X4: Foundations + X4: Split Vendetta

Il 30 novembre 2018 è una data storica per tutti gli appassionati di simulatori spaziali di stampo sand-box: arriva su Steam X4: Foundations di Egosoft e vuole farsi perdonare il mezzo passo falso di X3: Rebirth che ha fatto storcere il naso a tantissimi puristi di una serie fantascientifica che tutti dovrebbero conoscere ma nessuno ne parla. Il 31 marzo 2020, invece, insieme all’importante aggiornamento che porta il gioco alla versione 3.0, è stata pubblicata l’espansione X4: Split Vendetta che promette di espandere ancor di più un videogioco praticamente infinito ed interminabile.

E’ proprio grazie all’arrivo di questa espansione che Egosoft ha accolto la mia richiesta di curarne una recensione e di divulgare il titolo attraverso il mio blog. Una volta ricevute una chiave del gioco ed una dell’espansione, mi sono subito immerso nell’universo ordito dagli sviluppatori per me e, quando ne sono uscito, ho capito di aver avuto a che fare con un titolo fuori dall’ordinario.

X4: Foundations è, come già accennato, un simulatore fantascientifico, ambientato nello spazio profondo e caratterizzato da una struttura “sand-box”, cioè aperta e per nulla lineare che ti permette di fare un po’ quello che ti pare. Il titolo di cui ti scrivo oggi somiglia a quello, certamente più pubblicizzato e conosciuto, sviluppato da Frontier Developments: Elite Dangerous. Tuttavia le differenze mi sembrano abbastanza marcate e sostanziali, ma andiamo con ordine.

E’ veramente difficile, per me, sintetizzare in poche righe di recensione quello che, in realtà, è un videogioco a dir poco monumentale che promette di non stancare mai, nemmeno dopo centinaia – quando non migliaia – di ore di gioco. A patto che ti piacciano le simulazioni spaziali, ovviamente.

Partiamo dal titolo, X4, che indica il quarto capitolo di una saga che su PC non teme rivali (ed ogni accostamento ad Elite Dangerous, al di là dell’essere fantascientifico, mi pare fuori luogo). In realtà, questo quattro suggerisce anche i quattro pilastri su cui si fonda tutta l’esperienza e lo suggeriscono anche gli sviluppatori: pensa, combatti, costruisci, commercia sono, in soldoni, le grandi aree di gameplay che X4: Foundations offre. Riassunte così sembrano poche e poco stimolanti, ma basta tenere a mente che ogni cosa citata richieda centinaia di ore di viaggi, esplorazioni, missioni più o meno legali ed incarichi più o meno moralmente accettabili per essere ben sfruttata.

Il gioco offre la possibilità di partire nei panni di un personaggio mosso da ideali più o meno condivisibili o da una storia personale. Questo incide semplicemente sull’inizio del gioco ma non sul suo proseguimento ed un possibile epilogo. Essendo un sand-box, X4: Foundations garantisce totale libertà di esecuzione e, volendo, possiamo ignorare grandemente le missioni di trama principale (un po’ come accade nei giochi The Elder Scrolls).

Cosa rende X4: Foundations così fenomenale ai miei occhi e agli occhi di chi ne scopre la quintessenza? Come ho già scritto: la sua monumentalità. Prendo ad esempio la situazione di partenza standard: sono un pilota con un modesto conto in banca, tante belle speranze e voglia di mettermi in mostra. Mi aggiro per una stazione spaziale alla ricerca di qualche contratto di lavoro che non sia subito rischioso per la mia vita e la mia nave con la vernice ancora fresca. Guardo nel mio computer di bordo nella sezione “comunicazioni” e apprendo di un tranquillo lavoretto a poche centinaia di chilometri da dove sono: devo pattugliare una zona relativamente tranquilla e assicurarmi che non ci siano presenze ostili o piratesche nei paraggi nell’arco di tempo di dieci minuti.

Mi assicuro di aver benzina per il viaggio di andata e di ritorno e mi metto all’opera. Guido la mia navetta spaziale verso la zona designata e mi guardo intorno, con circospezione per dieci minuti contati dal computer di bordo. Terminati questi, senza che un pirata o un pilota di fazione ostile a quella che controlla la zona arrivi, torno alla stazione spaziale e incasso una discreta somma per il disturbo. Mentre piloto la mia nave posso affrontare il gioco in prima persona o in terza. Se scegliessi la terza persona mi ritroverei una versione di Everspace decisamente più simulativa e complessa.

Questo è solo l’inizio di una carriera che mi porta a prestare servizio come mercenario. Oppure potrei affiliarmi ad una fazione. Oppure potrei dedicarmi alla pirateria e al contrabbando. Ogni mezzo che io (secondo la mia coscienza o secondo quella del personaggio che voglio interpretare) scelgo di adoperare mi porta ad un semplice bivio: fare questo lavoro per tutta l’esperienza (ed eventualmente cambiarlo quando mi viene a noia) oppure accumulare capitali per fare un passo avanti nello scacchiere sociale, politico, economico di X4: Foundations.

Con il potere economico crescente posso ingaggiare personaggi non giocanti a cui affidare altre navi. Poco a poco allestirei una flotta alle mie dipendenze che genera un flusso di capitali non indifferente. Se la flotta in questione fosse quella di pirati, sarebbe un bel colpo di svariati miliardi di crediti al mese, che vengono rubati all’economia galattica (attirando le attenzioni di flotte militari o mercenarie che vogliono la mia testa).

Posso fare ancora di meglio: dopo aver raggiunto ricchezza e allestito una flotta, posso costruire la mia stazione spaziale, la mia base operativa e qui sedermi dietro una scrivania senza aver più il bisogno di andare di persona in giro per la galassia. Ci sarebbe qualcuno, pagato da me, che lo faccia al posto mio.

Ma non è finita qui: invece di limitarmi a fare un’impresa commerciale/militare potrei iniziare a puntare ancora più in alto. Potrei dichiararmi imperatore e gettare le basi per un impero galattico temuto, rispettato ed egemonico. Il limite della mia ascesa galattica è solo nella mia testa. Questa è la grandiosità e la monumentalità di X4: Foundations, un titolo che mi fa sentire tanto piccolo quanto grande.

X4: Split Vendetta

X4: Split Vendetta è la prima, grande, espansione a X4: Foundations ed è arrivata il 30 marzo 2020 insieme ad un aggiornamento che porta X4: Foundations (necessario al funzionamento dell’espansione) alla versione 3.0 che sistema tante piccole imperfezioni che un titolo di vasta portata e caratura porta con sé in maniera fisiologica. A dirla davvero tutta, non ho potuto fare a meno di constatare l’eccezionale pulizia di programmazione che non concede molto spazio a bug, nemmeno quelli più piccoli.

Tornando a X4: Split Vendetta: provvede ad offrire un’espansione dell’esperienza di base (già gargantuesca) a partire da un nuovo capitolo di narrazione dell’universo X4. Le famiglie Split sono in guerra, i clan si danno battaglia e imponenti stazioni spaziali si affacciano nello scacchiere politico ed economico della galassia. Attingendo da questi nuovi moduli e queste nuove tecnologie portate dalle famiglie Split, possiamo dare una decisa rinfrescata a quanto già in nostro possesso.

Se fossimo semplici piloti di ventura, potremmo attingere a moduli di navi originali e modelli di mezzo di trasporto inediti. Se fossimo magnati galattici oppure sedicenti imperatori, potremmo arricchire le nostre stazioni (o costruirne di nuove) con nuovi ed inediti moduli per stazione spaziale.

Non mi dilungo oltre, sebbene per parlare di X4: Foundations e X4: Split Vendetta occorrerebbero tre o forse quattro articoli di questo genere (e una notevole capacità di sintesi in aggiunta). Quel che c’è da sapere è che:

  • se ti fosse piaciuto Elite Dangerous
  • se ti fosse piaciuto Everspace
  • se ti fosse piaciuto Rebel Galaxy

se cercassi qualcosa di ancora più complesso, simulativo, politico, economico, stimolante, grande, gigantesco, monumentale, dove puoi fare tutto quello che in Elite Dangerous non puoi fare (per piccolo esempio: scendere fisicamente dalla tua nave spaziale), il capolavoro di Egosoft è la risposta a ciò che stai cercando.

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