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The Falconeer

Può, un solo uomo, realizzare un videogioco che farebbe invidia ad un intero studio? La risposta è The Falcooneer di Tomas Sala. Veterano dell’industria, che metto al pari di Eric Chahi, Unfold Games che realizzò Darq e pochissimi altri.

Questo interessantissimo sparatutto arcade, che mette nei panni di un “pilota di falchi” e impiatta una memorabile avventura ricca d’azione ed esplorazione, torna a far parlare di sé dopo l’originale pubblicazione del 10 novembre 2020. Il motivo? Il 5 agosto 2021 arriva una nuova, ricca, espansione chiamata Edge of the World. Inoltre, il gioco approda su lidi PlayStation e Switch dopo un periodo di esclusività temporale che lo vincolava solo a Xbox e PC.

Il mondo dei Falconieri

The Falconeer mi ha affascinato fin dal suo annuncio. Tuttavia non ho potuto curarne la recensione a suo tempo, perché avevo altre recensioni da curare. Dopo averlo giocato, posso confermare che mi ricorda (a suo modo) i fasti di Panzer Dragoon, ma anche quelli di Ace Combat. Graficamente, la mente non può richiamare gli splendidi scorci pirateschi di Sea of Thieves.

L’ambientazione di The Falconeer mi ricorda moltissimo anche il lungometraggio di Waterworld, con Kevin Costner, che mette in scena un mondo dove le acque ricoprono quasi la totalità della superficie. Noi giocatori siamo chiamati ad impersonare uno dei pochi cavalieri di giganteschi falchi. Sul dorso di questi, oltre alla sella, trova posto un’arma con la quale abbattere i nemici della nostra causa.

Oltre ai Falconieri, il mondo di gioco pulsa di vita marinara: mercanti, marina militare e pirati solcano i mari. Gli equivalenti dei cieli pilotano delle aero-navi. In tutto ciò, il mondo è pieno di rovine lasciate dall’uomo o formazioni naturali. Immancabili grandi e mitiche creature, come i kraken.

Piacevole da giocare e interessante da scoprire

Il sistema di controllo di The Falconeer è semplice ed intuitivo. Ma a tanta facilità di apprendimento non corrisponde semplicità per diventare un asso Falconiere. Per quello occorre fare un po’ di esperienza. A proposito di esperienza, il gioco prevede che più si utilizza la stessa classe e lo stesso volatile da guerra, più si acquisiscono punti esperienza per migliorare le abilità di combattimento (e sbloccare potenziamenti o falchi più potenti).

Inoltre, tra una missione e l’altra, è possibile comprare armi migliori e oggetti che migliorano la nostra qualità della vita sul dorso del falco. Oppure migliorano l’efficacia del falco stesso.

La storia lascia intuire fin da subito una cura per i particolari e per il background narrativo, che non ha molti eguali. Il mondo dei Falconieri è organizzato in clan, gilde, fazioni e un delicato equilibrio di alleanze. Una missione dopo l’altra, diventeremo protagonisti di una storia che a me è risulta memorabile.

Piccolo grande capolavoro di Tomas Sala

The Falconeer è tecnicamente inappuntabile, solido, non soffre di bug che compromettono l’esperienza. E’ facile da apprendere, difficile da padroneggiare, fluido, colorato sapientemente e animato ancor meglio.

Tutto viene accompagnato da effetti sonori e musiche d’atmosfera, che restituiscono il giusto feedback a tutta l’avventura. La progressione narrativa si accompagna a quella del nostro alter-ego: un Falconiere che, missione dopo missione, si ritrova dentro un intrigo degno di un bel libro o di un film.

The Falconeer è il classico videogioco che nessuno considera per un acquisto immediato, ma che poi si rivela un’esperienza più unica che rara. E per moltissimi aspetti insuperabile da tanti esponenti del suo sotto-genere.

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