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Nona Generazione dei Videogiochi – Benvenuta

Il 10 novembre 2020 è una data storica per il nostro passatempo preferito, la nostra passione, per alcuni di noi autentico lavoro. E’ iniziata la nona generazione dei videogiochi, con l’arrivo nei migliori negozi di Xbox Series X e Xbox Series S di Microsoft. Il 12 novembre 2020, invece, è stato il turno della messa in vendita di Sony PlayStation 5. I punti di forza della nuova generazione sono stati già annunciati mesi prima, in concomitanza con le prime presentazioni delle nuove macchine e non si limitano al progresso grafico.

Caricamenti rapidi

Qualsiasi sia la macchina che ci farà compagnia per i prossimi 5/7 anni, alcune cose sono certe e imprescindibili: l’introduzione di disco fisso a stato solido, Solid State Drive in originale e SSD per gli addetti ai lavori, permette un caricamento dei dati (livelli, grafica, statistiche, intelligenza artificiale e altro ancora) a velocità mai viste prima. Siamo passati dagli infiniti caricamenti degli anni ’80 e ’90, accompagnati dai famigerati “Loader”, a caricamenti quasi istantanei.

Per chi non lo sapesse, alla fine degli anni ’80 e negli anni ’90, per addolcire la lunga attesa del caricamento di gioco tramite nastro, cassetta, floppy disk, gli sviluppatori e i produttori ingaggiavano fior fiori di compositori per incidere colonne sonore originali, lunghe quanto bastasse per aiutare a tollerare l’attesa.

Trent’anni dopo, dovendo attendere non più di 30 secondi tra un caricamento e l’altro, lo spazio per i Loader del Commodore non si potrebbe più concepire. I “tempi morti” tra un livello e l’altro e tra una partita e l’altra sono praticamente ridotti all’osso e questo, per chi ha fame di gioco (e magari poco tempo) è un guadagno prezioso.

Alta risoluzione e massima fluidità

Un aspetto distintivo, tra la nona generazione e la precedente, è la risoluzione standard dei videogiochi portata nelle case di chi gioca. Tenendo conto che il confronto lo faccio tra la PS4 del 2013 e la PS5 del 2020, oppure tra la Xbox One del 2013 e la Xbox Series X del 2020, possiamo affermare che il salto generazionale passa da una risoluzione Full HD a quella 4K. Per gli amanti dei numeri: si passa da 1920×1080 pixel a 3840×2160 pixel. Se nel 2013 restavamo a bocca aperta per l’alta risoluzione, immaginate come resteremo di fronte ad uno spettacolo due volte più dettagliato.

E’ vero, nel 2016 è arrivata PS4 Pro e nel 2017 è arrivata Xbox One X. Sono delle versioni cosiddette “di mezza generazione”, mid-gen in gergo. Sono tecnicamente identiche alle versioni 2013 ma con una differenza sostanziale: la scheda grafica dedicata è più potente e permette di eseguire gli stessi identici giochi delle sorelle maggiori ma anche a 4K. Come dire: vecchi giochi in nuova veste grafica. Capitava che al posto della grafica due volte più definita, gli sviluppatori scegliessero di raddoppiare la fluidità. Quasi mai l’hardware poteva permettere sia l’una che l’altra cosa.

Con Xbox Series X e PlayStation 5, invece, il progresso tecnologico permette di offrire risoluzione 4K e massima fluidità contemporaneamente. Per chi ha comprato la sua ultima console nel 2013 o prima, fermandosi alla settima generazione con PS3 o Xbox 360, avvertirà un enorme passo in avanti in tutto. A patto di avere il televisore giusto, si intende. Chi continuerà a giocare sul vecchio televisore di 5 o 10 anni fa o comunque con tecnologia non al passo con i tempi potrà comunque giocare, sempre. Non noterà le differenze tecniche in maniera così marcata.

Retrocompatibilità: eredità perduta e ritrovata

Personalmente, per quanto entusiasta dell’avvento delle nuove console Microsoft e Sony, non mi ritengo vittima della febbre che prende gli appassionati, per poter fare quanto prima il passaggio generazionale. Appassionati che danno in permuta – oppure vendono – la vecchia console per ammortizzare la spesa della nuova, ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Soprattutto da quando le console hanno implementato la famigerata retrocompatibilità.

Questa è stata adottata da Sony ai tempi della PS2, permettendo di giocare i titoli della PS1. Ma è stata negata ai tempi di PS3, dopo aver tentato la via dell’emulazione hardware, costosa e tendente a danneggiare la console. E’ stata ulteriormente negata ai tempi di PS4: questa volta il motivo era di natura spiccatamente architetturale. La PS4 segue un architettura x86: è un computer, fatto e finito, adattato agli scopi degli sviluppatori software. PS3 e precedenti, invece, avevano architettura proprietaria Sony, poggiante sul chipset CELL, un portento di tecnologia ma un autentico flagello per gli sviluppatori. Questi, per anni, hanno chiesto a gran voce a Sony un cambio di rotta, che si è avverato nel 2013.

Finalmente, PS5, potendo contare sulla stessa identica architettura di PS4, può agevolmente riprodurne i videogiochi, con una retrocompatibilità garantita al 99%. La lista di titoli, che resta esclusa dalla compatibilità e quindi giocabili unicamente su PS4, non è nemmeno piccola. La retrocompatibilità di PS5 con PS4 l’avevo prevista in tempi non sospetti. Mi dispiace per il fisiologico oblio a cui sono destinati i tanti titoli che ci hanno accompagnato dalla seconda metà degli anni ’90 agli anni ’10 del nuovo secolo e millennio.

Dal canto suo, Microsoft ha sempre garantito la retrocompatibilità, pressoché totale, tra le sue macchine. Questa particolare attenzione ha spinto gli ingegneri a realizzare un ibrido tra macchina virtuale e un emulatore ed il risultato è semplicemente impressionante. I videogiochi Xbox riprodotti sulle console più recenti, vengono ottimizzati e migliorati. E oggi gli appassionati che giocano su quella macchina possono vantare un ventennio di videogiochi da recuperare e riscoprire in nuova veste. Un’eredità che fa piacere sapere mantenuta viva.

La Nona Generazione vista “da fuori”

Personalmente parlando, sono cresciuto con Amiga 1000 e PC IBM (ho giocato a qualsiasi cosa potesse fare girare qualcosa di interattivo a partire dai 286). Mi sono affacciato in prima persona al mondo console relativamente tardi, alla fine degli anni ’90 con la prima, mitica PlayStation. I primi videogiochi inseriti sono stati, nell’ordine, Metal Gears Solid e ISS Pro Evolution Soccer. E prima di allora? Ho sempre visto e giocato alle console a casa di cugini e amici. Ero sempre affascinato dalla fluidità e dalla colorazione di quelle schermate: mi sembravano tanto diverse da quelle a cui ero abituato su PC. E i videogiochi mi sembravano tanto più divertenti, non certo più belli.

Sono cresciuto con The Secret of Monkey Island, King’s Quest V, Prince of Persia e sequel diretto, poi Another World e Flashback. A metà degli anni ’90 mi è esplosa definitivamente la passione per i simulatori di calcio. Fino al 2006 apprezzavo molto anche i manageriali di calcio, PC Calcio 7 soprattutto. Ma torniamo alle console, sto divagando.

PlayStation One è stata la prima console che io abbia mai avuto. E’ seguita la Dreamcast di SEGA e poi l’originale Xbox, che ho adorato e non mi ha mai fatto rimpiangere l’aver saltato PS2. Era certamente una console, insieme a Dreamcast, che soddisfaceva di più e meglio, chi era abituato a giocare con mouse e tastiera. La Xbox 360 non mi ha mai convinto, l’ho sempre vista come un upgrade dell’originale e mai come un’evoluzione o una nuova generazione. Impatto del tutto diverso mi davano le esclusive PS3 e così, a fine 2008 ho comprato quest’ultima, solo per le esclusive. Il resto? Giocato alla grande su PC, e le esclusive Xbox 360, dopo qualche tempo, arrivavano su Steam, bastava saper attendere.

Tra il 2013 e il 2018 ho lavorato creato e gestito Antro dei Draghi, perciò mi sono trovato costretto ad inseguire il day one dell’ottava generazione, prendendo subito PS4 e Xbox One. Quest’anno non avrò vincoli professionali del genere e tornerò a poter aspettare tempi migliori. Intanto mi godo la cross-gen via PS4 Pro e tramite PC. Da qui posso giocare le produzioni Microsoft, da PS5 potrò godermi le produzioni che mi piacciono di più: quelle Insomniac, Sucker Punch, Guerrilla, Santa Monica. Verissimo, ci stanno anche Naughty Dog e altri, ma non sono i loro titoli, quelli che mi fanno avvicinare alle esclusive Sony.

Per questo, su La Decima Arte, leggerai recensioni di terze parti quasi certamente testate nella loro versione PC Windows. Principalmente leggerai titoli comprati di tasca mia, soprattutto le grandi produzioni. Se e quando sviluppatori e publisher lo riterranno, potranno concedermi l’onore di recensire i loro titoli anche in versione PS5 e non mancherò mai di specificarlo per trasparenza nei confronti di chi mi legge.

E’ quasi certo che via PC giocherò a 1080p oppure a 1440p. Teoricamente la mia configurazione supera le prestazioni delle console nuove, tuttavia non sono del partito “compro una scheda video che costa quanto tutto il resto”, quindi scenderò all’unico compromesso della risoluzione inferiore. Quando non vorrò compromessi di risoluzione, opterò anche per Stadia di Google, sempre e comunque con la tendenza a giocarci via computer, più raramente via ChromeCast Ultra. Potrei anche ricevere codici per recensioni in quella piattaforma, chi lo sa?

Con PS5 dipende da caso a caso, potrei giocare a 4K ma sicuramente non sarà la mia piattaforma di gioco principale né la preferita. Insomma: la Nona Generazione di Videogiochi non me la perderò di certo, ma sostanzialmente la seguirò “super partes”, senza focalizzarmi particolarmente su Xbox Series X e PS5. Perché la maggior parte del mio tempo la trascorrerò a giocare al PC, come ho sempre fatto in vita mia.

Siamo tutti uguali

Lasciando fuori da questo discorso il mio pensiero personale (soggettivo, opinabile, irrisorio) sulle politiche aziendali adottate da Microsoft e Sony, tengo a sottolineare una cosa. Qualcosa che a qualcuno che mi legge potrebbe sfuggire: io sono dalla parte dei videogiochi e dei videogiocatori. Non difendo né Xbox né PlayStation. A me, più della console dove giocare interessa giocare. E dopo il gioco viene il desiderio di fare scoprire a te, che mi leggi, qualche titolo che ti sei perso, hai sottovalutato, non hai mai sentito prima.

Siamo un unico, grande, insieme, quello dei videogiocatori. Ai grandi siti di informazione e alle grandi case produttrici, forse, interessa metterci gli uni contro gli altri: è tutto un ritorno di immagine per loro. Fanno leva sulla classica natura umana che vuole appartenere a qualche branco ed etichetta “nemico” o “barbaro” chi non appartiene al proprio gruppo. Un po’ come gli antichi Romani e i Germanici, un po’ come gli antichi Greci e i Persiani. Un po’ come quelli che hanno le pelle bianca e quelli che non ce l’hanno. L’importante è guadagnare click ottenendo massimo risultato e minimo sforzo.

Siamo videogiocatori, amiamo i videogiochi, parliamo la stessa lingua, ci piace lo stesso passatempo. Per me non esistono videogiochi belli e brutti, ma opere che possano piacermi personalmente oppure no. Quelle che mi piacciono particolarmente voglio immortalarle qui. Ho cominciato più di dieci anni fa su Splinder, dieci anni fa su WordPress e vorrei farlo per altri dieci anni ancora. E poi ancora, finché vivrò.

I videogiochi sono la mia passione e la mia vita. Sono la nostra passione e la nostra vita. Tanti videogiochi – non tutti – sono opere di ingegno, fantasia, creatività che attraggono più attenzione del Cinema. Sono una forma d’arte, sono La Decima Arte.

3 pensieri riguardo “Nona Generazione dei Videogiochi – Benvenuta Lascia un commento

    • Ciao! Grazie per la lettura ed il commento! Quando si parla di PC da scrivania la risposta è sempre “cosa devi farci?”

      Dal mio strettissimo punto di vista i prezzi non sono lievitati. Addirittura le schede video di nuova generazione sono più potenti e costano meno della generazione passata!

      Un PC da gioco onesto, senza pretese, giusto per giocare, non costa più di una PS5. E ricordiamo sempre che con un computer non “ci giochi e basta” 😉

      In effetti è scorretto pure considerarlo una piattaforma di gioco (infatti le generazioni di videogiochi si contano dalle console).

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