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I giocatori PC dovrebbero comprare una PS5

Anno nuovo, nuove energie e nuovi editoriali di pancia da scrivere per il piacere di chi mi legge. Devo solo comprendere chi trova piacevole la lettura di certi sproloqui ma ce la farò. Come primo argomento del 2023, fisso su queste pagine le mie considerazioni su una dichiarazione arrivata da Naoki Yoshida: creatore di videogiochi e game director alle dipendenze di Square Enix.

Un Game Director con le palle draconiche

Naoki Yoshida, in arte Yoshi-P, nasce 50 anni fa in Giappone e passa alla storia come il direttore responsabile della creazione e rinascita di certe produzioni. Senza troppo annoiarti con i dettagli, qui basta sapere che dal 2004 è entrato in pianta stabile nello scacchiere di Square Enix.

Fra i tanti contributi dati alla serie Dragon Quest, spicca soprattutto la capacità di aver dato una nuova vita a Final Fantasy XIV. “A Realm Reborn”, di fatto, non è solo il nome di un’espansione del famoso videogioco di ruolo online multigiocatore di massa (Mmorpg) ma un autentico dato di fatto.

Per merito di questo, a Yoshida è stato affidato il compito di traghettare Final Fantasy XIV tra l’ottava e la nona (nonché attuale) generazione di videogiochi. Il compito è stato fatto talmente bene che ad un certo punto non c’era più spazio per nuovi giocatori, sui server del “principe di tutti gli Mmorpg di ultima generazione”.

Produttore di un videogioco single-player

I meriti creativi e commerciali che stanno dietro al lavoro di Naoki Yoshida lo hanno portato a rivestire il ruolo di produttore del prossimo Final Fantasy XVI, attualmente in via di sviluppo mentre leggi queste righe.

Final Fantasy XVI è un videogioco di ruolo d’azione per giocatore singolo. Al fianco di Yoshida c’è un team di tutto rispetto, guidato da:

  • Hiroshi Takai e Kazutoyo Maehiro come direttori dei lavori
  • Hiroshi Minagawa (Vagrant Story, Tactics Ogre) come direttore artistico
  • Masayoshi Soken (Final Fantasy XIV, Drakengard) come compositore

Final Fantasy XVI dovrebbe arrivare sugli scaffali fisici e digitali il 22 giugno 2023, ad esclusivo appannaggio dell’utenza che possiede una PlayStation 5. Questo non sarebbe un problema, se fossimo nel 1998 e non ci fosse una costante che si chiama “tempo”. Una cosa, un concetto, che cambia ineluttabilmente il modo di vivere e di intendere qualunque cosa.

Ritorno al Futuro giapponese

Final Fantasy XVI è stato da sempre etichettato come console exclusive fin dal suo annuncio. Significa che un videogiocatore, per poterlo giocare, può farlo esclusivamente sulla console prevista: in questo caso PlayStation 5.

Da qualche lustro, però, console exclusive indica (saggiamente) la possibilità di godersi questo genere di “esclusive” su una piattaforma che – di fatto – non è una console di gioco: il computer.

È risaputo, infatti, che le console exclusive approdino anche sugli store digitali quali Steam ed Epic Games Store su Windows, per la maggioranza dei casi. Un paio di esempi fra tanti: Final Fantasy VII Remake e High on Life.

Vien da sé pensare che Final Fantasy XVI, per definizione, arrivi sia su PlayStation 5 che su PC. Può anche accadere (come già successo in passato) che l’arrivo su PC arrivi a qualche mese/anno di distanza, definendo ulteriormente la “fluidità” del concetto di esclusiva, che sulle prime può comportarsi come “totale”. Nulla di strano e niente di illecito.

Ma torniamo alla console exclusive. Il signor Yoshida, con una dichiarazione che profuma di 1998 da ogni lato io possa guardarla, ha dichiarato:

Nobody said a word about a PC version releasing. Why is it like a PC version is releasing 6 months later? Don’t worry about that, buy a PS5! (laughs) Sorry, I went overboard. We did our best so please look forward to it

Che tradotto suona così:

Nessuno ha detto una parola sul rilascio di una versione per PC. Perché parlate come come se una versione per PC venisse rilasciata 6 mesi dopo? Non preoccupatevi, comprate una PS5! (ride) Scusate, ho esagerato. Abbiamo fatto del nostro meglio, quindi non vediamo l’ora (che il gioco arrivi al pubblico).

Mi unisco al coro di chi ha fatto gentilmente notare che quel nessuno è stata proprio Sony, scrivendo in sede di annuncio due cose. La prima è console exclusive. La seconda è Not available on other platforms for a limited time after release on PS5. Che per i non-anglofoni significa Non disponibile su altre piattaforme per un periodo di tempo limitato dopo l’uscita su PS5.

Ma non è tutto qui. Perché Sony e Square Enix tengono ad informare, alla fine di un trailer, che il “periodo di tempo limitato” è precisamente “fino al 31 dicembre 2023”. Da qui possiamo spendere milioni di caratteri in congetture. Certo di semplificare: si sa che prima del prossimo capodanno non vedremo Final Fantasy XVI in piattaforme diverse da PlayStation 5. Quando, precisamente, lo vedremo in altre piattaforme non ci è dato saperlo al momento.

Una cosa certa: il periodo di tempo limitato ha anche una scadenza pubblica. Terminato questo tempo, Square Enix è libera di vendere Final Fantasy XVI per ogni piattaforma che desidera: incluse quelle rivali di PlayStation, come le Xbox di Microsoft e le Switch di Nintendo.

I giocatori PC dovrebbero smettere di comprare Square Enix

Da videogiocatore che passa il 90% del suo tempo su una piattaforma Windows a giocare (anche) videogiochi sviluppati in Giappone, mi sento personalmente chiamato a rispondere a chi vorrebbe decidere per me il dove/come godermi i miei risparmi.

Da un lato il signor Yoshida ha tutta la mia comprensione: sta producendo un videogioco che, per un periodo di tempo, sarà disponibile per una console del suo Paese, che ha raggiunto molte case di appassionati in tutto il mondo, ma non tutte quelle sperate.

Basti ricordare che molte PS5 sono in magazzini, in attesa di essere acquistate a prezzi sproporzionatamente fuori mercato. Altre stanno cedendo al tempo che passa, tra problemi di dissipazione di calore e metallo liquido non opportunamente isolato in fase di montaggio.

Aggiungiamo che non è mai accaduto che, per ogni console, corrispondesse un titolo venduto ma, a ben vedere, una percentuale intorno al 10% o 20%. Avremo compreso perché, il buon Yoshida, stia “elemosinando” l’utenza a sborsare ben oltre i quattrocentocinquanta euro previsti da Sony per comprare una PS5 (Digital).

Considerazioni opinabilissime

Personalmente parlando, trovo assolutamente sconveniente spendere dai seicentocinquanta euro (quando sei fortunato) a salire, per un hardware non solo obsoleto, ma anche e soprattutto concepito male e realizzato peggio.

E non mi si venga a dire “eh ma a quel prezzo è il meglio che tu possa trovare”. Perché la trovo un’affermazione totalmente infondata e oggettivamente errata. Xbox Series S, Xbox Series X, Nintendo Switch e Steam Deck sono – di gran lunga – alternative ben più economiche e soddisfacenti della proposta di Sony.

“Ma su PS5 giochi The Last of Us, God of War e le altre esclusive, come appunto Final Fantasy XVI”. Corretto: peccato che, per me, quei giochi non valgano la spesa, le terze parti sono più interessanti e divertenti ma, cosa che sfugge sempre più spesso, io gioco su PC. E lì le “non più tanto exclusive” produzioni PlayStation arrivano.

  • Chi ha bisogno di una PS5, quando si ha un PC da gioco?
  • Chi ha bisogno di spendere tanto quanto un PC da gioco per giocare con lauto anticipo un videogioco destinato ad altre piattaforme?
  • (Non sono previste risposte univoche e giuste per queste domande)

Al di là di interessantissime operazioni amarcord, le proposte interne Square Enix a me, ad oggi, lasciano molto insoddisfatto. Quindi: non solo non comprerò PS5 come mi invita Yoshida a fare. Ma eviterò come la peste le produzioni di questo produttore/sviluppatore, quelle produzioni sviluppate da Square Enix stessa, a meno che non arrivino a prezzo talmente budget che il mio contributo sia infinitesimale.

Polli da spennare, nulla di più

A dispetto delle lodi popolari sperticate intorno a roba tipo Final Fantasy XIII, per fare un esempio, l’attenzione di Square Enix dedicata alle versioni PC è imbarazzante. I risparmi sono, in parte, riscattati dai soliti, santi, “modder” che permettono di salvare il salvabile.

Come posso sostenere un produttore che, pur di spingere le vendite console, realizza/fa realizzare conversioni scadenti per uno dei mercati più floridi del mondo dei videogiochi: quello PC?

Steam da solo, miete statistiche che l’universo PlayStation si sogna. Cito quello PlayStation perché è quello caro a Yoshida e a tanti altri.

Da un lato è ovvio che i produttori e gli sviluppatori desiderino ottenere il massimo incasso con il minimo sforzo produttivo. È altrettanto vero, però, che non possono sempre sperare che dall’altro lato ci siano milioni di persone senza cervello, che comprano e basta, perché “noi siamo Square Enix, ci ascoltano, ci amano, ci arricchiscono”.

La console più inutile e cara della sua generazione

Ho ricevuto un paio di rimostranze e di argomentazioni a difesa della PlayStation 5 e della sua politica sulle esclusive:

  • Io ho comprato PS5 perché non voglio aspettare chissà quanto per giocare le console exclusive temporanee: legittimo, ognuno ha il sacrosanto diritto di spendere i propri risparmi come meglio crede. È il tema intorno a tutto questo editoriale, in fondo.
  • Ho comprato PS5 perché il mio PC non regge i giochi recenti: quindi preferisci spendere tanto quanto un upgrade, forse anche di più. Invece di aggiornare il PC e tenerlo una generazione avanti a PS5, preferisci stare indietro con entrambi gli hardware. Molto consapevole ma poco saggio e poco lungimirante da parte tua. Un vantaggio immediato che dura poco, con la prossima spesa assai vicina nel tempo.
  • Il PC devo aggiornarlo continuamente: la più grande bugia degli ultimi 15 anni. I miei ultimi due PC, dotati di hardware mediocre/discreto, sono durati rispettivamente 10 anni e 8 anni, prima di mandarli in decorosa “pensione”. Mai eseguito un upgrade su di questi e mai rinunciato ad un videogioco nel frattempo.
  • Il PC costa di più assemblarlo: altra splendida bugia. La PS5 costa, di fatto, ottocento euro e devi pure aggiungerci il tuo gioco che non può aspettare e un abbonamento al PS-Plus. È davvero terribile spendere poco di più e stare tranquilli per un decennio, senza timori di giochi cross-gen, last-gen e cancellazioni improvvise per console obsolete?
  • Io voglio giocare stravaccato sul divano: legittimo e sacrosanto. Giusto perché tu lo sappia: i PC offrono harware wireless da oltre 10 anni e possibilità di giocare in streaming da prima che si parlasse di Stadia, GeForce Now e xCloud (2015 circa). A meno del costo della PS5 ci sarebbe anche Steam Deck, giusto per non farti mancare il lato portatile del gaming.
  • Io non prendo PS5, piuttosto preferisco la PS4 Pro o la PS4 Slim: ragionamento opinabile. Anche qui, poca saggezza e poca lungimiranza per me. Davvero preferisci comprare un hardware fuori produzione e risalente al 2013 (PS4) e 2016 (PS4 Pro)? E pensi di fare un affare a comprarla quasi esattamente quanto una PS5 Digital (prezzo consigliato al pubblico da Sony)? Non rispondermi, sono domande retoriche.
  • Io compro PlayStation perché tanto gioco solo The Last of Us, God of War e Horizon. Mi dispiace per te, ma l’importante è che ti diverta. Mi dispiace perché ci sono tanti e migliori giochi, là fuori, secondo me tanto più divertenti. Il mio blog ne è pieno di esempi. Stento a credere che tu compri una console per giocare 2 o 3 giochi a lustro, comunque.

Perché non comprerò mai una PS5

Nessuno ha detto una parola sul rilascio di una versione per PC di Final Fantasy XVI” – N. Yoshida. I tuoi mecenati, caro signor Yoshida, hanno solo pre-avvisato di mostrare il gioco su una PS5 “emulata” da un PC.

Perché parlate come come se una versione per PC venisse rilasciata 6 mesi dopo?“- N. Yoshida. Parliamo come se avessimo letto, fin dal suo trailer d’annuncio, che l’esclusività su PS5 fosse limitata ad un periodo di tempo. E su un altro trailer si legge testualmente “esclusivo fino al 31.12.2023”. Nessuno pretende che il gioco sia disponibile altrove dal primo gennaio 2024. Quando sarà pubblicato altrove quelli sono affari tuoi e dei tuoi capi. Parliamo della concreta prospettiva di giocare anche su PC al tuo ultimo sforzo creativo, a buon diritto aggiungerei. Il che ci porta all’altra tua affermazione.

“Non preoccupatevi, comprate una PS5! (ride)” – N. Yoshida. Scusa se ridiamo noi, signor Yoshida. Scusa se rido forte, ma io mi preoccupo eccome. Mi preoccupo dei miei risparmi, mi preoccupo della qualità di quello che gioco dopo averlo comprato con sudore della fronte, mi preoccupo di coltivare la mia passione sulla piattaforma che preferisco.

Esattamente come fanno i possessori di PS5 e quelli che la desiderano possedere. Dettaglio che, purtroppo spesso, dimenticano: il diritto di giocare dove si vuole lo meritano anche i videogiocatori di altre piattaforme. Troppo sovente etichettati “di serie B”, anche da produttori come Square Enix.

I tuoi mecenati stanno mandando avanti una Crociata contro le future e potenziali esclusive Microsoft, non so se ne sei al corrente, signor Yoshida. Ma nessuno ha tenuto a dichiarare “compratevi una Xbox se volete giocare i nostri giochi”.

Quanta differenza passa tra una condotta come quella di Sony e i suoi sostenitori, e la condotta del resto del mondo? Io suggerirei una risposta: un’unità astronomica.

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