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A Plague Tale: Innocence

A Plague Tale: Innocence è un videogioco d’azione, avventura, a tinte horror e stealth con una prospettiva in terza persona, sviluppato da Asobo Studio per Focus Home Interactive. E’ disponibile su PC Windows, PlayStation 4 e Xbox One dal 14 maggio 2019. Asobo Studio pubblica i suoi lavori più o meno annualmente da diciassette anni, ormai, e per titoli più blasonati (cito a titolo d’esempio The Crew e ReCore) è intervenuto come team sussidiario oppure delegato al porting per piattaforme diverse da quelle di riferimento.

Con A Plague Tale: Innocence nel 2019 e Microsoft Flight Simulator quest’anno, possiamo concordare su un dato di fatto: Asobo Studio sta scrivendo la storia del nostro intrattenimento preferito.

A Plague Tale: Innocence narra delle (dis)avventure di Amicia e Hugo de Rune, rampolli di una nobile famiglia francese che custodisce un terribile segreto nel proprio lignaggio. Noi giocatori prendiamo il ruolo di Amicia per la quasi totalità dell’avventura e dobbiamo preoccuparci che i due fratelli sopravvivano all’Inquisizione, alla Peste Nera e a sciami di ratti mangia-uomini. A Plague Tale: Innocence, infatti, è ambientato in Francia nel 1348 e l’ambientazione medievale è riprodotta semplicemente benissimo.

 

Un giorno qualunque, la vita di Amicia e Hugo viene sconvolta dall’arrivo dell’Inquisizione nella proprietà di famiglia. Che i toni e i modi degli inquisitori siano apertamente ostili è palese, bastano pochi attimi perché la situazione degeneri: i due giovani sono costretti a nascondersi e a scappare, se hanno cara la vita. Noi giocatori guidiamo dunque Amicia, che tiene ben stretta la mano di Hugo e lo protegge nascondendosi. In estrema necessità, Amicia può affidarsi alla propria fionda per stordire o colpire a morte le minacce che si parano davanti.

Proteggere e accompagnare Hugo alla salvezza, mi ha ricordato alla lontana ICO (uno dei più bei videogiochi concepiti da Fumito Ueda) con la differenza che nel gioco di Sony è il piccolo protagonista a doversi prendere cura della giovane donzella indifesa.

Donzella per nulla indifesa, qui, è Amicia che (nonostante la comprensibile paura e una fragilità del tutto umana che la rende “mortale” alla prima freccia o al primo fendente di spada che la colpiscano) può affidarsi alla fionda e a basilari conoscenze alchemiche che le permettono di scagliare proiettili incendiari, luminosi, velenosi, odorosi (semplifico volutamente). In questo modo è in grado di gestire qualsiasi minaccia si frapponga fra lei e la meta.

Quale sia questa meta, lascio a te il piacere di scoprirlo, perché a Plague Tale: Innocence racconta una storia e ci riesce nel migliore dei modi. I colpi di scena non mancano, come non mancano parti molto emozionanti oppure commoventi. Il tutto viene impreziosito da un lavoro tecnico che – secondo me – ha del prodigioso.

Considerando che Asobo Studio non può vantare chissà quale budget e quale tecnologia, per A Plague Tale: Innocence, il lavoro svolto ha del prodigioso. Oso affermare di più: con le dovute proporzioni, A Plague Tale: Innocence mi è risultato più impressionante, ben scritto e ben realizzato rispetto a The Last of Us: Parte 2 e non ha assolutamente nulla da invidiargli (budget a parte).

Se teniamo presente che Asobo, con i giusti mezzi produttivi, sforna qualcosa del calibro di Microsoft Flight Simulator per Xbox One/Series X, forse ci rendiamo conto che – a parità di mezzi a disposizione – questi talentuosi sviluppatori non avrebbero quasi niente da imparare da Naughty Dog. Voglio essere ancora più malizioso e affermo: secondo me Naughty Dog ha presto qualche ispirazione proprio da A Plague Tale: Innocence, dal momento che qualche punto di contatto, negli elementi di gameplay, è pure evidente.

L’atmosfera, le ambientazioni, le scelte cromatiche, fino anche la scelta delle musiche e gli effetti sonori: tutto concorre a realizzare un gioco visivamente e acusticamente inappuntabile. Le musiche sono affidate al grandissimo Olivier Deriviere, che ho riscoperto grazie a GreedFall ma ha firmato le musiche di alcuni dei miei giochi più graditi (Of Orcs and Men, The Technomancer, Remember Me e tanti altri).

Anche il lavoro degli interpreti, tutto sommato, è ottimo, sebbene mi sia limitato a giocare ascoltando il doppiaggio in inglese. Sul fronte giocoso, invece, i comandi risultano precisi e reattivi, pochi e semplici. Alcuni aspetti del gameplay si rifanno a quanto abbiamo visto nel primo The Last of Us che, inevitabilmente, ha fatto (buonissima, a quanto pare) scuola.

A Plague Tale: Innocence è un videogioco d’avventura, azione, horror e stealth che si lascia giocare senza riserve. Non è un videogioco di breve durata e non allunga il brodo inutilmente (The Last of Us: Parte 2, sto guardando te), il ritmo della narrazione è assolutamente azzeccato e – nella somma di ogni sua parte – posso dire che è uno dei migliori videogiochi d’avventura della sua generazione. Personalmente lo considero il più memorabile.

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