perché occorre prendere confidenza con tempismo, ambientazione, ordine di esecuzione di precise azioni. E dai propri errori si impara. Basta un po’ di logica, ma una volta compreso come superare l’ostacolo, proseguire diventa una sfida alla portata di tutti.

Una lettera d’amore a Paul Cuisset ed Eric Chahi

Vesper è un platform cinematografico con elementi puzzle che fa dell’impatto artistico il suo primo punto di forza. Ma sarebbe un gravissimo errore pensare che dietro alle ineccepibili schermate da immortalare ci sia poco altro. Le immagini, infatti, non rendono giustizia al gioco in movimento, che è animato splendidamente. Non possono far apprezzare la cura per i dettagli: gli steli d’erba scossi dal vento, le foglie spazzate via, le scintille scaturite da punti elettrici danneggiati, la luce pulsante, quasi viva, che troviamo nel corso del gioco.
Le immagini non possono neanche fare sentire il sapiente uso del sonoro, che accompagna senza strafare, alternando fasi di silenzio musicale ad accompagnamenti semplicemente azzeccati. Quando tutto si fa silenzioso, quando si sentono solo i passi del nostro alter-ego, sembra che tutto trattenga il fiato per cascarci addosso: la sensazione è semplicemente unica.

Per tutto il corso dell’avventura, mi è sembrato di rivivere i fasti di Another World e Flashback. Mi sono ritrovato a pensare che, se questo gioco fosse stato sviluppato da Erich Chahi e Paul Cuisset, avrebbe ricevuto una copertura mediatica superiore. Vesper è sviluppato da Cordens Interactive, uno studio di sviluppatori tutto italiano che, evidentemente, ai lavori migliori di Delphine Software si è ispirato grandemente. Al fianco di questi, impossibile non affiancare Oddworld: Abe’s Oddysee, di Oddworld Inhabitants tra le ispirazioni, per motivi tanto di gameplay quanto narrativi.

Per essere la prima fatica di questi ragazzi, tutti al di sotto dei 30 anni di età e mossi da una passione ed una bravura eccezionali, non mi resta che promuovere a pieni voti Vesper. Se amaste i platform cinematografici, gli elementi puzzle e i giochi che entrano nella mente e non vengono più dimenticati, avrete trovato la vostra isola felice. Se non amaste il genere, Vesper potrebbe essere il gioco perfetto per introdurvi nel mondo dei platform cinematografici.

Era dai tempi di Flashback che non rimanevo affascinato oltremisura e totalmente soddisfatto da qualsiasi aspetto di un videogioco del genere. Per questo mi sento di affermare che giochi come questo se ne vedono uno ogni 30 anni, ad essere ottimisti. La strada per la fine dell’anno è ancora lunga, ma sono abbastanza sicuro di avere appena giocato uno dei migliori videogiochi del 2021, se non il migliore.

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