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Control Ultimate Edition

Approdato su PS4, Xbox One e PC – lato Epic Games Store – lo scorso anno, Control si è subito distinto per essere un videogioco d’azione e avventura assolutamente eccezionale. Sviluppato da Remedy Entertainment sulle fondamenta di quel Quantum Break tanto apprezzato da me, quanto inspiegabilmente bocciato da altri, Control è un deciso passo in avanti nell’evoluzione di un certo tipo di videogiochi d’azione.

Control Ultimate Edition, che ho provato nella sua versione Steam e recensisco grazie alla concessione di 505 Games, è l’edizione definitiva che permette il passaggio indolore alla next-gen di PS5 e Xbox Series X/S. Tutti gli altri acquirenti della prima ora, dovranno eventualmente pagare per riavere Control sulle nuove console (eccezion fatta per eventuale e garantita retrocompatibilità).

E’ sempre molto difficile, per me, parlare di un videogioco pubblicato da più di un anno e intorno al quale si è letto e sentito di tutto e di più. Control non fa eccezione e si affianca a tutti quei titoli che arrivano sul mio blog con perdonabile ritardo (vedi Mirror’s Edge: Catalyst) e intorno ai quali, più che star lì ad eviscerare gli aspetti tecnici standard, posso spendere qualche parola in più su tutto il resto senza appesantire la lettura.

La trama di Control è volutamente articolata, complessa, tutta da scoprire – prima – e da comprendere pienamente, alla fine. Il paranormale diventa quasi una scienza, da cui attingere e per cui impiegare sforzi economici e governativi. Il Federal Bureau of Control, che sembra quasi una costola del ben più rinomato FBI è vittima di strani incidenti su cui apparentemente nessuno indaga.

Jesse Faden è la protagonista che impersoniamo: una donna sensibile al paranormale, avvicinata da un’entità che si chiama Polaris. Jesse è alla ricerca di suo fratello Dylan. Questi è rimasto vittima di un rapimento da parte del FBC. Jesse attende per anni il momento giusto, per entrare in contatto con il Bureau e porre fine al mistero che riguarda la sparizione di suo fratello. L’ingresso di Jesse nel Bureau è l’inizio del gioco e della storia.

La breve parentesi tecnica la apro e la chiudo qui, evidenziando che gli sviluppatori hanno ripreso in mano il loro gioiello e lo hanno tirato a lucido, pronto per la nuova generazione di console. Ray Tracing in tempo reale, prima esclusiva per PC, sarà disponibile sulle console in arrivo a novembre, senza considerare tutta una serie di ottimizzazioni che rendono il gioco ancora più bello da vedere. Un esempio lampante è il DLSS 2.0 di Nvidia, ora implementato per i PC dotati di recenti schede grafiche, dalla serie 20xx in poi.

Cosa rende Control più unico che raro? La trama, degna di un film di Christopher Nolan, per esempio. Questa offre una profondità singolare, un’introspezione dei personaggi che sono resi a tutto tondo, si evolvono con l’evolversi della narrazione. Insomma, sul fronte della scrittura e della sceneggiatura, Control è un titolo complesso, articolato, portatore di spessore e riflessione.

Quel che mi lascia a bocca aperta è questa pressoché perfetta fusione tra una storia onirica, visionaria, paranormale (eppure spiegata quasi scientificamente) e un gameplay di interazione totale, che rievoca i fasti del primo Red Faction, Half-Life, Just Cause. Non esiste, in Control, elemento dello scenario che non possiamo distruggere, afferrare, scagliare contro i nemici. Quando non c’è oggetto a portata, Jesse può staccare pezzi di muro o di pavimento e convertirli in arma o scudo.

Jesse si difende da morte certa con poteri paranormali di natura telecinetica, può volare, oppure scattare infrangendo le regole della fisica. Trova anche una strana arma, a forma di pistola e dai proiettili infiniti, che può potenziare, modificare. Questo consente, a chi gioca, di adattare alle proprie esigenze e al proprio stile di combattimento (corta, media, lunga distanza) l’equipaggiamento ed i potenziamenti.

Control è senza ombra di dubbio uno dei migliori videogiochi di questa generazione, per certi aspetti è il migliore di tutti. E’ tecnicamente eccellente, si gioca che è un piacere e offre una trama matura e fantascientifica/paranormale al punto giusto.

Si è arricchito di due DLC, entrambi presenti nella Ultimate Edition. Uno ne espande l’end game (The Foundation) rendendolo quasi eterno. L’altro DLC (Awe) scomoda un personaggio che ha reso Remedy Entertainment il piccolo, grande, colosso videoludico che sforna produzioni ad alto budget più uniche che rare: Alan Wake. Dei DLC parlerò in separata sede, approfonditamente, lo prometto.

Di Control ho appena iniziato a parlare, qui a La Decima Arte.

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