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La Decima Arte – Parte III

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Ryse: Son of Rome

Continua il nostro viaggio alla scoperta di quello che si cela dentro un videogioco. Nella seconda parte abbiamo cercato di dimostrare quanto sia importante la musica e la pittura in una creazione videoludica. Non ci sogneremmo mai di confrontare queste forme d’arte con i mostri sacri di musica classica e pittura su tela o affresco, ma pensiamo che i tempi siano abbastanza maturi per parlare di creazioni tali da suscitare profonde emozioni. Proseguiamo, quindi, con l’esame di altre due forme d’arte.

 

Scultura

Doom 3

 Il lettore più fantasioso, arrivato a leggere “scultura” potrebbe trovarsi in difficoltà nel collegare questa forma d’arte al videogioco. Questo perché, naturalmente, si lega la forma d’Arte in questione a strumenti precisi quali scalpello, martello, attrezzi da falegname. Questi suggeriscono la materia su cui operare: marmo, legno, terracotta etc. Nel caso dei videogiochi bisogna, prima di tutto, considerare la realtà di un nuovo strumento e di un nuovo tipo di materiale. Lo strumento si chiama “3d Studio” e il materiale è un qualcosa di intangibile e virtuale, ma dal nome estremamente preciso: poligono. 

Soul Calibur V

A questo punto i puristi dell’arte potrebbero sorridere nel comparare autentici capolavoro come “la Pietà” di Michelangelo Buonarroti ai personaggi di un Gioco di Ruolo o ai mostri di uno Sparatutto. I videogiochi non pretendono, certamente, di superare i veri maestri dell’arte. Ma in quanto forma d’arte, si propongono di donare, al giocatore/spettatore, profonde sensazioni mediante un’opera di intelletto (non è forse proprio questa l’essenza dell’arte?). Detto questo possiamo apprezzare maggiormente gli avversari che affrontiamo, per fare un esempio, in Doom 3. I demoni che dobbiamo uccidere hanno una vita che varia dai 3 ai 20 secondi, ma non è questo il problema: devono infondere orrore e terrore, e sono fatti talmente bene che ci riescono benissimo.

Letteratura

The Witcher 2: Assassins of Kings

Una delle principali critiche rivolte al mondo dei videogiochi riguarda l’intrinseca leggerezza causata dall’aspetto “giocoso”, che relega questo variopinto universo alla sfera infantile.

Oltre a questo, molti sono convinti che le trame che fanno da sfondo ai titoli per computer non siano altro che un continuo ammazzare nemici o abbattere ostacoli. Tutto questo è sufficiente a “bollare” il nostro hobby preferito come qualcosa di incredibilmente superficiale, che allontana i ragazzi dalla cultura “seria”, come quella dei libri e della letteratura.

Final Fantasy VII: Advent Children

Queste sono argomentazioni estremamente deboli che non hanno nessun riscontro nella realtà delle cose. Il legame tra videogioco e letteratura è quanto mai salto e produttivo, sia considerando gli scrittori che creano materiale originale appositamente per i videogiochi, sia gli innumerevoli esempi di citazioni e rielaborazioni dei classici della letteratura mondiale (chi ha detto Il Signore degli Anelli?). Nel primo caso, comunque, sarà sufficiente fare il nome di Roberta Williams, autrice di soggetti originali per titoli entrati nel mito delle avventure, come ad esempio King Quest. I programmatori sanno bene quanto sia fondamentale la qualità della trama, ma non soltanto nel campo delle avventure grafiche. Come non citare Half Life, Halo, Final Fantasy 7?

Tales of Monkey Island

Riguardo poi, alla citazione di classici della letteratura mondiale, oltre al già citato Tolkien, tramite i vari titoli tratto da “Il Signore degli Anelli”, aggiungiamo anche Frank Herbert, l’autore di Dune, la cui saga s’è prestata per un gioco di strategia. Aggiungiamo le citazioni dell’opera di Howard Phillips Lovecraft e del videogioco “Necronomicon” che ne ricrea fedelmente le atmosfere cupe e gotiche.

Still Life

Gli esempi sono innumerevoli, e per comodità ve ne risparmierò altri. Concludiamo dicendo che, oltre a essere intelligenti opportunità di sottoporre i romanzi all’interesse di un pubblico vasto, c’è la convinzione che questi casi confermino come l’arte narrativa trovi nel videogioco un terreno fertile e una felice collocazione.

Parte I

Parte II

Parte IV

Parte V

 

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