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Lords of the Fallen

Lords of the Fallen è un videogioco di ruolo d’azione in terza persona, sviluppato da Deck 13 ed è la prima loro fatica nel sotto-genere soulslike. È arrivato su PC, PlayStation 4 e Xbox One il 28 ottobre 2014. Ha recentemente ricevuto un aggiornamento su sistemi Xbox, per cui giocandolo via Xbox Series si può godere dell’Fps Boost e giocarci alla massima fluidità.

La recensione che stai per leggere arriva con 8 anni di ritardo in quanto sono riuscito a completare il gioco con tutti i crismi solo di recente. All’epoca l’ho provato per una quarantina d’ore, esplorandolo e ricominciandolo più volte per poter parlare di ogni aspetto, ma avevo mai raggiunto i titoli di coda.

Fedeltà ai classici

Lords of the Fallen, a primo impatto, ricorda moltissimo Demon’s Souls, Dark Souls (che lo hanno preceduto) il coetaneo Dark Souls 2. Il sistema di controllo è quasi mutuato dai lavori di From Software, tuttavia gli sviluppatori europei hanno provato a dire la loro su un paio d’aspetti che – secondo me – non sono trascurabili.

Uno dei primi aspetti che mi ha colpito è la gestione degli incantesimi, semplificata ma non banalizzata. Gli incantesimi sono pochi, tutti utili e si adattano allo stile di gioco di ciascun giocatore: difensivo, offensivo, potenziamento e “controllo folla”.

Inoltre ho notato un numero di caratteristiche del personaggio essenziale. Non sono troppe né troppo poche e permettono di far scalare il personaggio secondo le nostre esigenze.

Non solo pianto e stridore di denti

Lords of the Fallen riesce dove i titoli di From Software falliscono, secondo me, clamorosamente. Il titolo di Deck 13 riesce a coinvolgere e lo fa con un’ambientazione coerente, narrata, popolata da personaggi ben studiati.

Penso che buona parte del successo dei “Souls” sia dovuto alla sostanziale “aura mediocritas” che pervade l’avatar del giocatore. La tensione perenne di non essere all’altezza e di essere spazzato via ad ogni piè sospinto. Si instaura così una sorta di rapporto sadomaso tra sviluppatore e giocatore.

In Lords of the Fallen, invece, il giocatore viene sempre ricompensato. Il sistema di loot premia l’esporazione, l’abbattimento dei boss, il superamento di quest. Questo mi ha spinto ad affrontare sfide sempre all’altezza e non ho mai avvertito sbilanciamento, scorrettezza e bisogno di farmare ossessivamente per avere capacità dignitose per abbattere un boss.

Questi ultimi, similmente a quelli di Dark Souls e soci, sono potenti ma prevedibili. Basta apprenderne il pattern d’attacco per avere la meglio. Con un po’ di pazienza si riesce a superare anche quello apparentemente più ostico.

Particolare e sfaccettato

Lords of the Fallen propone un’ambientazione medievale, fantasy, gotica, mitteleuropea di prim’ordine. Non spaziamo fra sfondi desertici, esotici e bucolici. Non ci avventuriamo tra foreste di conifere. Tuttavia non mancano lande innevate, dungeons, fortezze e caverne.

Armi e armature non mancano. Così come non mancano le rune che servono a potenziare gli equipaggiamenti. Possiamo scegliere se indossare un set di armature completo e godere di forti bonus di specializzazione (esempio: difesa fisica molto alta) oppure mischiare i pezzi di armatura per raggiungere un equilibrio tra peso ed efficienza.

Insomma: Lords of the Fallen è un bel vedere e un bel giocare. È anche un bel sentire, dal momento che la colonna sonora è di sicuro impatto. Dulcis in fundo, non mancano dialoghi che sviluppano la trama, innescano bivi narrativi e portano a finali multipli.

Non sarà all’altezza del successo dei Souls ma Lords of the Fallen, come The Surge, riesce nella missione di ogni videogioco che si rispetti: divertire dall’inizio alla fine.

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